Curare i denti contribuisce al benessere di tutto l’organismo ma gli italiani, rispetto alla media europea, si recano poco dal dentista

Quel mal di denti che diventa mal di schiena o endocardite: sono relazioni poco note ma che dimostrano, una volta di più, perché sia importante avere una bocca sana, a ogni età. Gli esperti del Comitato Medico Scientifico DentalPro evidenziano come le più frequenti problematiche dentali, dall’infanzia alla silver age, possono influenzare lo stato di salute generale: il sistema muscolo-scheletrico, quello cardiovascolare, l’apparato digerente e la sfera sociale e psicologica.

Milano, 18 marzo 2023 – Dalla carie nei bambini alla parodontite negli adulti o la perdita di denti negli anziani: sono diversi i problemi che, a seconda delle età, possono intaccare la nostra salute orale e non solo. Se non adeguatamente trattati, questi disturbi rischiano di causare complicanze anche in altri distretti e funzioni dell’organismo. Con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di mantenere la bocca in salute “at every stage of life”, come recita la campagna “Be Proud of Your Mouth” promossa dalla FDI – World Dental Federation in occasione del World Oral Health Day che si celebra il 20 marzo, gli esperti del Comitato Medico Scientifico DentalPro richiamano l’attenzione su un aspetto poco noto e spesso sottovalutato, la correlazione tra salute dentale e benessere generale della persona, spiegando perché è bene prendersi cura della nostra bocca, nelle diverse fasi della vita.

“Già nel 2003, l’OMS dichiarava che lo stato di salute orale rappresenta un elemento determinante nel mantenimento del benessere generale, riconoscendo per la prima volta l’influenza che l’apparato masticatorio può esercitare sul resto dell’organismo”, ricorda il dottor Samuele Baruch, Direttore del Comitato Medico Scientifico DentalPro. “Ciononostante, ancora oggi la salute orale è uno degli aspetti della cura di sé che gli italiani tendono a sacrificare. Una recente indagine di Key-Stone1 ha evidenziato che, in un anno, solo il 45% si è recato dal dentista, un dato inferiore alla media europea del 55%, con valori sotto il 30% nel Sud Italia. A prescindere dall’età, tutti avrebbero un buon motivo per sottoporsi a una visita di controllo e per dedicare la dovuta attenzione alla cura dei propri denti”.

BAMBINI E ADOLESCENTI: CHI BEN COMINCIA È A METÀ DELL’OPERA

“L’età pediatrica – evidenzia l’esperto – è una fase molto delicata, durante la quale è fondamentale instaurare le corrette abitudini alla base di una duratura salute orale, cominciando dal prendere confidenza con la figura dell’odontoiatra”.

•             Prima visita intorno ai 4-6 anni. È in questo momento che inizia ufficialmente il percorso del piccolo paziente alle prese con la cura della propria bocca: sta diventando autonomo nel lavarsi i denti, sa che periodicamente farà visita al suo studio dentistico di fiducia per i controlli di routine, per la pulizia di placca e tartaro e per avere consigli su come migliorare la propria igiene orale.

•             Occhi puntati sulla carie, tra i disturbi più diffusi anche in età adulta ma soprattutto grande nemica dei più piccoli (interessa oltre il 21% dei bambini di 4 anni e circa il 43% dei dodicenni2). Origina dal tartaro e può esordire già con i denti decidui, assolutamente da non trascurare. Se i genitori notano qualche macchia che non va via neanche lavando i denti, può essere opportuno un consulto odontoiatrico, per trattare eventuali lesioni cariose precoci.

•             Correggere le malocclusioni, il principale disturbo su cui è necessario intervenire durante l’adolescenza, dovuto al fatto che le due arcate non occludono in maniera corretta. Il disallineamento dei denti e la carie, che se non trattata può portare anche alla perdita di denti permanenti, possono avere gravi ripercussioni sulla capacità di masticazione e di alimentazione del bambino e sulla corretta conformazione delle mascelle in via di sviluppo.

ADULTI: LE “RELAZIONI PERICOLOSE” TRA DENTI, TESTA, SCHIENA E CUORE

Anche in età adulta, la carie continua a rappresentare uno dei motivi per cui più di frequente ci si rivolge all’odontoiatra. In questa fase, può capitare che si sia perso il treno di un intervento “conservativo” e la lesione cariosa sia arrivata a penetrare gli strati più profondi del dente, richiedendo trattamenti più invasivi come la devitalizzazione e l’estrazione del dente, che deve poi essere sostituito con impianti e protesi. Gli adulti fanno spesso i conti anche con altri due problemi: parodontite e malocclusioni. Entrambi, se non trattati, possono arrivare a causare patologie che, nel senso comune, non verrebbero associate all’ambito della salute orale.

•             Curare i denti per curare anche il cuore. La malattia parodontale è un’infiammazione batterica dei tessuti adiacenti al dente, che si manifesta nel 60% degli individui over 35 e nell’80% delle persone di età superiore ai 55 anni2. “Prevenire la parodontite, con una corretta igiene e l’esecuzione di controlli periodici, o rallentarne la progressione, è fondamentale, essendo ormai confermata scientificamente la sua correlazione con l’insorgenza di problematiche cardiovascolari”, spiega il dottor Baruch. “Quelle che più di frequente si verificano proprio a causa di batteri che sfruttano la bocca e i denti come via d’accesso al nostro organismo sono le endocarditi, che poi possono sfociare in infiammazioni delle valvole cardiache. Chi soffre di valvulopatie, infatti, deve sottoporsi a profilassi antibiotica prima di ogni trattamento odontoiatrico”.

•             Mal di testa e mal di schiena: non è mai troppo tardi per sistemare una malocclusione. In molti hanno sperimentato come il mal di denti possa estendersi a tutta la testa, per la particolare sollecitazione temporo-mandibolare innescata dal disallineamento dei denti che genera cefalea ed emicrania. Forse non tutti sanno che una malocclusione dentale, non corretta durante l’adolescenza ed ereditata in età adulta (riguarda quasi 2 italiani su 33), può comportare anche problematiche a tutta la colonna vertebrale, dando origine a dolore lombare e cervicale. “La buona notizia – assicura l’esperto DentalPro – è che, anche in pazienti non più giovanissimi, si può porre rimedio a questa condizione, ripristinando una corretta occlusione”.

SILVER AGE: DENTI ALLEATI PREZIOSI PER UN INVECCHIAMENTO IN SALUTE

Le cure odontoiatriche nella terza età sono spesso trascurate perché altre patologie più severe distolgono l’attenzione dal problema dentale. Eppure, una bocca integra può rappresentare uno strumento utilissimo per aiutare a contrastare due problematiche molto diffuse tra gli anziani: malnutrizione e, secondo i primi studi sul tema, declino cognitivo.

•             Masticazione, digestione e nutrizione: l’importanza di avere tutti i denti. “Se si trascura la salute orale il rischio, soprattutto negli anziani, è quello di arrivare alla perdita di alcuni elementi dentari, la cui assenza prolungata comporta problemi di digestione, processo che inizia proprio in bocca grazie a una corretta masticazione. La mancanza di denti, o edentulia, interessa circa il 60% delle persone over 802 e può causare un deficit nell’apporto di nutrienti, poiché spinge a prediligere alimenti di consistenza più morbida o liquida. Pertanto, negli anziani è essenziale prestare attenzione al ripristino dei denti mancanti”, sottolinea Samuele Baruch.

•             Mente sana in bocca sana: perché non rinunciare al sorriso. Una bocca senza denti può compromettere anche le relazioni sociali. Alcuni studi, inoltre, stanno iniziando a suggerire che la scarsa salute parodontale e la perdita dei denti possano aumentare il rischio di declino cognitivo e di demenza4; l’atto masticatorio sembra infatti favorire l’afflusso di sangue al cervello, migliorando memoria, apprendimento e stato di veglia5. “Si tratta di un’ipotesi interessante che, tuttavia, necessita di ulteriori studi per essere validata. Sicuramente, la riabilitazione protesica nei pazienti anziani edentuli rappresenta un intervento utile al mantenimento del loro benessere fisico, psichico e sociale, contribuisce alla loro autostima, a migliorare la nutrizione e può contrastare il deterioramento delle capacità cognitive”, commenta il dottor Baruch.

“Ci auguriamo che questa edizione della Giornata Mondiale contribuisca ad aumentare la consapevolezza circa le ripercussioni che la salute orale può avere sul nostro benessere, spronando gli italiani a prestare maggiore attenzione alla cura del loro sorriso e a mettere in calendario una visita di controllo. Oggi, grazie alle tecnologie digitali sempre più diffuse negli studi dentistici, come gli scanner intraorali che mostrano al paziente le immagini in 3D della propria bocca, la seduta dall’odontoiatra sta diventando un’esperienza educativa, più coinvolgente e confortevole, di cui non avere più timore”, conclude l’esperto DentalPro.

Gruppo DentalPro

Fondato nel 2010 dall’imprenditore Michel Cohen e dai due odontoiatri il dott. Samuele Baruch e il dott. Paolo Tonveronachi, DentalPro (DP Group SpA) è attualmente controllato dal fondo di private equity BC Partners e da alcuni soci storici. In 13 anni di attività, DentalPro ha assistito oltre un milione di pazienti; è inoltre la prima realtà della sanità privata in Italia ad avere ottenuto 3 Certificazioni ISO in Sicurezza, Qualità e Ambiente. Elevati standard di cura e competenza del personale sono garantiti dal controllo del Comitato Medico Scientifico. Nel 2019, è nata DentalPro Academy: una scuola per la formazione nel settore odontoiatrico. Il gruppo oggi è riconosciuto a tutti gli effetti come Ente di Formazione Certificato. Attualmente DentalPro gestisce oltre 260 centri dentistici, tutti di proprietà, con 2.000 dipendenti e 1.200 odontoiatri e igienisti. Presente nei migliori centri commerciali e nelle principali città italiane, offre diverse tipologie di trattamenti, dall’odontoiatria generale fino all’implantologia, in ambienti accoglienti, con moderne dotazioni tecnologiche.

Note bibliografiche

1 Fonte: elaborazioni Key-Stone su dati Ricerca ISTAT dei consumi delle famiglie 2021.

2 https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2288_allegato.pdf.

3 Ricerca Key-Stone su un campione di 2.878 italiani di età compresa tra i 20 e i 50 anni.

4 Asher S, Stephen R, Mäntylä P, Suominen AL, Solomon A. “Periodontal health, cognitive decline, and dementia: A systematic review and meta-analysis of longitudinal studies”, J Am Geriatr Soc 2022 Sep;70(9):2695-2709. doi: 10.1111/jgs.17978. Epub 2022 Sep 8. PMID: 36073186; PMCID: PMC9826143.

5 Teixeira FB, et al., “Masticatory deficiency as a risk factor for cognitive dysfunction”, Int J Med Sci 2014;11:209–214.