Donne e diabete

#EASD2020 Diabete gestazionale: in Italia la situazione è gravida

E’ allarme diabete in gravidanza: aumentano i casi e si modificano i risultati della curva da carico glucidico. Il dato emerge da una delle ricerche presentate dai giovani ricercatori della Società italiana di diabetologia (SID) al 56° congresso annuale dell’Associazione europea per lo studio del diabete (EASD). Sono infatti sempre più numerose le donne che presentano diabete durante la gravidanza (diabete gestazionale, GDM), conseguenza strettamente connessa all’aumento dell’obesità, anche in età riproduttiva, e alla prevalenza del diabete tipo 2.

“Ma le caratteristiche metaboliche delle gestanti – afferma la dottoressa Sara Parrettini, Struttura Complessa di Endocrinologia e Malattie Metaboliche, Azienda Ospedaliera di Perugia – negli ultimi anni si stanno modificando. Aumentano le donne con insulino-resistenza e i risultati della curva da carico glucidico sono diversi da quelli delle donne che sviluppavano diabete in gravidanza fino a qualche anno fa”. Per approfondire questa osservazione, i ricercatori umbri sono andati a studiare, in una casistica di oltre 600 pazienti con GDM gestite presso il Servizio di Diabete e Gravidanza dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, le caratteristiche metaboliche delle madri, gli esiti materno-neonatali e la salute delle donne dopo il parto. In particolare sono state confrontate le caratteristiche metaboliche prima della gravidanza, i valori delle curve da carico glicemico (OGTT) diagnostiche, i fabbisogni di terapia nutrizionale ed insulinica, gli esiti del parto nella madre e nel neonato e la tolleranza glucidica delle donne con diagnosi di diabete gestazionale trattate nel triennio 2013-2015, rispetto a quelle gestite nel periodo 2016-2018, al follow up dopo il parto.

“Nel periodo compreso tra il 2016 e il 2018 – afferma Parrettini – abbiamo osservato un aumento significativo di curve glicemiche con valore basale (al tempo 0′) diagnostico rispetto al passato, un aumento dei valori glicemici medi basali ed una riduzione di quelli a 60′ e 120′ dal carico glicemico, senza differenze sostanziali in termini di età, indice di massa corporea pre-gestazionale o incremento ponderale gravidico. Nel secondo periodo è emersa anche una maggiore aderenza al follow up post-partum con OGTT rispetto all’epoca precedente, con un incremento dei valori glicemici medi della curva e degli OGTT diagnostici per alterata tolleranza glucidica, anche se i dati non raggiungono la significatività statistica”. Dal confronto dei due periodi (2013-2015 vs 2016-2018) è emersa una progressiva inversione della curva glicemica con valori diagnostici principalmente a digiuno, indicatore del cambiamento delle caratteristiche metaboliche delle donne nel corso degli anni e di un quadro di più elevata insulino-resistenza, che rende le donne con diabete gravidico sempre più simili a quelle con diabete di tipo 2. La buona notizia, è che non è emerso un aumento delle complicanze materne o neonatali (peso e percentile nei neonati alla nascita, macrosomia, sindrome da distress respiratorio, malformazioni maggiori), ad eccezione di un lieve incremento delle ipoglicemie neonatali transitorie alla prima ora. Merito questo di una maggior attenzione alla gestione della patologia diabetica in gravidanza.

“Le caratteristiche metaboliche delle donne in gravidanza – conclude Parrettini – si rispecchiano quindi nei valori degli OGTT e devono essere considerate sin dall’inizio della cura della paziente. E’ necessario gestire in maniera personalizzata la gravidanza complicata dal GDM per raggiungere esiti neonatali sovrapponibili a quelli di una gravidanza fisiologica e predisporre strategie di protezione per la salute futura, mirate a ridurre il rischio di progressione verso qualsiasi forma di iperglicemia post-gravidanza”. “La gravidanza – commenta Elisabetta Torlone, responsabile Servizio di Diabete e Nutrizione in Gravidanza, S.C. Endocrinologia Malattie Metaboliche, Azienda Ospedaliera S. Maria della Misericordia, Perugia – rappresenta un momento fondamentale nella vita di una donna e la diagnosi di diabete gestazionale pone un grave problema di salute globale a causa delle relative complicanze micro e macro-vascolari, del successivo diabete di tipo 2 e dell’impatto sulla salute futura delle giovani generazioni. La nostra casistica, seppure raccolta in una finestra temporale molto breve, suggerisce di porre attenzione alle modifiche dell’OGTT sia in gravidanza che nel follow up post parto, per definire delle strategie sempre più specifiche per la prevenzione del diabete di tipo 2 e delle patologie metaboliche”.

“Il diabete gestazionale è in aumento e diventa un problema sempre più importante – commenta Agostino Consoli, presidente eletto SID – anche perché maggiormente prevalente in etnie che sono sempre più rappresentate nel nostro paese grazie all’aumento dell’immigrazione e perché più prevalente in donne che giungono alla gestazione in età meno giovane, come sempre più accade nelle società occidentali. Per fortuna in molti dei nostri Servizi di Diabetologia esistono ambulatori dedicati a questa condizione, che si avvalgono della collaborazione di diabetologi, ginecologi e neonatologi. Le Società Scientifiche del diabete, SID ed AMD hanno costituito da anni un gruppo di studio intersocietario interamente dedicato alle problematiche del diabete gestazionale che ha prodotto e continua a produrre lavori scientifici di livello internazionale oltre a proporre position statement e contribuire alla elaborazione di linee guida sull’argomento”. 

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