Equilibrio

Diabete: mastica la mistica e vai meglio

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L’esperienza spirituale condotta attraverso l’approfondita conoscenza e la contemplazione dell’infinito, per mezzo della quale l’anima raggiunge la simbiosi tra derma e fato, ci sostiene nell’incarnazione e convivenza della gioia con il dolore

È essenziale che non disprezziate e non vi aggrappiate né al dominus dell’attività né a quello della quiete e pertanto essenziale nella mistica del diabete che continuiate assiduamente la vostra pratica. Vi potrà spesso sembrare di non ottenere niente con la pratica in mezzo all’attività, mentre il metodo poligrammatico porta risultati inattesi. Tuttavia, state certi che coloro che privilegiano il metodo poligrammatico non possono nemmeno sperare di entrare mai in meditazione in mezzo all’attività. (Kaiku)

Sad man alone walking along the alley in night foggy park. Back view

Continuità

Qual é la difficoltà più rilevante alla meditazione? Probabilmente è la volubilità, la saltuarietà nella pratica. Per superarla occorre dover impegnarsi lottare col tempo. La mia natura m’induceva a sperimentare sempre nuovi metodi. Spesso si trattava di metodi agli antipodi. Li sceglievo per qualche giorno e quando mi rendevo conto che la mia meditazione era sempre instabile, volitiva e occasionale mi rivolgevo alla tecnica successiva.

Costanza, un imperativo cui s’attribuisce forse persino troppo rilievo quando si tratta di questioni concrete come lo studio, gli affetti, il lavoro, ma che viene trascurato del tutto qualora ci si dedichi a qualsivoglia percorso spirituale. La costanza nella pratica periodica della propria meditazione è un punto da cui non si può prescindere.

Olios

Il segreto della mistica non consiste nel metodo, nella giusta tecnica. Perché a quella, provando e riprovando, ci si può arrivare. Il segreto della mistica è nella volontà di cambiare. Non si tratta di ritrosia nell’affrontare il nuovo, Non è la paura d’abbandonare terre conosciute per inoltrarsi in un imprevedibile oceano inesplorato. E’ la scelta di adoperarsi per conoscere se stessi, per raggiungere uno stato di relativa non-scelta.

Instabilità

La provvisorietà fisica – l’incertezza economica – esistono da sempre, ma oggi la consapevolezza dell’ignoranza spirituale, seppur camuffata dalla fantasmagorica preponderanza della comunicazione hi-tech, è più viva che mai. La precarietà fisica è nella natura delle cose, nell’impermanenza dei propri vissuti. Ciononostante la coscienza non lo accetta, si ribella, esplora e ricerca un modo per superare l’impasse, anela metodi, vie da seguire, certezze. L’ipocrisia dilaga, a volte è così sfacciata da sembrar persino insolente.

«Se cerchi certezze non le troverai mai. Quando l’esistenza sembra sfuggirti di mano, quando la tua mistica è divenuta oltremodo infruttuosa e ti sembra di correre in circolo senza riuscire mai ad afferrare alcunché, tanto meno la benché minima sensazione di benessere, rifletti sull’impermanenza e ne trarrai beneficio immediato.»

Conclusione

La via della mistica corrisponde a un cammino verso l’equilibrio ed è un sentiero che andrebbe percorso con molta umiltà. Quando ti accorgerai che in realtà non c’è nessuno che riflette, forse ne avrai afferrato l’essenza.

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