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Diabetici: siamo soli?

Condividiamo il messaggio di Salvatore Santoro, Presidente dell’Associazione per l’Aiuto ai Giovani Diabetici di Bologna – AGD, nel quale fa un bilancio di questo anno 2020 che sta per finire e traccia le linee di sviluppo per l’anno nuovo alle porte.

La nostra Regione, l’Emilia-Romagna, costituitasi nel 1970, in questo 2020 ha compiuto cinquant’anni di vita e tale importante traguardo lo abbiamo ricordato e lo stiamo vivendo con una delle più terribili esperienze per l’umanità di questo nuovo secolo e millennio: una pandemia che sta mettendo a dura prova la tenuta sanitaria, economica e sociale del nostro paese e della nostra Regione, come di tutto il pianeta. La pandemia ha toccato e sta toccando l’intero territorio regionale che, per sua ossatura, sistema e vocazione, conserva una rete assistenziale sociosanitaria non centralistica ma decentrata sul territorio grazie alle sue case della salute e poliambulatori, e la sinergia costante tra medici di base, pediatri e specialisti. E la domanda di salute e assistenza sanitaria va garantita e data attraverso la continuità assistenziale senza far mancare la cura ai tanti malati che convivono con patologie croniche e oncologiche.

Pubblicità e progresso

Dobbiamo essere consapevoli che questa pandemia ci sta lanciando un messaggio forte e chiaro: si deve potenziare e saldare una alleanza efficace ed efficiente tra ricerca scientifica, pratica clinica, assistenza sociosanitaria e terzo settore (volontariato), per far sì che ogni strumento utile a fornire un quadro tempestivo nella diagnostica e terapia e sull’evoluzione epidemiologica delle patologie acute e croniche come della tracciabilità delle malattie trasmissibile sia disponibili in tempi rapidi.

La nostra Regione è stata la prima a dar vita al Fascicolo Sanitario Elettronico, lo strumento che riporta non solo l’erogazione delle prescrizioni diagnostiche e farmacologiche, ma i dati e la storia sanitaria di ogni singolo cittadino residente nel nostro territorio: non basta. Occorre impiegare l’innovazione offerta dalla “digital health” per spalmarla in ogni presidio medico e sanitario sul territorio: per consentire il pieno impiego e utilizzo dei Big Data strutturati per insiemi e patologie, implementando l’impiego dell’Intelligenza Artificiale in supporto alla diagnostica e cura del paziente in combinato con la telemedicina e telemonitoraggio.

Fare squadra in ogni settore e campo significa operare per scongiurare e prevenire i fenomeni pandemici e le malattie sociali come il diabete tipo 2, che stanno assumendo dimensioni enormi con carichi sempre più pesanti e che mettono a rischio la tenuta dell’intero sistema. Anche il diabete tipo 1 sta crescendo con percentuali allarmanti in età pediatrica. Cosa fare allora? Oltre ad avere una rete integrata tra clinica e territorio, riqualificando in termini di risorse umane e strumentali, le strutture di riferimento (come il Centro di Riferimento per la Diabetologia Pediatrica del Policlinico Sant’Orsola) e investendo in ricerca scientifica per sconfiggere il diabete, utilizzando al meglio le migliori risorse presenti nella nostra Regione, con una particolare sottolineatura: la nuova IRCSS riconosciuta al Policlinico di Sant’Orsola offre un centro di eccellenza mondiale a livello endocrinologico (secondo la nuova classifica stilata dal prestigioso settimanale Newsweek), queste strutture assieme alla rete universitaria regionale sono in grado di sviluppare un network di saperi in gradi di fornire una risposta adeguata alla domanda di ricerca.

Vista la pandemia e non solo e tanti illustri medici e scienziati parlano del Medico scolastico infermiere. scolastico.  Il ruolo e le grandissime competenze delle pediatria di comunità  e degl’infermieri a Bologna. Parlare di demedicalizzazione (un bruttissimo neologismo privativo anziché inclusivo) non è corretto viste le esigenze a scuola di tante bambini con diverse patologie e le tante associazioni che difendono i loro diritti.

Altroché demedicalizzazione! Ci vuole più umanità e solidarietà a partire dalla scuola a partire dalla famiglia per aiutare i diabetici che hanno bisogno a non restare soli, a non sentirsi soli e abbandonati.

Infine, non c’è bisogno di invocare la demedicalizzazione perché è presente nei fatti da almeno 20 anni coi tagli costanti e continui alla sanità e assistenza sociale e scolastica, la mancanza di personale medico sanitario specialistico. Ed oggi con la pandemia ne stiamo pagando le conseguenze, è aumentata la diffidenza verso la sanità e la ricerca e sono aumentati fenomeni come i no vax e libertà di cura (che si affidano a trattamenti non fondati sull’evidenza scientifica)

Per concludere AGD Bologna, un esempio virtuoso e solido di volontariato per i bambini diabetici e non solo, ha presentato un contributo molto interessante proprio per tessere un percorso fecondo nel campo della ricerca, e tale da sa essere di supporto ai team sanitari sia in questa fase difficile della nostra storia come in ogni altro momento della vita. Ritengo che avere interlocutori costruttivi e intelligenti è importante non solo per le istituzioni ma per il benessere e progresso dell’intera società regionale, senza distinzione alcuna.

Il diabete non è una banale malattia: è una condizione sistemica e complessa che richiede una adeguata preparazione, educazione e conoscenza. Esserne consapevoli è la base per una partenza ottimale e per continuare la vita al meglio.

Desidero augurare a voi tutti un sereno Natale è un felice, migliore anno nuovo 2021, a nome mio, del Direttivo di AGD e di tutti i nostri volontari, medici e operatori sanitari. 

Salvatore Santoro

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