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Differenze strutturali di materia grigia e bianca nei diabetici tipo 1 e ridotta consapevolezza dell’ipoglicemia

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Il diabete di tipo 1 (T1D) è associato ad un aumentato rischio di declino cognitivo, in cui l’ipoglicemia grave (SH) e la ridotta consapevolezza dell’ipoglicemia (IAH) possono avere un ruolo. Sebbene ci siano prove di una possibile associazione tra la ridotta consapevolezza dell’ipoglicemia e danno cerebrale, i potenziali cambiamenti cerebrali rimangono scarsamente caratterizzati dalla risonanza magnetica (MRI).

Lo studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Endocrinologia, Ospedale Santa Creu i Sant Pau in Spagna era volto ad indagare se esistono differenze strutturali cerebrali in un gruppo di pazienti con T1D con IAH rispetto alla normale consapevolezza dell’ipoglicemia (NAH), all’interno di uno studio di medicina generale, basato sulla popolazione, trasversale. (Da luglio 2018 a luglio 2019).

Partecipanti: un totale di 40 pazienti T1D (20 ciascuno con IAH e NAH) abbinati per età, sesso, durata del T1D e livello di istruzione Principali misure di esito: utilizzando diverse tecniche di neuroimaging, abbiamo confrontato la materia grigia (GM) dell’intero cervello e la sostanza bianca (WM) differenze. Abbiamo utilizzato metodi di analisi della morfometria basata su voxel (VBM) e della superficie corticale per valutare le differenze GM e l’anisotropia frazionaria (FA) per valutare le differenze WM.

Risultati: Rispetto ai pazienti con T1D-NAH, i pazienti con T1D-IAH avevano volumi GM ridotti e aree della superficie corticale, specialmente nelle regioni frontale e parietale (p <0,05 corretto), e mostravano anche valori di FA ridotti nei principali tratti di WM. Le differenze di risonanza magnetica osservate erano correlate sia alla frequenza SH che alla gravità IAH.

Conclusioni: la risonanza magnetica per i pazienti con T1D mostra che l’IAH è associata a cambiamenti cerebrali che coinvolgono sia GM che WM. Sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire se le differenze osservate sono e la causa di una conseguenza dell’aumentata frequenza degli episodi di SH e dell’aumentata gravità dell’IAH.

A tale proposito la Commissione Europea ha autorizzato i fondi per una ricerca a livello continentale sulla demenza e diabete tipo 1 che affronterà tale aspetto critico della patologia in rapporto al sempre più crescente numero di pazienti longevi in T1D e la necessità di farvi fronte per cercare di porvi rimedio. I centri di riferimento per questo ulteriore progetto di ricerca saranno il San Raffaele di Milano e l’Imperial Royal College of London.

Pubblicato su JCEM il 12 novembre 2020.

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