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La quercetina, anti-aging per eccellenza: al Congresso SIME una relazione sul tema

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L’intervento di Valerio M. Magro al 43° Congresso SIME

C’è una new entry nei processi di invecchiamento, che acquisisce sempre più importanza, sia in fase diagnostica, come parametro di presa in carico del paziente, che in quella di problem solving. È la quercetina che sarà al centro di due relazioni tenute dal dottor Valerio Massimo Magro, nel corso del congresso della Società Italiana di Medicina Estetica. “La quercetina – spiega il Valerio Massimo Magro – è un’antiossidante naturale che si trova sia nei flavonoidi(non sono un cibo, la frase non ha senso) che in molti cibi e integratori e che svolge un ruolo simile a quello della vitamina C. Si trova in diversi alimenti, come le mele, la buccia di alcuni frutti e in alcune verdure e viene utilizzata in diverse terapie per i disturbi metabolici e infiammatori, proprio per la sua funzione antiossidante; in più ha anche una funzione anti-virale e immuno-modulante. In letteratura sono descritti anche i suoi effetti anti-aterosclerosi e quelli simil-estrogenici. Insomma è una sostanza multi-tasking, dalle molte funzioni e dai molti possibili usi”.

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La quercetina è disponibile anche come supplemento orale ed è contenuta in diversi integratori; in questo modo può andare a complementare e integrare una dieta alimentare mirata. “L’intervento – spiega Magro – può essere bimodale; la quercetina può essere assunta come integratore e abbinata ad un piano nutrizionale sano, ricco di alimenti che la contengano in ampie quantità. L’ageing a livello cellulare è causato principalmente, ma non solo, da uno squilibrio ossido-riduttivo che, col passare del tempo, porta ad un deterioramento. Per questo, l’organismo diventa più vulnerabile e non riesce ad eliminare i radicali liberi, per un difetto dell’ossido-riduzione. In tal caso, la quercetina, insieme ad altre sostanze anti-ossidanti, contrasta il fenomeno e ritarda i danni provocati dall’ageing stesso”. Anche la diagnostica di tipo internistico-geriatrico e di medicina estetica dovrebbe tenere in considerazione questi aspetti. “La valutazione dell’invecchiamento del paziente – conclude Magro – deve passare sia dal piano internistico-geriatrico che da quello estetico per una presa in carico completa del paziente”.

“Medicina estetica e medicina antiaging sono 2 discipline che lavorano sempre in sinergia – commenta Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – L’aspettativa di vita si è allungata e abbiamo il dovere di mantenere il più a lungo possibile anche la sua qualità, promuovendo il sentirsi bene con sé stessi, con la propria pelle e con il proprio fisico, oltre che con la propria testa”.

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