Vista e dintorni

La cura degli occhi durante la pandemia 8 milioni di visite in meno rispetto al 2019

At the ophthalmologist

La Pandemia ha generato nuove criticità nel Sistema sanitario nazionale. Negli ospedali, per far fronte all’assistenza per i pazienti colpiti da Covid-19, sono stati chiusi interi reparti. Moltissimi quelli di oculistica. Centinaia di migliaia di pazienti non hanno potuto curare le malattie dei loro occhi. Ciò ha prodotto, per l’anno 2020 in Italia, una perdita di 8 milioni di visite oculistiche. Si è passati da oltre 600 mila interventi di cataratta nel 2019 ai circa 300 mila del 2020. Significa una riduzione di più 50% rispetto al 2019 e l’operazione di cataratta rappresenta l’83% dell’attività dei centri di chirurgia oftalmica.*

La gravità della situazione è resa più evidente dal fatto che in molti casi la mancanza di visite e interventi chirurgici riguarda situazioni gravi e urgenti che, se non eseguiti possono portare alla perdita della vista o a una sua grave compromissione. A questa “serrata” forzata si sono aggiunti il timore di contrarre l’infezione e le restrizioni alla mobilità. Il risultato è stato ed è purtroppo ancora che una percentuale molto alta di persone ha evitato o ritardato l’accesso alle cure di cui ha bisogno. Il calo delle prestazioni sanitarie è molto consistente. Un recente studio** effettuato dall’Università di Yale in collaborazione con BMJ (British Medical Journal) riguardante 20 nazioni, tra le quali l’Italia, ha messo in luce una riduzione complessiva del 37% delle prestazioni sanitarie, più alta per le visite ambulatoriali (42%) e inferiore per i ricoveri (28%), la diagnostica (31%) e i trattamenti terapeutici (30%), riferibile soprattutto ai pazienti con patologie meno severe. L’oculistica è tra le prime “vittime”.

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Considerando la chirurgia oculistica più in generale, comprendendo quindi oltre agli interventi di cataratta quelli eseguiti per glaucoma, maculopatia, pterigio e altre patologie la percentuale rimane pressoché invariata con una riduzione del numero d’interventi tra il 2019 e il 2020 pari al 47%. Se la lista di attesa media per un intervento chirurgico in ambito oculistico in epoca preCovid-19 era di circa nove mesi, nel 2020 siamo arrivati ad avere una lista di attesa media di circa quindici mesi. Le nuove norme dovute alla presenza del Covid-19 non hanno influenzato solo l’attività chirurgica ma anche quella ambulatoriale che ha registrato una riduzione media delle visite pari al 45%.

Il Centro Ambrosiano Oftalmico, diretto dal dottor Lucio Buratto, ha anch’esso dovuto gestire questa situazione di difficoltà dei pazienti a curare la propria vista. E non solo difficoltà, anche timore e disagio. All’avanguardia per le terapie ma anche nella gestione dei rischi legati alla pandemia ha ricevuto, primo e per ora unico Centro medico in Italia, l’attestato Global Safe Site Excellence. Si tratta di una certificazione rilasciata da Bureau Veritas, società leader mondiale per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Conferma l’adozione di processi di sicurezza e sanificazione della struttura a tutela dei pazienti e di chi vi lavora.

*Dati: SOI (Società Italiana di Oftalmologia) – IAPB (Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità)
** www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.10.26.20219352v1.full-text

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