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Bologna: l’infermiere scolastico diventa realtà che si consolida e diffonde

doctoral dissertation. background a medical student for textbooks in nursing school.

Come ricorderà chi è attento lettore del blog, a Bologna c’è una luna tradizione di assistenza infermieristica scolastica verso i bambini diabetici (scuola elementare) che, grazie all’impegno quarantennale di AGD Bologna, come ricorda il suo Presidente Salvatore Santoro, ha portato ad una esperienza unica e positiva nel suo genere a livello nazionale, per i ragazzi e le famiglie con particolare riferimento per le fasce più fragili della popolazione e per un buon controllo della patologia in età pediatrica. Ora finalmente si fa il salto di qualità e come AGD siamo felici di aver dato il nostro fattuale contributo in tale direzione, conclude Santoro.

Il progetto presentato alla Direzione Generale di AUSL Bologna che istituisce la figura dell’Infermiere di Comunità Scolastica.

Pubblicità e progresso

La proposta di inserimento dell’infermiere nelle scuole è stata accolta positivamente ed entro la fine del mese di ottobre prenderà corpo. Capofila promotore dell’attuazione del progetto sarà l’istituto d’istruzione superiore “Belluzzi-Fioravanti”, con l’auspicio di poter estendere presto la sperimentazione in altri plessi.

Da Bologna, un progetto di inserimento dell’infermiere negli istituti scolastici
La pandemia Covid-19 ha sensibilizzato notevolmente sia la cittadinanza sia le istituzioni all’importanza dell’infermieristica nella gestione dell’emergenza assistenziale, ma non solo: al ruolo più ampio di educatore alla salute e alle buone pratiche, soprattutto.

Da più parti negli ultimi mesi sono arrivate sollecitazioni alla valorizzazione e all’inserimento della figura dell’infermiere all’interno di contesti che al di fuori dell’Italia sono tutt’altro che innovativi: ad esempio la scuola.

Anche la politica ha mosso i primi passi in questa direzione con il Decreto Rilancio, che indica sia l’istituzione dell’infermiere di famiglia/comunità, sia misure per sicurezza e protezione nelle istituzioni scolastiche, (art. 231) destinando risorse per l’acquisto di servizi professionale […] per l’assistenza medico-sanitaria […] comprendendo anche la possibilità di riadeguare spazi.

Su questa scia – ma con intenzioni che vanno oltre l’emergenza epidemiologica – a Bologna è nata la proposta per un progetto di inserimento dell’infermiere negli istituti scolastici.

L’infermiere nelle scuole di Bologna: i punti cardine del progetto

La proposta, a cura di Silvia Marcadelli (AUSL Bologna, Dipartimento Sanità Pubblica) ed Edoardo Soverini (dirigente scolastico istituto “Belluzzi-Fioravanti”), mira a costruire la figura dell’Infermiere di Comunità Scolastica.

Chi è l’Infermiere di Comunità Scolastica

Intendere la scuola come una comunità offre la possibilità dell’espressione di una competenza esperta, orientata alla prevenzione, all’educazione alle buone pratiche in tema di salute ed igiene e non da ultimo, alla possibilità di eseguire anche tecniche assistenziali senza allontanare dal contesto quotidiano bambini e ragazzi adolescenti – spiegano gli autori del progetto – L’attività di educazione alla salute e alle buone pratiche si affianca a quella educativo-didattica del corpo insegnante, rendendo così l’azione infermieristica estesa a tutto l’ambiente scolastico, ricomprendendo in questo studenti, docenti, personale amministrativo e di supporto.

Gli infermieri di comunità scolastica sono, pertanto, infermieri dai quali ci si aspetta l’esercizio di competenze avanzate e conoscenze di sanità pubblica e di infermieristica di comunità, mancando al momento in Italia una formazione specifica in ambito scolastico. Le conoscenze aggiuntive in materia di salute pubblica permettono al professionista di aiutare e sostenere bambini e giovani nell’acquisizione di comportamenti e nel fare scelte di vita salutari, consentendo loro di perseguire il raggiungimento del loro pieno potenziale e benessere.

Obiettivi da raggiungere

Dall’infermiere nella scuola ci si aspetta che siano raggiunti obiettivi di promozione ed educazione alla salute, sostegno e sviluppo di buone pratiche calate sul singolo contesto di comunità per la promozione della salute e della prevenzione, sostegno in caso di disabilita e cronicità, sostegno per le scuole nei programmi di salute pubblica, creazione e identificazione di opportunità di collaborazione e collegamento tra enti e con altri stakeholder per lo sviluppo di politiche di benessere.

Giorni e orari di presenza dell’infermiere

Forte dell’analisi di esperienze e progettazioni già sperimentate in Italia e all’estero la proposta prevede di articolare sulle diverse scuole aderenti un’attività di ambulatorio/sportello regolare e periodica, con orari mattutini dalle 2 alle 4 ore di servizio presso l’Istituto (avendo come base un locale infermeria individuato dall’Istituzione Scolastica ed estrinsecandosi in tutti gli spazi scolastici, secondo le necessità via via rilevate nel dispiegamento del servizio) e con una frequenza dalle 3 alle 6 giornate settimanali.

Il progetto è stato presentato alla Direzione Generale di AUSL Bologna ed è stato accolto positivamente; entro il mese di ottobre ne sarà data attuazione presso il “Belluzzi-Fioravanti”, con l’auspicio – spiegano ancora Marcadelli e Soverini – che cresca in maniera tangibile l’interesse presso le istituzioni scolastiche del territorio e che si renda possibile estendere la rete e la sperimentazione della pratica a breve presso ulteriori istituti del I° e II° ciclo d’istruzione.

Il Progetto completo è consultabile qui.

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