ADA2021

#ADA Diabete di tipo 1 con obesità grave: minor domanda di insulina grazie alla chirurgia bariatrica

Surgeons team working with Monitoring of patient in surgical

Anche se la chirurgia bariatrica di per sé non migliora direttamente il diabete di tipo 1, in questi pazienti può moderare l’obesità grave e migliorare la sensibilità all’insulina riducendone il fabbisogno. È quanto emerge da un’analisi retrospettiva statunitense a singolo centro presentata al congresso dell’American Society for Metabolic and Bariatric Surgery (2021).

Anche se la chirurgia bariatrica di per sé non migliora direttamente il diabete di tipo 1, in questi pazienti può moderare l’obesità grave e migliorare la sensibilità all’insulina riducendone il fabbisogno. È quanto emerge da un’analisi retrospettiva statunitense a singolo centro presentata al congresso dell’American Society for Metabolic and Bariatric Surgery (2021).

Pubblicità e progresso

Negli ultimi decenni la prevalenza dell’obesità nel diabete di tipo 1 è aumentata. Diversi studi hanno dimostrato risultati subottimali con l’approccio dietetico e la gestione medica per l’obesità e il diabete. Obiettivo dello studio era valutare i requisiti di insulina e farmaci diabetici in questi soggetti due anni dopo la chirurgia bariatrica, hanno premesso gli autori dello studio.

L’analisi ha coinvolto 38 pazienti con diabete di tipo 1 confermato e un indice di massa corporea medio di 43 kg/m2 sottoposti a procedura bariatrica nel periodo 2002-2019, che rappresentano meno dell’1% degli oltre 4.500 interventi chirurgici bariatrici totali eseguiti nel Geisinger Medical Center di Danville, in Pennsylvania, nello stesso periodo. Avevano in media 41 anni, nell’87% dei casi erano donne e per il 97% erano bianchi.

Due anni dopo l’intervento in questi soggetti il fabbisogno giornaliero medio di insulina era quasi dimezzato, passando da 114 a 60 unità/giorno, con una riduzione statisticamente significativa (p=0,0033), ha riferito al congresso il chirurgo Brian Dessify, uno dei coautori dello studio. Inoltre la percentuale di pazienti che hanno richiesto più di un farmaco per il trattamento dell’iperglicemia è scesa dal 66% prima dell’intervento chirurgico al 52% due anni dopo la procedura, una riduzione però non significativa (p=0,149).

Intervento appropriato per i pazienti con “doppio diabete”
«Questi risultati forniscono una buona evidenza a supporto dell’uso della chirurgia bariatrica ?nelle persone con obesità e diabete di tipo 1» ha aggiunto. «Compresi quanti soffrono di “doppio diabete”, ovvero coloro che non producono insulina endogena e che sono anche resistenti agli effetti dell’insulina esogena e hanno quindi caratteristiche sia del diabete di tipo 2 che di tipo 1.

«Per i pazienti con diabete di tipo 1 l’obiettivo primario della chirurgia bariatrica è la perdita di peso e il miglioramento delle comorbidità legate all’obesità. I pazienti con diabete di tipo 2 possono invece essere candidati alla chirurgia bariatrica indipendentemente dal loro peso», ha commentato Ali Aminian, direttore del Bariatric and Metabolic Institute della Cleveland Clinic.

«L’obiettivo della chirurgia bariatrica nei pazienti con diabete di tipo 1 è promuovere la sensibilità all’insulina esogena che viene loro somministrata» ha concordato la correlatrice Julie Kim, chirurgo bariatrico presso il Mount Auburn Hospital di Waltham, Massachusetts. «I pazienti con doppio diabete sono probabilmente una sottoclasse di pazienti con diabete di tipo 1 che potrebbero ottenere ancora più benefici dalla questo tipo di intervento».

Preferita la sleeve gastrectomy per evitare la chetoacidosi diabetica
Alla Cleveland Clinic la sleeve gastrectomy, o gastrectomia a manica, è la procedura di scelta per i pazienti con diabete di tipo 1 o diabete di tipo 2 con insufficienza di insulina, a meno che non sussistano controindicazioni a causa dell’aumento del rischio di chetoacidosi diabetica legata al sottoporsi a un qualsiasi intervento chirurgico.

«I pazienti con insufficienza di insulina richiedono una gestione intensa del diabete e dell’insulina prima dell’intervento, in modo da ridurre il rischio di sviluppare chetoacidosi diabetica, e l’uso del manicotto anziché del bypass gastrico generalmente si traduce in un assorbimento più affidabile di carboidrati e sostanze nutritive, riducendo anche il rischio di ipoglicemia» ha affermato Aminian.

La sleeve gastrectomy è un intervento restrittivo ormonale che agisce sul tubo digerente, riduce la produzione di alcuni ormoni responsabili della sensazione di fame e aumenta invece la produzione di quelli in grado di aumentare il senso di sazietà. Nei primi anni dopo l’intervento si registra un notevole calo ponderale (circa il 60% e oltre del sovrappeso) senza sforzi eccessivi. Nel lungo periodo è fondamentale la capacità del paziente di proseguire nel regime alimentare consigliato. La procedura consiste in una resezione gastrica verticale con tubulizzazione delle stomaco residuo. Si tratta di un intervento rapido, efficace e quasi del tutto privo di complicazioni nutrizionali (cioè con minime carenze postoperatorie).

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