Ricerca

Accademia di Medicina di Torino: i risultati scientifici delle due ricerche promosse sul microbiota intestinale

Andrea Baragetti, Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università di Milano

Martedì 16 novembre alle ore 17,30, l’Accademia di Medicina di Torino terrà una pubblica seduta scientifica sia in presenza, in Via Po 18, che in webinar, nel corso della quale verranno presentati i risultati scientifici delle due ricerche sul microbiota intestinale finanziate nel 2019 dall’Azienda vinicola “Beni di Batasiolo” e selezionate su 146 progetti da una Commissione nominata dall’Accademia di Medicina di Torino.

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Introdurrà la riunione il Prof. Umberto Dianzani, immunologo dell’Università del Piemonte Orientale e presenteranno i risultati ottenuti Andrea Baragetti, Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università di Milano e Simona Ronchetti, Professore Associato di Farmacologia dell’Università di Perugia. Concluderà la riunione il Prof. Giancarlo Isaia, Presidente dell’Accademia di Medicina di Torino.

Simona Ronchetti, Professore Associato di Farmacologia dell’Università di Perugia

Il progetto guidato da Andrea Baragetti, dal titolo “Potere pro-infiammatorio della dieta sulla composizione del microbiota intestinale e relazione con la malattia cardiovascolare ischemica” è partito dal presupposto che un microbiota intestinale non ottimale potrebbe costituire un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, in quanto in grado di promuovere un’attività proinfiammatoria delle molecole prodotte dai batteri. Utilizzando sofisticate metodiche analitiche, i Ricercatori milanesi hanno identificato, in un’ampia popolazione di soggetti con malattie cardiovascolari, una correlazione tra la malattia, la composizione del microbiota intestinale e la variabilità della dieta. Questa relazione è stata proposta come un possibile marcatore utile per l’identificazione di soggetti che, pur non avendo ancora sviluppato eventi cardiovascolari manifesti, già mostrano segni precoci della malattia (come per esempio le “placche” carotidee valutate con ecodoppler).

Il progetto del gruppo di ricerca coordinato dalla prof.ssa Ronchetti, dal titolo “Valutazione dell’Associazione Prebiotico-Farmaco Biotecnologico per il trattamento delle malattie infiammatorie intestinali” ha esplorato l’utilizzo della proteina ricombinante TAT-GILZ, come potenziale farmaco biotecnologico da utilizzare, insieme ad un prebiotico (sostanza non digeribile di origine alimentare che favorisce selettivamente la crescita o l’attività di alcuni batteri intestinali) nel trattamento di un modello murino di colite autoimmune.

I risultati ottenuti dimostrano l’efficacia del trattamento, sia con TAT-GILZ sia con il prebiotico (un estratto di lievito), usati anche in combinazione, nel migliorare la sintomatologia della malattia e la sopravvivenza degli animali. In particolare, l’estratto di lievito ha favorito la sopravvivenza degli animali in maniera dose-dipendente, con un effetto ottimale alla dose di 1000 mg/kg, che ha permesso di ottenere il 100% di sopravvivenza. Dati preliminari indicano che questo effetto protettivo dipende in modo importante da un effetto sul microbioma fungino. Nell’insieme, i risultati ottenuti dai ricercatori perugini sono promettenti circa un futuro utilizzo di TAT-GILZ e del prebiotico nella terapia della colite autoimmune.

Il Prof. Giancarlo Isaia, Presidente dell’Accademia di Medicina di Torino e della Commissione di valutazione dei progetti, esprime “tutta la sua soddisfazione per aver favorito, con il determinante ed illuminato supporto dell’Azienda vinicola piemontese, l’avanzamento della ricerca nel campo del microbiota, che ha condotto all’acquisizione di importanti dati scientifici, pubblicati su riviste internazionali ad elevato impatto, che confermano l’importanza dei batteri intestinali, e quindi della dieta, nel mantenimento della salute, sia sotto l’aspetto preventivo, con particolare riferimento alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, sia in campo terapeutico, indicando la possibilità di trattare patologie infiammatorie intestinali anche con i prebiotoci. I dati ottenuti avranno certamente una ricaduta pratica importante, a conferma del ruolo dell’Accademia di Medicina di Torino che da oltre 200 anni promuove eventi formativi e scientifici di elevato livello”

Valentina Dogliani, vice presidente della Batasiolo Spa, osserva che “Batasiolo è da sempre una realtà che pone la scienza e l’innovazione al centro del suo modus operandi: è stato per noi un passo naturale sostenere le iniziative dell’Accademia di Medicina per la ricerca sul microbiota. Siamo particolarmente lieti di vedere come i due progetti di ricerca selezionati abbiano portato a risultati concreti ed a importanti applicazioni nel campo medico”.

Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), previa prenotazione da effettuare via mail all’indirizzo accademia.medicina@unito.it e dietro presentazione del Green Pass, sia collegandosi da remoto al sito www.accademiadimedicina.unito.it

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