Microinfusore/CGM/Pancreas artificiale

Diabete: Il futuro è Abbottonato

In questa puntata del podcast vi parlo della tendenza reale nel campo dell’innovazione per il diabete tipo 1 e delle prospettive che allo stato delle cose ci sono per una possibile cura e prevenzione della malattia: buon ascolto.

Testo podcast:

Pubblicità e progresso

Il mercato per il trattamento del diabete nel 2020 ha ricavato 10920 milioni di dollari USA tra farmaci e dispositivi di ogni genere. Il caso che fa tendenza e domina il settore è rappresentato oggi dalla multinazionale USA Abbott: da quando sette anni fa lanciò il rivoluzionario sistema di monitoraggio istantaneo del glucosio, il Freestyle Libre, in pratica ha raggiunto il primo posto a livello globale per diffusione dei dispositivi e in questo ambito è l’unica realtà ad offrire ai diabetici la distribuzione diretta del sensore, oltreché tramite il servizio sanitario nazionale.

E l’azienda non si ferma al sistema di monitoraggio istantaneo del glucosio. Lo scorso giovedì 13 maggio è stato pubblicato nel blog un articolo con il quale si metteva a conoscenza dello sviluppo, sempre da parte di Abbott, di un sensore, simile per struttura e dimensioni a un monitor continuo del glucosio, ma modificato per misurare i livelli di beta-idrossibutirrato nel tessuto sottocutaneo e memorizzare il segnale chetonico nella sua memoria per il trasferimento a un ricevitore. In sintesi, avremo due sensori: uno per il monitoraggio istantaneo del glucosio ed uno per i chetoni così da tenere monitorata istantaneamente la chetoacidosi diabetica, una delle minacce più serie assieme all’ipoglicemia per quanti hanno la malattia.

Ma secondo i “rumors” provenienti dal settore sempre Abbott è in procinto di sviluppare il suo primo sistema automatizzato (pancreas artificiale) e un dispositivo domestico per testare l’HbA1c. Insomma, tanta roba.

Da qui il titolo predittivo: Il futuro è Abbottonato, ovvero porteremo addosso tre bottoni, patch: uno per l’infusione dell’insulina, uno per il monitoraggio del glucosio e infine uno per il monitoraggio dei chetoni.

Ma intanto la cura per il diabete tipo 1 è ben lungi da venire e quanti, come me, della mia generazione, certamente continueranno a fare la terapia come la fanno oggi. Speriamo soltanto si arrivi a una forma di vaccinazione per quanti sono a rischio, in grado di prevenire e arrestare la diffusione massiva del diabete tipo 1, il quale vede tassi di crescita annua tra il 25 e 30%, e con l’aggravante pandemia da COVID-19 a rendere ancora più pesante la situazione. Una malattia succhia soldi e tempo.

Le macchinette aiutano ma non sono la cura: né per il diabete tipo 1 né per il sonno. Meno mazzette, psicoterapia social e marketing, più ricerca e risultati. Grazie.