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Notizie 5 luglio 2022

All’interno del post omnibus troverete trattati: supplementazione vitamina D – Medicina narrativa – Quanto ci vuole a trovare una cura?


La supplementazione di vitamina D migliora lo stato di ansia e depressione nelle persone anziane con prediabete: uno studio controllato randomizzato in aperto di 12 mesi

Da un lavoro sviluppato dagli endocrinologi ellenici emerge e si conferma una elemento che è noto ovvero come la combinazione di prediabete e sintomi depressivi o ansiosi aumenta il rischio di progressione verso il diabete. I medici hanno mirato a valutare gli effetti della supplementazione di vitamina D sullo stato di ansia e depressione tra le persone anziane con prediabete.

I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a una dose settimanale di vitamina D 3 di 25.000 UI (n = 45) o nulla (n = 45), oltre alle misure dello stile di vita. Gli strumenti State Trait Anxiety Inventory e Patient Health Questionnaire-9 (PHQ-9) sono stati utilizzati per valutare i livelli di ansia e depressione, rispettivamente, al basale, a 6 e 12 mesi.

I partecipanti al gruppo di intervento e di controllo hanno presentato caratteristiche basali comparabili in termini di età (rispettivamente 73,10 ± 7,16 contro 74,03 ± 7,64 anni), glicemia a digiuno (103,4 ± 12,05 contro 102,29 ± 12,82 mg/dl, rispettivamente) e HbA1c valori (rispettivamente 5,87 ± 0,21 vs. 5,87 ± 0,22 %). Nel gruppo integrato, le concentrazioni di 25-idrossivitamina D sono aumentate significativamente a 6 (26,56 ± 8,64 ng/ml) e 12 mesi (28,71 ± 9,03 ng/ml) rispetto al basale (19,98 ± 6,73 ng/ml, p<0,001 per entrambi i confronti ). I punteggi medi dell’ansia del tratto erano inferiori negli individui integrati rispetto al gruppo di controllo a 6 (38,02 ± 9,03 contro 43,91 ± 7,18, rispettivamente, p=0,003) e 12 mesi (32,35 ± 7,77 contro 44,97 ± 7,78, rispettivamente, p<0,001 ). Lo stesso schema era evidente per i punteggi dell’ansia di stato a 6 (37,11 ± 7,88 vs. 43,20 ± 9,33, p=0. 003) e 12 mesi (32,59 ± 6,45 vs. 44,60 ± 9,53, p<0,001). I partecipanti integrati hanno dimostrato punteggi PHQ-9 medi inferiori rispetto ai controlli a 6 (15,69 ± 6,15 contro 19,77 ± 8,96, rispettivamente, p=0,021) e 12 mesi (13,52 ± 5,01 contro 20,20 ± 8,67, rispettivamente, p <0,001).

Conclusione: in una popolazione ad alto rischio, uno schema di integrazione settimanale di vitamina D è stato efficace nel ridurre i livelli di ansia e depressione. Sono necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi rilevanti.


La salute nella malattia: le riflessioni di Mario Melazzini

“Quando si è colpiti da una malattia pare impossibile coniugarla con il concetto di salute”, ma spesso può “rappresentare una vera e propria medicina per chi deve forzatamente vivere con essa senza la possibilità di alternative”: Mario Melazzini (AD di ICS Maugeri S.p.A.) sul tema della malattia

In occasione della Giornata Mondiale del Malato, l’Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., Mario Melazzini , torna a riflettere sul tema della malattia confutando l’idea secondo la quale la vita di un malato non è degna di essere vissuta.

Mario Melazzini contro la cultura del benpensante

L’AD di ICS Maugeri S.p.A. introduce il tema della cultura del benpensante per esporre il suo punto di vista sulla questione. È vero che “quando si è colpiti da una malattia, qualunque essa sia, ma soprattutto se grave e invalidante, a prima vista pare impossibile, se non insensato, coniugarla con il concetto di salute”, racconta Mario Melazzini . È però inammissibile, e addirittura pericoloso, sostenere che alcune condizioni di salute rendano indegna la vita e convertano il malato o disabile in un peso sociale. Tale visione della malattia infonde nei malati un forte senso di solitudine e il dubbio che agli occhi della società la loro persona sia indifferente. Bisognerebbe invece trasmettere loro l’idea che “un corpo malato può portare salute all’anima, rendendola più forte, più tenace, più determinata, più disponibile a buttarsi con tutta se stessa in quello che si vuole”. Il sopraggiungere della malattia non cancella le emozioni e i sentimenti. La dignità e la speranza possono essere ravvivate anche attraverso il rapporto tra malato e curante, perché “il fatto che l’altro c’è è fonte di speranza ed è un fatto presente” e questo permette di “guardare al futuro poggiando sul presente e su quello che c’è di positivo”. È necessario quindi smettere di alimentare la cultura del benpensante.

Mario Melazzini: quando la medicina e la scienza hanno il dovere di intervenire

Un passo fondamentale da compiere quando si è affetti da una qualche patologia è riuscire a superare le barriere che essa impone. La malattia, infatti, è capace di erigere una serie di Colonne d’Ercole, “superate le quali non è possibile tornare indietro, ma è ancora consentito guardare avanti”. Al fine di raggiungere lo scopo è essenziale focalizzare l’attenzione su ciò che è possibile conseguire, anziché rimuginare su quanto non è più nelle nostre capacità. In alcuni individui spesso capita che con l’insorgere della malattia la scala di valori tenda a cambiare e che di conseguenza il dolore, fisico o psicologico che sia, si faccia strada. È proprio a questo punto che la medicina e la scienza hanno il dovere di intervenire “per eliminare o alleviare il dolore delle persone malate o con disabilità, e per migliorare la loro qualità di vita, evitando ogni forma di accanimento terapeutico”. Per questo motivo, Mario Melazzini conclude auspicando che le Istituzioni si impegnino il più possibile ad assicurarsi che i malati ricevano i trattamenti, le cure e i sostegni adeguati.


Settimane della scienza presenta: salute a tutti i costi: quanto ci vuole a trovare una cura?

Con Nicole Ticchi, chimica farmaceutica e comunicatrice scientifica

L’insieme di azioni messe in atto per curare la nostra salute ha molte conseguenze ambientali e sociali che si ripercuotono sulla salute stessa del Pianeta.
La ricerca farmaceutica, come tutti i comparti produttivi richiede grandi risorse e produce grandi quantità di scarti che devono essere gestiti e che vanno a occupare spazio nell’ambiente, senza dimenticare l’impatto sociale ed etico.
Mercoledì 6 luglio alle ore 21 presso la Casa nel Parco di Torino, la dottoressa Nicole Ticchi guiderà la conferenza “Salute a tutti i costi: quanto ci vuole a trovare una cura?”. Una riflessione su come interrogarsi su aspetti ambientali e sociali serva a prendere coscienza dei problemi ma, soprattutto, a capire quali sono i margini di miglioramento e su quali fattori si può investire per trovare un compromesso fra i costi economici e la necessità di limitare i danni in un’ottica di maggiore etica e sostenibilità.

La conferenza è a cura di CentroScienza e rientra nel programma di ESTATE A SUD 2022, curato dalla Fondazione della Comunità di Mirafiori e dal CPG Torino.
L’evento è gratuito con prenotazione consigliata.
Per informazioni e prenotazioni: settimane@centroscienza.it – Tel. 011 8394913

Nicole Ticchi è chimica farmaceutica e comunicatrice scientifica. Ha svolto ricerca industriale in ambito farmaceutico e cosmetico e oggi si occupa di medical writing e comunicazione per enti che operano nel settore dell’innovazione per la salute e il benessere. È presidente di She is a scientist, associazione per la promozione della gender equality in scienza e ricerca.

 


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