Complicanze varie/eventuali

Diagnosi precoce e gestione della bulimia nervosa nel diabete di tipo 1

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Photo by Ilana Lahav on Unsplash

I risultati del trattamento per la bulimia nervosa nel diabete di tipo 1 sono peggiori di quelli per la bulimia nervosa convenzionale. Questi risultati possono essere una conseguenza del rilevamento tardivo e della successiva gestione. La combinazione di questi disturbi è stata definita diabulimia; tuttavia, questa non è una diagnosi ufficiale ed è un termine colloquiale usato dai pazienti e dai media per descrivere il pattern disadattivo associato di comportamenti compensatori. 

È necessario un intervento precoce per prevenire complicazioni a breve e lungo termine, con approcci terapeutici intensivi che hanno le migliori prove attuali. È necessaria la collaborazione tra i servizi specialistici affinché i pazienti ricevano cure ottimali. Questa revisione narrativa riassume le ultime prove pubblicate nella formulazione, individuazione e successiva gestione della bulimia nervosa nel diabete di tipo 1, evidenziando la necessità di una ricerca di qualità superiore nella valutazione e nel trattamento di queste comorbidità.

Pubblicità e progresso

Lo studio curato da un pool di ricercatori del Waltham Forest Older Adults Mental Health Team, North East London NHS Foundation Trust, Regno Unito, è stato pubblicato sulla rivista specialistica Primary Care Companion il  22 dicembre 2020.

In tale ambito c’è un grade vuoto da colmare, sia a livello di assistenza sociosanitaria che di coinvolgimento dei pazienti che, sovente, sono donne in giovane età.

Il blog ha trattato diverse volte l’argomento, senza ricevere riscontri da alcuno, medici e pazienti. La diabulimia è un termine usato per descrivere una condizione in cui una persona con diabete di tipo 1 ha un disturbo alimentare. L’individuo può omettere o limitare la dose di insulina per perdere / controllare il peso.

L’evidenza suggerisce che ben il 20% delle donne con diabete di tipo 1 può avere questa condizione. Le gravi complicanze acute e a lungo termine dell’iperglicemia sono ben documentate. Il rilevamento di questa condizione è impegnativo e gli operatori sanitari devono essere vigili nel valutare le ragioni del controllo glicemico variabile e dei cambiamenti di peso.