Libri/ebook

Diabetici veri

Estate 2020: sarà ricordata non solo dal coronavirus ma per l’uscita contestuale di due grandi opere di narrativa sul diabete che ci terranno compagnie mentre stiamo a fare quel che ci pare e piace, come se la pandemia non ci fosse, incuranti del prossimo e dell’ambiente circostante, tra atti di cafonaggine gratuita conditi da qualche scampolo d’umanità.

La prima opera è scritta da Anselmo Tofani, ravennate di 95 e diabetico di tipo 1 dal 1927, felice bisnonno di 4 nipotini e padre di due figli, fratello e sorella, entrambi come lui con il T1D. In questo affresco di vita partito durante l’era fascista e la grande guerra, per poi proseguire e uscire, tra mille difficoltà, dalle macerie del conflitto, con le sfide della ricostruzione e il successivo boom economico e sociale, Adelmo ci racconta di cosa ha voluto dire affrontarle assieme a una patologia cronica e inguaribile qual è il tipo 1.

Non solo, ma negli anni successivi affrontare la malattia in famiglia con spirito solidale dovuto al fatto che anche ad entrambi i suoi figli venne riscontrata la sua stessa patologia, e non solo: pure a due dei quattro nipotini (raffigurati nella copertina del libro), in tenera età venne a fare da compagnia la dolce condizione che sempre più colpisce la popolazione in tutto il mondo.

La narrazione di una condizione rappresenta sempre una sfida, sia per chi legge come per lo scrittore, afferma l’autore, in quanto occorre immedesimarsi nella storia e renderla “comprensibile” agli altri senza presunzione di onnipotenza e unicità lungo il percorso narrativo.

Ad oggi sono circa 500 i libri di storie con diabetici narrati dagli stessi pazienti o dai loro tutor, mamme in prima linea, pubblicati in Italia. Un numero importante che testimonia la verve, vitalità della comunità di diabetici.

Anselmo Tofani si augura che ogni opera sia di buon costrutto per la ricerca della cura del diabete e miglioramento della vita dei dolci pazienti, un gradino in più nella direzione  della semplificazione dei trattamenti, della longevità accresciuta anche grazie all’allontanamento delle complicanze e accesso diffuso delle tecnologie di controllo del compenso metabolico.

Dice Anselmo: “ciascuno di noi sino alla fine deve fare la sua parte per”.

Il libro è autoprodotto e distribuito tramite i canali online, il ricavato verrà devoluto alla JDRF International.

L’altro libro targato Novo Nordisk è: ‘Fuga. Due ruote, la strada, il diabete‘, un romanzo originale ispirato dall’avvincente storia di un gruppo di ciclisti professionisti accomunati da una particolarità. Sono tutti persone, e atleti, con diabete mellito di tipo 1: il Team Novo Nordisk. Tutto nasce da un giovane ciclista con diabete di tipo 1, Phil Southerland, che innamoratosi da bambino della bicicletta, e avendo sperimentato in prima persona gli effetti benefici dello sport e dell’attività fisica sulla propria malattia, convince l’amico Joe Eldridge, anche lui giovane con diabete, a dare vita nel 2005 a una squadra ciclistica. L’idea è di trasferire la loro esperienza di vita e di sport, condividendola con tutte le persone affette da diabete.

Nel 2008 il passaggio al professionismo, e nel 2012 l’incontro con Novo Nordisk e la nascita del Team Novo Nordisk, sulla base di un obiettivo che accomuna lo sportivo americano e la multinazionale danese: ispirare, educare e incoraggiare le persone con diabete in tutto il mondo e dimostrare che la malattia non deve impedire di realizzare i propri sogni. Oggi il Team Novo Nordisk è una squadra sportiva internazionale composta da ciclisti con diabete a tutti i livelli agonistici, guidata dalla prima e unica squadra professionistica al mondo interamente composta da corridori con diabete. Il Team Novo Nordisk è parte del programma Changing Diabetes*, progetto globale per migliorare la qualità di vita del mezzo miliardo di persone che oggi hanno il diabete e di quelle a rischio di sviluppare questa malattia.

Luca Gregorio, giornalista con l’amore per lo sport e il ciclismo, racconta la lotta al diabete, i sogni, la fuga, la passione, la vita di tutti gli atleti professionisti del Team, in particolare dei due italiani in squadra: il veterano Andrea Peron, alla sua ottava stagione in maglia Novo Nordisk, autore all’esordio alla Milano Sanremo del 2015 di uno straordinario exploit, in fuga solitaria per oltre 200 chilometri, e il più giovane Umberto Poli, quarta stagione la sua, ma autore di un’impresa simile a quella del suo compagno quando nel 2017, da atleta più giovane in corsa nella classicissima che apre la stagione professionistica mondiale, fece parte del gruppo in fuga per la maggior parte dei 298 chilometri da Milano a Sanremo.

“Il libro è un romanzo originale che trae ispirazione da un’autentica, epica, pagina di sport. Si intitola ‘Fuga’ – spiega Gregorio – un termine sportivo che contraddistingue certamente il Team Novo Nordisk e i suoi atleti. Il Team Novo Nordisk fa parte della schiera di squadre che devono andare in fuga. Non potendo partecipare, non appartenendo al circuito World Tour, a tutte le corse più rilevanti del calendario mondiale, deve sfruttare al meglio, e lo fa con ottimi risultati, gli inviti ad alcune gare di prestigio. Su tutte la Milano-Sanremo, ma anche il Uae Tour, il Giro di Polonia o il Giro di California. Corse che hanno un appeal e un richiamo internazionale. Andare in fuga, per i ragazzi del Team, assume ancora più valore. Sono portatori delle proprie ambizioni e dei propri sogni, ma sono soprattutto portatori di un messaggio che sta risuonando sempre più potente in giro per il mondo. Anche con il diabete di tipo 1 si può fare sport e lo si può fare ai massimi livelli”.

Nel libro – disponibile online sui siti di Novo Nordisk, Agd Italia, Aniad e Associazione Ciclismo e Diabete – prendono vita le storie e le testimonianze dirette di alcuni ragazzi, si comprende meglio la storia della squadra e si capiscono quali siano i traguardi da raggiungere.

E’ importante “acquisire sin dalle prime età le abitudini più favorevoli per crescere e mantenere un organismo forte e per garantire uno sviluppo neuropsicologico ottimale, così importanti per affrontare al meglio gli accadimenti dell’esistenza. E lo sport, che è impegno, umiltà, costanza, fatica, gioia e delusione, è un’attività indispensabile per raggiungere questi obiettivi”, aggiunge Claudio Maffeis, presidente Siedp-Società italiana endocrinologia e diabetologia pediatrica.

 

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