Microinfusore/CGM/Pancreas artificiale

Un microinfusore d’insulina per Roberto Lambertini

Vivo con il diabete di tipo 1 (T1D) da 58 anni, e dal 1995 che convivo con le complicanze legate alla malattia (retinopatia e insufficienza renale), dal 2001 con un’altra patologia autoimmune, l’artrite reumatoide, nel 2004 ebbi un leggero ictus e diversi episodi sincopali di natura cardiopatica legati a neuropatia autonomica diabetica. Ma la cosa più pesante nel corso di questi ultimi 25 anni sono state le ipoglicemie, molteplici e non avvertite, in particolar modo grave fu quella accaduta nel 2005 dove a seguito di un’ipoglicemia fulminante caddi per a terra per strada procurandomi diverse fratture a omero destro, polso sinistro e massiccio facciale, con alcuni mesi di convalescenza e un mese di ricovero in ospedale.

E a seguito di quest’ultimo episodio quando nel 2009 usci il microinfusore che vigilava sul rischio ipoglicemico mi avvisava e bloccava l’erogazione dell’insulina, senza tentennamenti chiesi alla diabetologa di passare al dispositivo e da allora lo uso a pieno regime e senza interruzione con buoni risultati.

Pubblicità e progresso

Negli ultimi dieci anni sono riuscito a mantenere il quadro glicemico compensato abbastanza bene, ma per 48 anni con il diabete la malattia è stata scompensata in modo piuttosto pesante e i medici diabetologi ci hanno messo il loro carico in questo, avendo sempre avuto a che fare con professionisti superficiali per essere buono nella descrizione, e dove anche le nozioni basiche sulla patologia erano cosa ignota o non disponibile nei miei confronti, come anche le informazioni e trattazione della mia condizione d’insieme erano e sono ignorate e/o trascurate, basta pensare, per fermarmi solo sul diabete, che in 58 anni di malattia non hanno mai controllato la presenza di lipodistrofie da iniezioni d’insulina, come la vascolarizzazione periferica sugli arti.

Ma per non dilungarmi troppo e non tediarvi vengo alla sintesi conclusiva legata agli ultimi mesi: dallo scorso dicembre utilizzo il sistema 780G il quale regola la basale in automatico e previene in massima parte l’iperglicemia e ipoglicemia con l’obiettivo, riuscito per il 75% per tempo, di conservare il compenso glicemico. Durante il periodo di prova la HbA1C a visto un miglioramento mai raggiunto prima e uguale a 48 quando la precedente era fissa a 58. Ora la medicina dicono che si dovrebbe basare sull’evidenza dei dati e in questo caso sono evidenti. Invece ad aprile il diabetologo dice che il dispositivo non me lo passa, che era stato un piacere…..

Per capirci: questi strumenti non sono un piacere e neanche la cura per il diabete tipo 1, al momento per chi come me li sa gestire aiutano a prevenire guai peggiori e anche gravi. Ma a quanto pare l’etica medica in questo caso è andata a farsi fottere.

A parte trovare un diabetologo, con urgenza, non superficiale e preparato su device (microinfusori e CGM), diabete tipo 1, disposto al followup ibrido – presenza+telemedicina, per me T1D con 58 di malattia e un certo background, data l’impellenza di continuare usare il dispositivo, che il diabetologo e la Regione Emilia-Romagna non mi passano, non mi resta che acquistarlo e non avendo il denaro necessario per farlo lancio una raccolta con la speranza di arrivare a raggiungere la somma utile per l’acquisto. Tra l’altro il prossimo 4 settembre compirò 60 anni d’età e il vostro supporto avrebbe un doppio significato per me: regalo salvavita.

Per fare una donazione clicca qui (GoFoundMe) obiettivo da raggiungere: 4000€

Naturalmente per ogni ulteriore dettaglio resto a vostro disposizione.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.