Telemedicina

Indagine a livello mondiale su l’uso e percezione della telemedicina nelle persone con diabete di tipo 1 durante la pandemia COVID-19

Senior woman consults a e-health doctor with tablet computer sitting in soft chair. In touchscreen, male doctor: With telehealth application patient can reach relevant specialist remotely.

La pandemia COVID-19 ha costretto a una rapida riconsiderazione sul modo in cui viene fornita l’assistenza sanitaria. Un potenziale mezzo per fornire assistenza evitando contatti non necessari da persona a persona è offrire servizi a distanza (telemedicina). Questo studio condotto da un cartello internazionale di e promosso dall’OMS assieme all’OIL mirava a (1) raccogliere informazioni in tempo reale sull’uso e la percezione della telemedicina nelle persone affette da diabete di tipo 1 e (2) valutare le sfide, come l’accesso limitato all’assistenza sanitaria e / o alle forniture mediche.

Per svolgere l’indagine i ricercatori hanno utilizzato un questionario anonimo che è stato ampiamente distribuito tra il 24 marzo e il 5 maggio 2020 utilizzando una piattaforma web ad accesso libero. I dati sono stati analizzati in modo descrittivo e i risultati sono stati stratificati in base a età, sesso e HbA1c .

Pubblicità e progresso

Risultati: ci sono state 7477 risposte al sondaggio da individui in 89 paesi. A livello globale, il 30% ha riferito che la pandemia aveva influito sul loro accesso all’assistenza sanitaria a causa di appuntamenti fisici annullati con i propri operatori sanitari. Il 32% non ha riportato alcun cambiamento fondamentale nel proprio follow-up medico durante questo periodo, con il 9% che ha affermato che non è stato stabilito alcun contatto personale con i propri medici per tutta la durata dello studio. Il 28% ha ricevuto cure a distanza tramite telefono (72%) o videochiamate (28%). Di questi, l’86% ha trovato utili gli appuntamenti remoti e il 75% prevede di avere appuntamenti remoti in futuro. Il controllo del glucosio, indicato da HbA 1c , è stato positivamente associato alla percezione positiva della telemedicina. Nei maschi, il 45% degli intervistati con un HbA1c > 9% ha valutato la telemedicina non utile rispetto a quelle con HbA 1c inferiore , mentre il 20% delle donne con un’HbA 1c > 9% l’ha giudicata non utile (? 2 = 14,2, P = 0,0016).

Conclusione: gli appuntamenti a distanza sono stati ampiamente percepiti come positivi nelle persone con diabete di tipo 1, con la maggioranza (75%) che affermava di prendere in considerazione appuntamenti a distanza oltre la pandemia. L’età e il livello di istruzione non sembrano influenzare la percezione della telemedicina, mentre uno scarso controllo del glucosio, in particolare nei maschi, sembra influenzare negativamente la percezione. Guardando oltre la fase cruenta e acuta della pandemia l’Ufficio Digital Health dell’OMS afferma che l’assistenza sanitaria da remoto come l’impiego di strumenti di monitoraggio a distanza sono e verranno sempre più utilizzati ed ampliati da ora in avanti, sia per facilitare l’accesso alle cure che per ridurre i contagi presenti e futuri di varia origine e natura.

Lo studio è stato pubblicato il 3 febbraio 2021 su Endocrinology, Diabetes & Metabolism