Frega niente?

Detto da me

Scoramento e scoglionamento

Ad ogni hanno corrisponde un non lo teniamo, e per quanti sanno cosa vuol dire la mancanza di un valore aggiunto o sottratto si può captare il segnale inverso da una logica di appartenenza nella cura e ricerca di soluzioni improvvise che leniscono mali più mentali che reali. E noi nati e cresciuti nell’apoteosi della civiltà degli affari, della performance e del Dio denaro, ove tutto si fa per avere soldi e fama, manifestare ed esibire il proprio stato e lusso, anche apparente, anche a noleggio, diventa appagamento, cosa buona per arrivare a tale scopo, diventa mezzo utile al fine, infine.

Pubblicità e progresso

La consapevolezza, il divario tra sogno e realtà è presto detta: il diabete tipo 1 sorto nell’infanzia comporta di fatto una esistenza con la malattia fino alla morte, pertanto, con una quantità di tempo che mette a dura prova la tenuta mentale e motivazionale del soggetto diabetico. Allora quando si fa marketing, mi piace e altre varianti motivazionali tese a rendere tale una realtà che non è, si arriva a mistificare lo stato delle cose, ma soprattutto ad entrare nel vivo delle difficoltà e problemi e cercare di affrontarli senza infingimenti.

So bene che non è facile e per farlo occorrono risorse mancanti, ma soprattutto persone in grado di affrontare le situazioni di criticità, a partire da quelle individualmente e socialmente più pesanti come: lo stigma e il rifiuto della malattia, il burnout e via di questo passo.

La medicina come scienza e pratica clinica esiste per affrontare la malattia e curarla, chi sta bene non richiede attenzione, tale regola basica vale anche per noi diabetici. Pertanto, è positivo e fa stare meglio vedere che ci sono diabetici in salute e con performance nella vita ottimali, a livello di affari, attività fisica e altri guinness personali. Tutto bene fino a quando non si scopre che tali manifestazioni sono strumentali a: promuovere un brand, un prodotto, un servizio. Allora non va bene.

Credo fortemente che un codice etico sia necessario anche per i diabetici stessi e chi li rappresenta onde mantenere nell’alveo della tollerabilità e contenimento forme di dipendenza da contribuzioni più o meno liberali, sponsorizzazioni evidenti o mascherate e altri comportamenti che possono dare dipendenza.

Il marketing e la propaganda esistono, sono sempre esistiti ed esisteranno senza ombra di dubbio, ma anche in questo ambito, specie nell’era di internet, della caccia ai click e like, il troppo stroppia e porta a far del male alla credibilità della categoria e ancora di più nel sostegno alla ricerca per la cura.

Già oggi vengono minate le basi dell’universalità nel diritto all’accesso alla cura e sanità, nel nostro paese, se poi facciamo prevalere la mercificazione e l’ECM inteso come Entrate Con Moneta anziché Educazione Continua in Medicina, beh allora il capitolo è chiuso.

Con buona pace per l’ultima utopia resistente: i diritti universali dell’uomo.

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