Microinfusore/CGM/Pancreas artificiale

Questa è la storia di uno di noi

Questa è la mia storia, che volge al termine: undici anni fa cominciai a vivere il diabete tipo 1 con il microinfusore d’insulina paradigm VEO della Medtronic, che aveva il sensore per il monitoraggio continuo del glucosio, e sospensione dell’erogazione dell’insulina con l’abbassamento predittivo della glicemia. Era uno primo momento importante per la cura del diabete, anche dato dal semplice fatto che, con cinquant’anni di vita diabetica non avvertivo più l’ipoglicemia (questo accadeva già da molto tempo a dire il vero.

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Cinque anni fa dopo che il modello di cui sopra aveva dato segni di cedimento, passai al modello successivo il Medtronic minimed 640G, anch’esso con il monitoraggio continuo del glucosio ma con un sistema predittivo molto più accurato, assieme a valori glicemici meglio corrispondenti al momento della calibrazione con il valore espresso dal sangue capillare tramite glucometro.

E siccome ogni strumento ha una sua durata che nel tempo va a terminare, ora mi trovo a dover cambiare lo strumento per non restare senza “guardia”.

Allora domani mi aspetta un nuovo inizio: con il Medtronic Minimed 780G, lo strumento più avanti in termini di tecnologia per la gestione del trattamento del diabete tipo 1, e che è assai prossimo dall’essere un pancreas artificiale, in quanto opera in automatico, a parte il calcolo ed erogazione del bolo nei pasti che richiede ancora l’intervento manuale.

È un percorso che va raccontato nell’uso quotidiano pertanto non sto qui a fare proclami o altro, già in questo blog sul 780G sono stati dedicati diversi post, quel che farò, ed ho sempre fatto, e di dare una resoconto critico sugli aspetti positivi e negativi nella convivenza con un strumento potente e tutto da scoprire.

Il 780G non è la cura per il diabete e la ricerca non si ferma, continua a lavorare per far sì che dopo 100 anni si trovino cure in grado di offrire soluzioni terapeutiche per prevenire il diabete e intervenire in chi lo ha già, rendendo la vita quotidiana più semplice ed equilibrata.

Non so se la vita mi concederà ancora tempo per poter cogliere gli ulteriori progressi offerti dalla scienza e tecnologia nella cura del diabete, ma è certo che il futuro prossimo ci aspetta con risultati importanti e promettenti, basta leggere i recenti articoli pubblicati per capire come la nostra forza e il successo nel risultato finale sta nel non perdere mai la fiducia e la speranza.

La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle.

(Sant’Agostino)

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