Sport e movimento

Settimana dell’invecchiamento attivo e in salute 2020

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Gli anziani italiani (87%) complessivamente si sentono in buona salute, anche se il 40% è sedentario e il 30% si sente peggio rispetto all’anno precedente. Sono alcuni dei dati raccolti nel 2016 e 2019 dalla sorveglianza Passi d’Argento sugli ultra 65enni, pubblicati sul sito Epicentro dell’Istituto superiore di sanità (Iss) in occasione della Settimana dell’invecchiamento attivo e in salute, che si celebra tra il 2 e 6 novembre.

Quanto sono attivi?

I dati raccolti nel quadriennio 2016-19 dalla sorveglianza di popolazione PASSI d’Argento rivelano che il 33% degli intervistati raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS, il 27% è parzialmente attivo (ne svolge meno di quella raccomandata), mentre il 40% è completamente sedentario. Camminare fuori casa è l’attività maggiormente praticata tra quelle di svago. Ben oltre la metà del campione (61%) ha fatto una passeggiata a piedi o in bici nella settimana precedente l’intervista. Una piccola quota del campione pratica attività fisica strutturata: il 16% di tipo leggero, come la ginnastica dolce, il 5% di intensità moderata, come il ballo o la caccia e il 4% attività pesanti, come il nuoto, la corsa, o l’attività aerobica/attrezzistica. Scorporando i dati per sesso si osserva che questo tipo di attività è più frequente nella popolazione maschile. Le ultra 65enni sono infatti più impegnate all’interno della casa (dalle attività domestiche leggere a quelle più pesanti), nel giardinaggio e nella cura degli altri.

Un’attitudine confermata dai dati che descrivono l’ambito dell’anziano-risorsa (per i propri familiari o per la collettività): lo sono il 32% delle donne e il 24% gli uomini. In generale, quasi 1 persona su 3 (29%) rappresenta una risorsa per i propri familiari o per la società: il 19% si prende cura di congiunti, il 14% di familiari o amici con cui non vive e il 5% partecipa ad attività di volontariato.

Come stanno?

Nel periodo 2016-2019, l’87% della popolazione ultra 65enne giudica complessivamente buono o discreto il proprio stato di salute (“discreto” il 49%, “bene” o “molto bene” il 38%) e, nel mese precedente l’intervista, hanno vissuto mediamente 8 giorni in cattiva salute fisica o psicologica.

Circa 6 ultra 65enni su 10 riferiscono che, nel corso della vita, un medico ha diagnosticato loro una o più patologie tra le seguenti: insufficienza renale, bronchite cronica, enfisema, insufficienza respiratoria, asma bronchiale, ictus o ischemia cerebrale, diabete, infarto del miocardio, ischemia cardiaca o malattia delle coronarie, altre malattie del cuore, tumori (comprese leucemie e linfomi), malattie croniche del fegato o cirrosi.

Luci e ombre sulla popolazione ultra 65enne

È bene puntare i riflettori anche sui dati che indicano criticità. Poco più del 30% degli intervistati riferisce di sentirsi peggio rispetto all’anno precedente, un dato che sale 46% fra le persone con molte difficoltà economiche.

La sedentarietà cresce con l’età (raggiunge il 63% dopo gli 85 anni) ed è molto presente tra gli anziani che vivono con molte difficoltà economiche (48% vs 34% di chi riferisce di non ne riferisce), hanno un basso livello di istruzione (45% vs 35%) e in chi vive solo (45% vs 38%). Inoltre, circa l’11% degli intervistati ha problemi di deambulazione, ma solo poco più di 1 persona su 10 ha riferito di praticare ginnastica riabilitativa, e il 35% ha dichiarato di avere difficoltà nell’accesso ai servizi sociosanitari, o ai negozi di generi alimentari e di prima necessità.

La partecipazione ad eventi sociali, come gite o soggiorni organizzati, o la frequentazione di corsi di formazione coinvolge poco più di 2 persone su 10 e si riduce fortemente con l’avanzare dell’età, coinvolgendo il 31% dei 64-75enni ma appena il 6% degli ultra 85 anni.

Inoltre, 1 ultra 65enne su 4 è policronico, ovvero convive con due o più patologie croniche (fra quelle indagate). Una percentuale che aumenta con l’età (riguarda il 19% delle persone 65-74enni ma raddoppia dopo gli 85 anni) ed è più frequente fra gli uomini (28% vs 24% nelle donne) e tra le persone con status socioeconomico più svantaggiato, per difficoltà economiche (43%) o bassa istruzione (31%).

Come stanno gli anziani di domani

La letteratura ci dice che non ci si improvvisa anziani attivi e in salute, bisogna prepararsi da giovani. E quindi come stanno gli adulti italiani? Uno sguardo ai dati raccolti dalla sorveglianza PASSI tra i 18-69enni mostra il graduale peggioramento di alcuni indicatori all’aumentare dell’età. Tra questi: la sedentarietà, che passa dal 30% fra i 18-34enni al 40% fra i 50-69enni; l’eccesso ponderale, 20% tra i 18-34enni e 39% tra i 50-69enni; e la percezione del proprio stato di salute, riferisce di star bene il 90% dei 18-34enni e il 54% dei 50-69enni.

Risorse utili
  • Scarica l’infografica con i dati PASSI d’Argento 2016-2019 dedicata alla Settimana europea dell’invecchiamento attivo e in salute: in italiano (png 279 kb) in inglese (png 281kb)
  • Visita il sito della Commissione europea con le informazioni sulla Settimana
  • Consulta i dati delle sorveglianze PASSI d’Argento e PASSI.

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