Assistenza sociosanitaria

Ritardare o rinunciare alle cure mediche

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Negli Stati Uniti d’America i ricercatori della Texas A&M University School of Public Health hanno scoperto che circa un terzo degli adulti, di età compresa tra 18 e 64 anni, ha deciso di rinunciare o ritardare le cure mediche durante i primi mesi della pandemia di COVID-19. Queste decisioni erano spesso legate a risorse finanziarie limitate, problemi di salute o di condizione mentale.

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I risultati sono pubblicati nel Journal of Evaluation in Clinical Practice.

“Possiamo vedere come lo shock della pandemia e la decisione delle persone di ritardare le cure potrebbero aver effettivamente influenzato diverse diagnosi di cancro e progressione del stesso”, ha affermato il team di ricercatori. “Questo può estendersi anche alla gestione della malattia. Ad esempio, se i pazienti non gestiscono molto bene il diabete, probabilmente noteranno un deterioramento della salute fisica entro sei mesi”.

Ma in realtà la scoperta non è tale poiché l’abbandono delle cure nell’ambito delle persone colpite da malattie croniche e oncologiche è cosa datata e radicata nel tempo. Già in questo “spazio remoto” della galassia internet ho trattato del tema diabete e abbandono delle cure mediche, io stesso l’ho feci per diversi anni durante la giovinezza.

La questione dell’abbandono delle cure resta irrisolta e, personalmente credo, lo resterà per molto tempo a venire fondamentalmente per due cause di fondo: la complessità gestionale e rituale della patologia diabetica, fatta di procedure e regole e trattamenti fissi/variabili presenti e scanditi ogni giorno per diverse fasi della giornata che portato a generare insofferenza e rigetto. In seconda battuta: la mancanza di volontà di intraprendere, tramite la ricerca e pratica clinica, percorsi volti a semplificare il carico della malattia sulle persone e tutor, come anche la persistenze incuranza da parte di una percentuale non piccola di malati frutto di una mentalità autolesionistica o fatalista al cospetto del disagio e della malattia.

Quindi la pandemia da COVID-19 ha messo ancora una volta in chiaro, e rincarato, uno stato di cose bene saldo nella nostra società, per il quale occorrerà rivedere a breve giro di posta i concetti attuale di diritto all’assistenza e limiti nella tutela della salute pubblica.