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Non una favola ma la realtà

Alla vigilia di Natale condividiamo con i lettori del blog questa bella esperienza condotta a Bologna, presso la pediatria del Policlinico di Sant’Orsola dal dottor Giulio Maltoni e della dottoressa Natalia Piana: resoconto campo scuola on-line per genitori di pre-adolescenti con diabete tipo 1
4-5-11-18-19 Dicembre

Il Covid non ha fermato la nostra voglia di incontrarci e condividere storie. Dopo la felice esperienza con gli adolescenti in Settembre, dal 4 al 19 Dicembre – grazie al prezioso supporto del Dott. Salvatore Santoro e di AGD Bologna – abbiamo realizzato un campo scuola on-line per i genitori di ragazzi pre-adolescenti. Cinque incontri di due ore ciascuno che hanno visto la partecipazione di 12 famiglie: uomini e donne, moglie e mariti, mamme e papà che, individualmente o in coppia, hanno deciso di condividere un pezzo di cammino insieme: per confrontarsi sull’esperienza legata al diabete dei propri figli; per esprimere difficoltà, paure, stati d’animo; per ritrovare equilibrio e maggiore serenità dentro di sé e nel nucleo famigliare, grazie all’individuazione di risorse e strategie personali. Siamo partiti proprio indagando le motivazioni che avessero spinto i genitori a partecipare: “la necessità di un confronto con gli altri in merito ad adolescenza e diabete”, “il desiderio di riuscire ad avere degli “strumenti” in più per aiutare e capire meglio mio figlio (le sue sensazioni, paure e insicurezze)”, “la fatica di accettare il diabete”, “capire come poterlo rendere autonomo, come affrontare al meglio il suo percorso di crescita”, “il bisogno di parlare con chi mi capisce perché parla la mia stessa lingua”, “ho bisogno di aiuto perché mi sono chiusa in questo immenso problema”, “sto affrontando con difficoltà la ribellione di mia figlia adolescente che inizia a voler far valere le sue richieste e a non rispettare le regole”, “sono piena di insicurezze”, “l’esordio è stato davvero molto duro e vissuto in solitudine a causa del Covid”, “mi viene tristezza pensando al futuro di mio figlio”.

I genitori si sono aperti con generosità e verità sin dal primo incontro, bisognosi e desiderosi di uno spazio dove poter dire, dare nome e forma ai propri vissuti legati al diabete, legittimarsi a sfogare i pensieri e i sentimenti più difficili e dolorosi per riuscire a far spazio dentro di sé a nuove prospettive sul diabete e sulla vita dei propri figli, “bonificate” e alleggerite dal fardello portato sulla piattaforma.

Il diabete è stato raccontato attraverso immagini, metafore e poi parole, narrazioni, storie. Abbiamo lavorato principalmente sulle difficoltà, le paure, i cambiamenti, le scoperte, le risorse legate al diabete. Nell’ottica di un approccio multidisciplinare all’educazione e alla cura, abbiamo integrato in ogni incontro sapere pedagogico e sapere scientifico, per dare risposte che fossero il più adeguate possibile alla complessità della vita e della malattia cronica. La Medicina si è offerta nei suoi aspetti più prettamente tecnici e scientifici – dando spazio e ascolto a tutti i dubbi, le domande, il bisogno di conoscenza e consapevolezza sul diabete e sulla sua gestione –  così come nella sua dimensione più prettamente educativa, attraverso una medicina narrativa che ha saputo accogliere e ascoltare le storie di vita dei genitori. E’ stato un cammino intenso ed emozionante che ha generato senso di appartenenza, conforto, sicurezza nel sentirsi parte di una grande famiglia che comprende, sostiene, può e sa esserci. Abbiamo riso, abbiamo pianto, abbiamo usato ironia e leggerezza per affrontare anche le parti più dolorose e difficili di questa storia. Ogni incontro è diventato per noi una felice attesa per rivedere i genitori e diventare testimoni del loro cambiamento: nella voce, negli sguardi, nei racconti. Un piccolo e prezioso viaggio di cura e crescita pensato per portare conforto, rassicurazione, normalità, laddove il diabete, almeno all’inizio, ha portato caos e disperazione.

Abbiamo concluso il campo pochi giorni fa, pieni delle emozioni e delle parole che hanno voluto raccontare il senso di questo percorso: “Ho svuotato il mio bagaglio emozionale che stava esondando. Mi siete capitati al momento giusto. Ripartirò con maggior leggerezza”, “Ho capito che condividere i problemi e soprattutto come si sono affrontati aiuta meglio a superarli, chiudersi nella propria disperazione non serve”, “Mi ha fatto vedere il futuro sotto un punto di vista migliore e un po’ più rassicurante. Mi auguro di poter partecipare ancora ad incontri come questo, sono stimolanti e costruttivi”, “Un grossissimo aiuto per cercare di vincere le mie paure verso il diabete” “La consapevolezza di non essere soli. Si scopre che alla fine paure, incertezze, speranze sono le medesime. E’ una bella sensazione. Un po’ come fare parte di una nuova grande famiglia che può e sa, al bisogno, dare supporto e conforto”, “Mi ha aiutato a capire gli atteggiamenti, dettati solo dalla mia ansia, che possono far male e dispiacere mia figlia e che vanno sicuramente modificati”, “E’ stato utile per riflettere a che punto del percorso mi trovo. Questo campo scuola mi è servito per ripartire nel percorso di vita. “Sento di avere fiducia nel futuro e una certa serenità di cui avremo bisogno nella crescita di nostro figlio” “Mi ha anche aiutato a capire che alla fine è una condizione di vita un po’ diversa ma normale. Vi ringrazio di cuore per avermi fatto partecipare a questo campo scuola”.

Siamo noi che ringraziamo tutti voi genitori per esserci stati e averci creduto. E ringraziamo Agd che ci sostiene e ci incoraggia a proseguire in questo virtuoso cammino di cura.

Giulio Maltoni e Natalia Piana

Categorie:AGD, Educazione

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