testimonianze

Perché

Eppure, avevo bisogno di una risposta, le ultime parole sconosciute che ritenevo fossero famose ed invece erano fumose e alquanto lacerate dagli stracci lisi e chiodi arrugginiti di un dissertare fondato su effimere conversazioni e futili analisi che avevano mandato in rovina le basi stesse ed essenziali della convivenza umana evoluta dal rango di tribù a stato organizzato e complesso, sviluppato sulla buona educazione e il rispetto reciproco.

Oddio sogno!

Ora come ora tutto viene riavvolto tra deliri post secolarizzati, un mescolone impazzito di affermazioni appartenute a un passato e una concezione retrograda dell’evoluzione umana, tra animisti, fritti misti e sperimentatori del nulla. La mancanza di ideologie totalizzanti rende orfano qualcuno e semplicemente la mancanza di idee e la capacità competenza di sviluppare progetti fa sì che uno, qualcuno si rifugi dentro al “torno indietro”, quando veramente il ritorno all’indietro comporta la morte.

Fare retromarcia alla sua funzione fisica in stati tattici di azione motoria e mentale, ma trasformarla in moto, modo di vita no, e meno che mai portarsi appresso una intera popolazione.

Ma sono le mancate risposte che segnano e fanno ancora più male alla crescita e conoscenza personale, e non tanto per la delusione in sé, le delusioni sono il sale della vita, ma proprio in quanto ti rendi conto di come ciò che stai facendo non ha senso, non ha riscontro. E un tavolo capovolto nel quale non riesci più a fare alcunché.

C’era una volta e non c’è più

La conclusione di ogni favola e di ogni storia reale e umana di questa vita. Ecco dove sta il valore della vita: l’esserci non per contarci bensì per crederci nei sogni che abbiamo e farne carne da toccare, accarezzare e stringere a noi. Così quando non ci saremo più quel ceravamo stati rappresenterà per la nostra anima e per quanti resteranno a conservarne la memoria, il ricordo, un molo dove attraccare l’imbarcazione in sicurezza se il mare della vita si fa burrascoso.

Quando sta per finire

Ecco non c’è modo per guadagnare tempo, o impiegare altri stratagemmi nella speranza di poter racimolare punti salvezza per qualche lasciapassare non ben identificato. Alla fine, mi resta solo da dire GRAZIE!

E lo faccio facendo mia la riflessione di padre Enzo Bianchi: “Chi conosce e pratica la gratitudine, sperimenta la dilatazione del suo cuore: ogni “grazie” accresce la sua capacità ad amare e lo rende più amabile. L’ingratitudine che è incapacità a riconoscere il dono nasce dall’orgoglio, dal narcisismo, dall’autosufficienza.”

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