Frega niente?

Fai circolare

Il passare del tempo degli anni in me ha prodotto un effetto: il bisogno di leggerezza, sì leggerezza poiché il peso morale, mentale e fisico di tante delusioni e false speranza genera la necessità intima di liberarsi dei pesi superflui e prepararsi a morire con il vuoto dentro. E tra i pesi c’è anche lui, quell’elemento provocato dal mio stesso organismo e che da sempre mi pone a compiere dei passi obbligati e quotidiani: il diabete autoimmune tipo 1, fatto di controlli, punture, analisi e molto altro ancora.

Di tutto questo ne ho scritto e trattato con ampiezza in questo blog, ma non basta, credo, e mentre sento sempre più che il mio corpo comincia a dare segnali di disfacimento, non mi interessa stare a disquisire sul bello e il brutto tempo, sono consapevole che questa malattia l’ho vissuta da solo e la dimensione resta personale senza altre geometrie temporali e spaziali.

In conclusione, la vita con il T1D è così e lascio che sia, ed io non la cambierò, ma tu anche sei solo come me abbi cura di te, della tua vita, del mondo ora e che troverai, cerca di non metterti nei guai. Certo sono raccomandazioni e le leggerai forse mai oppure quando avrai una certa età ma d’altronde lo sappiamo la gente non ha memoria, si vive di attimi e i ricordi, rivisti e plasmati a propria immagine e somiglianza serviranno per edulcorare un boccone amaro e duro da ingoiare.

Sono solo, sei solo come me e quando mio padre mi diceva che dovevo arrangiarmi lo odiavo profondamente poiché fin da bimbo credevo nella solidarietà e il reciproco aiuto. Poi? Poi ora debbo dire post mortem che tu babbo avevi, hai ragione: debbo arrangiarmi. Altro che stato sociale e solidale: sembra la parodia del celebre film “Scuola di polizia” dove una rappresentanza di strani personaggi arruolati in una sgangherata struttura socioassistenziale dissertano perennemente del tema: infermiere sì, infermiere no a scuola per i bimbi diabetici, sull’aria della canzone “La terra dei cachi” del gruppo demenziale “Elio e le storie tese”.

E prima di passare il testimone al prossimo testimonial dico: no non sei solo, ma ti fa compagnia un atto amministrativo, una circolare, un decreto che disporrà ai sensi del combinato disposto che il soggetto indisposto è preposto ad essere assistito dal proprio familiare e che si deve arrangiare e se non si sa arrangiare? C’è sempre modo di imparare a scuola di arrangiamenti basta fare la ricerca su Bing o Google no?

Buona domenica e alla prossima circolare!

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