testimonianze

Aspettando Godot/2: Io non ci sto

kiss, lips, good bye

Photo by Maklay62 on Pixabay

Aspettando la portata mi sono mangiata le unghie e le ho mescolate, condite con l’insalata, consumata l’omelette proteica di uova e cimici costituita, poi provata la glicata e letto il valore espresso non dal caffè ma nel sensore CGM imparando a cantare note stonate, incantevoli storpiature di un tempo adamantino gradito all’umore del mio vicino e del contadino teso a raccogliere barbabietole e fagioli,  mentre fuori piove manna dal cielo e il tempo promette inverno quando siamo ancora in autunno.

D’altronde qui da me è sempre estate e il fuoco degli incendi non cessa mai.

Aspettando sempre un qualcosa che non arriva mai: che sia io? Comunque sia, ora un lavoro l’ho finalmente trovato come fisioterapista e hasta la vista vado verso il lavoro che conquista. Spero sia qualcosa più durevole degli altri dato che più di sei mesi i precedenti non sono durati. D’altro canto gli affari sono affari: basta saperli afferrare e saperli gestire, condurre. Anche il diabete è un affare: dipende da che parte lo prendi: lato paziente, lato professionista sanità, lato farmaceutico, lato marketing, lato guru, lato ricerca, lato fitness e latitudini varie e variegate.

Ecco proprio le mie mani dalla prossima settimana saranno impegnate a fare altro, e quindi non conserverò il tempo necessario da dedicare a questo spazio, che lascio libero dal 1 novembre p.v. per le persone di buona volontà, amanti del rischio e fischio e desiderose di riempirlo di contenuti avvincenti sul diabete e altri accidenti, bei e brutti momenti.

E mentre mollo la presa, qui, vi saluto con una massima di Yocshico Nagamura:

“È stato bello ma sempre resta bello quando oltre al corpo usi anche il cervello e metti in disparte l’ascia e raccogli il buon frutto senza restare di stucco.”

Un caro saluto da Hellen

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