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Scoperta promettente per i pazienti con retinopatia diabetica

Retinopatia diabetica

Pubblicato sulla prestigiosa rivista Science, un nuovo studio ha fatto luce su un processo cellulare che si verifica nelle retine delle persone con retinopatia diabetica. Questa scoperta potrebbe portare allo sviluppo di un trattamento per questa grave complicanza del diabete. La ricerca è stata condotta dal Dr. Przemyslaw (Mike) Sapieha e dal Dr. François Binet in collaborazione con il Dr. Frédérick Antoine Mallette e il Dr. Flavio Rezende del Centre de recherche de l’Hôpital Maisonneuve-Rosemont (CR-HMR), che è parte del Centre intégré universitaire de santé et de services sociaux de l’Est-de-l’Île-de-Montréal, e il Dr. Jean-Sébastien Joyal del CHU Sainte-Justine Research Center, affiliato con l’Université de Montréal e anche con il Dr. Jean-François Côté del Montreal Clinical Research Institute (IRCM).

La retinopatia diabetica è caratterizzata da degenerazione vascolare e successivamente dalla formazione di vasi sanguigni anormali nella retina. Questa proliferazione vascolare compromette le cellule nervose che trasportano le informazioni dagli occhi al cervello.

Retinopatia diabetica

Lo studio dimostra che per fermare la proliferazione vascolare anomala, i vasi sanguigni applicano una serie di “freni” molecolari che si attivano in un modo simile a una versione accelerata dell’invecchiamento cellulare naturale. Collettivamente, questi meccanismi culminano in un processo chiamato senescenza cellulare, che alla fine causa la formazione di cicatrici sui tessuti nella retina.

In modalità senescenza, i vasi sanguigni producono molecole infiammatorie che diventano bersagli delle cellule immunitarie chiamate neutrofili. Anche se si pensa che siano i primi soccorritori del sistema immunitario, lo studio mostra che i neutrofili arrivano nella retina in seguito per aiutare a pulire e rimodellare i vasi sanguigni danneggiati. Lo fanno attraverso un meccanismo cellulare non convenzionale di rilascio di trappole extracellulari di neutrofili (o RETI) costituite dal proprio DNA sui vasi sanguigni malati.

Più in generale, i risultati di questo studio implicano che la distruzione dei vasi sanguigni senescenti porta a un rimodellamento vascolare benefico. Lo studio fornisce quindi informazioni sulla funzione generale delle cellule endoteliali e su come predispongono le popolazioni più anziane a complicazioni come infarto miocardico, aterosclerosi e ictus.