Assistenza sociosanitaria

#ciaoprevenzione Tra vanità e sostanza cosa resta della salute?

Campagna vaccinazione antinfluenzale 2020: chi scrive ha il diabete tipo 1 da tutta la vita, e cardiopatico e complicato da altre patologie che per brevità risparmio e pertanto rientra nelle categorie soggette a vaccinazione stagionale contro l’influenza, cosa sempre fatta da quando c’è questa profilassi. Ora senza entrare dentro al cratere del cazzeggio sui partigiani del favorevole e contrario a qualsiasi cosa e/o minchiata, la prevenzione è meglio che trovarsi poi a esalare l’ultimo battito e respiro in un letto d’ospedale e una delle poche forme di prevenzione certe laddove presente è rappresentata dalla/dalle vaccinazioni. Certo la perfezione non esiste, la certezza di aver scampato pericolo da ogni disgrazia non è garantita ma i margini di copertura sono di più che il contrario.

Ciò premesso e venendo ai fatti: quest’anno causa incapacità organizzativa delle regioni e di buona parte dei MMG (Medici di Medicina Generale) non tutti i soggetti a rischio (vecchi, bambini e malati cronici) sono stati coperti con le vaccinazioni stagionali. Ma a dire il vero la cosa anche negli anni passati portava con sé dei problemi: infatti la processione dal medico di base era tale che il sottoscritto il più delle volte andava in farmacia a comprarselo il vaccino e se lo iniettava da solo (data l’esperienza millenaria con aghi e punture).

Pubblicità e progresso

Quest’anno con la pandemia in corso da febbraio e senza un’organizzazione, pianificazione degna di questo nome tante persone si trovano scoperte e tra loro vi trovate pure me.

Non so qui a parlare e discernere del fatto personale, che è e resta personale, ma bensì del venir meno di uno dei fondamenti della sanità pubblica e universale: la prevenzione tramite la vaccinazione. E quando vengono a mancare i fondamentali, l’ABC della materia allora la cosa si fa seria, con effetti sulla comunità e senso della stessa che non lasciano presagire cose buone.

Mentre si disperde tempo e si vagheggia sul tratteggio tra prese di posizioni e dichiarazioni: io mi vaccino, io no, io non so. Lungo il perenne questionario e sondaggio rappresentato dalla vita. E mentre nel silenzio della casa, tra smartworking e social media e talk show ti mangi l’intero contenuto della dispensa e del frigorifero, cosa resta? Resta l’unico dato certo: io se riesco mi vaccino, dato che tra democratici, celtici e figli del guru alcuni lo faranno e altri lo piglieranno nel…

Chi vuol essere lieto sia che nel domani non v’è certezza. E per quest’anno niente vaccinazione. Da Granarolo Italia e tutto.