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Complicanze varie/eventuali

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Sgrat sgrat

pruritoPrima o dopo? Faccio after. Però non me la gratto anche perché il mio medico mi squama e non mi ama più

l prurito è un sintomo e non una malattia. Può accompagnare una patologia cutanea primitiva oppure un’affezione sistemica. Le dermatosi che causano prurito intenso e lesioni cutanee, includono la scabbia, la pediculosi, le punture d’insetto, l’orticaria, la dermatite atopica, la dermatite da contatto, il lichen ruber planus, la miliaria e la dermatite erpetiforme. La cute secca (specialmente ne sono soggetti i portatori di diabete unitamente compresi – tipo 1 e 2 e gli anziani) è spesso causa di prurito intenso e generalizzato.

Le malattie sistemiche che determinano un prurito generalizzato, solitamente senza alcuna lesione cutanea manifesta sono: l’ostruzione delle vie biliari, l’uremia (frequentemente associata a iperparatiroidismo), i linfomi, le leucemie e la policitemia rubra vera. Il prurito può manifestarsi anche durante gli ultimi mesi di gravidanza. Sono stati individuati molti farmaci (specialmente barbiturici e salicilati) in grado di determinare prurito. Al contrario, sono ancora poco note le associazioni del prurito generalizzato con l’ipertiroidismo, il diabete mellito e vari tipi di tumori viscerali. Il prurito ha raramente un’origine esclusivamente psicogena.

l grattamento persistente può provocare eritema, papule orticarioidi lineari, escoriazioni di precedenti papule, fissurazioni e croste sierose indovate lungo le linee di sfregamento, che possono nascondere la patologia sottostante. La lichenificazione e la pigmentazione cutanea possono derivare dallo sfregamento e dal grattamento prolungati. Talvolta, i pazienti con prurito intenso generalizzato mostrano modesti segni cutanei di escoriazione o sfregamento.

Ecco mentre ce la grattiamo, e il periodo estivo come invernale aiuta a farlo, magari dopo la grattatina un controllino lo diamo gusto per essere fighi, siccome oggi abbiamo raggiunto l’apoteosi nella cura del proprio aspetto estetico (pelle, denti, muscoli, capelli). A volte la presenza di un banale stato pruriginoso (non solo intimo).

Lo scriveva anche il Petrarca: con l’estate la pelle s’inarca e la sopralza nella linea sottile del divenire delle cose, increspate dalla bellezza della salsedine marina, facendo diventare sogno il bisogno.

Alla fine di ciò è necessario individuare l’origine del prurito generalizzato e correggerla. In assenza di affezioni cutanee apparenti, si deve ricercare la causa in una reazione allergica da farmaci oppure in un’affezione sistemica.

Nell’immediato, attendendo gli approfondimenti eventuali si possono adottare alcuni accorgimenti come: evitare gli indumenti irritanti (p. es., quelli di lana) o stretti. Il bagno deve essere veloce, per non aggravare un prurito generalizzato, specialmente nei soggetti con cute secca; deve essere inoltre utilizzata acqua tiepida (non calda).

 

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La cannabis allevia il dolore neuropatico periferico nel diabete

cannabisUn piccolo studio mostra una riduzione dose-dipendente del dolore neuropatico periferico nei pazienti con diabete, secondo quanto pubblicato nel numero di luglio del Journal of Pain.

Mark S. Wallace, MD, presso l’Università della California a San Diego, e colleghi hanno condotto uno studio randomizzato in 16 pazienti con dolorosa neuropatia periferica diabetica . Hanno esaminato l’efficacia a breve termine e la tollerabilità di cannabis per via inalatoria; ogni partecipante è stato esposto a quattro sessioni di dosaggio singolo di placebo o di basse, medie, o alte dosi di cannabis in un piano incrociato. Gli autori hanno provocato dolore basale spontaneo combinato con test cognitivi. I soggetti è stata somministrata per aerosol cannabis o placebo e l’intensità soggettiva del dolore a punteggio in “altezza” è stata misurata durante la prima ora e per altre tre ore.

I ricercatori hanno scoperto che i punteggi del dolore spontanei erano significativamente differenti tra le dosi (P <0,001). Il confronto tra il placebo e le basse, medie e alte dosi sono risultate significative (P = 0,031, 0,04, e <0.001, rispettivamente), così come comparate tra alte e basse, medie dosi (entrambi p <0,001). La dose elevata ha avuto un effetto significativo sulla evocazione del dolore tramite metodo von Frey (p <0.001). La dose elevata ha avuto un significativo effetto negativo (prestazione imperfetta) su due dei tre test neuropsicologici.

“Questo aggiunge la necessità di sostenere ulteriormente la ricerca sull’efficacia dei cannabinoidi nel dolore neuropatico rispetto alla prova preliminare , “scrivono gli autori.

Cute: che tenerezza!

pelleCiao auguri pensavo fosse il tuo compleanno invece era solo l’anniversario del funerale: quanti ricordi vero, fatti di vetro bianco e blu, un pistone della ICO che andava su e giù come quel tempo che ora non c’è più. Tu ti starai chiedendo chi sono io? Come non lo hai ancora: alcuni mi chiamano il triste mietitore ma sono al femminile come la vita, sono la morte. E l’effetto che produco è di rottura così nel cuore dell’estate calda e rovente pongo una questione degna di chi, come me, ridotta all’osso prova una forte invidia per voi viventi che gnudi e incuranti traversate arenili, spiagge e bagnasciuga senza colpo ferire.

Ma la morte ricorda che la cura della pelle nel diabete è un aspetto molto importante. Chi ce l’ha deve prestare particolare attenzione a tagli e ferite. Questi segni sulla pelle infatti possono causare delle infezioni. Ma attenzione anche ai segni sospetti nel punto in cui si fanno le iniezioni di insulina. E anche se le nostre spiagge sono curate meglio che negli anni 60/70 oggetti taglienti e infettanti sono sempre presenti al suolo, quindi evitare di camminare a piedi nudi

Un diabetico come deve trattare graffi, ferite e tagli?

C’è differenza tra chi ha un diabete di lunga data, scompensato e complicato, e quello con un diabete diagnosticato da poco e con un buon compenso. Nel primo caso il si è a maggior rischio infettivo. Ma non occorre diventare paranoici, nevrastenici: non si deve correre in pronto soccorso o dal proprio diabetologo ogni volta che si fanno un taglietto o un graffio.

Se il pupo diabetico con un diabete ben compensato si sbuccia un ginocchio, non è necessario un trattamento “speciale”: ci si deve comportare come dovrebbero far tutti e quindi pulire attentamente la ferita, disinfettarla e controllarla nel tempo. Anche per l’antibiotico non è richiesto un trattamento specifico: le pomate contenenti antibiotici non servono granché.

Se il diabete è invece scompensato, come trattare le ferite?

In questo caso, se il diabete è di lunga data o anche, purtroppo, nel caso di diabete misconosciuto, se le ferite sono profonde il rischio infettivo è molto elevato. Per valutarlo è rilevante anche l’oggetto che ha provocato la lesione.

Quali sono i segni di una possibile infezione che il paziente con diabete deve tener d’occhio? Infiammazione, cute arrossata, calda e dolente. In questo caso è bene rivolgersi subito al medico curante o andare in pronto soccorso»

E per concludere è altrettanto importante avere sempre la massima igiene della pelle e dei piedi in particolare facendo impiego di acqua tiepida e dopo aver asciugato per bene e delicatamente il tessuto epidermico applicare alle estremità articolari un poco di crema con urea al 5% per mantenerla morbida ed evitare la formazione di durezze e callosità.

Gli ultrasuoni accelerano la guarigione della pelle, soprattutto per i diabetici e gli anziani

pelleBuone notizie per la pellaccia di noi diabetici vengono dal vecchio continente e precisamente dal Regno Unito

A volte la guarigione delle ulcere cutanee e piaghe da decubito, o comunque la loro riduzione di un terzo, può essere raggiunta con l’uso di ultrasuoni a bassa intensità, hanno scoperto gli scienziati dell’Università di Sheffield e dell’Università di Bristol.

I ricercatori del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sheffield hanno scoperto che l’ecografia trasmette una vibrazione attraverso la pelle e risveglia le cellule nelle ferite contribuendo a stimolare e accelerare il processo di guarigione.

Più di 200.000 pazienti nel Regno Unito soffrono di ferite croniche ogni anno ad un costo di oltre £ 3100000000 per il NHS (Servizio Sanitario Nazionale).

Il trattamento ad ultrasuoni, che riduce anche il rischio di contrarre infezione dalla ferita, è particolarmente efficace nel terapia dei diabetici e anziani.

Ci sono 11 milioni di over 65 anni, tre milioni di diabetici e 10 milioni di fumatori nel Regno Unito – i quali rischiano di soffrire di problemi di guarigione delle ferite.

Un quarto dei diabetici soffre di ulcere della pelle, in particolare le ulcere del piede, a causa della perdita di sensibilità e circolazione nelle gambe.

L’autore principale dello studio, il dottor Mark Bass, dal Centro per le Interazioni e Dinamica delle Membrane dell’Ateneo (CMIAD), ha detto: “le ulcere della pelle sono atrocemente dolorose per i pazienti e in molti casi possono essere risolte solo con l’amputazione dell’arto.

“Utilizzando gli ultrasuoni si svegliano le cellule e si stimola un normale processo di guarigione. Perché è solo accelerando che si ottiene un processo normale, il trattamento non comporta il rischio di effetti collaterali, spesso associati con trattamenti farmacologici.”

Lo studio pionieristico, pubblicato sul Journal of Investigative Dermatology, è stato condotta in collaborazione con la Scuola di Biochimica presso l’Università di Bristol, e dal Team di Biologia della Ferita presso l’Istituto di Cardiff di ingegneria tissutale e sua riparazione, e dall’azienda ortopedica, Bioventus LLC.

Il dr Bass ha aggiunto: “Ora che abbiamo dimostrato l’efficacia degli ultrasuoni necessitiamo di esplorare ulteriormente il segnale. Abbiamo scoperto come il segnale a ultrasuoni che attualmente usiamo è efficace, ma è possibile altresì dalla raffinazione del trattamento ottenere ulteriori effetti migliorativi. “Perché l’ecografia è relativamente priva di rischi e ci si puà aspettare di vederla impiegata in un ampio uso clinico entro tre o quattro anni.”

La depressione è comune tra gli uomini con livelli borderline di testosterone

DepressioneCome forse avrete notato nel blog Il Mio Diabete cerchiamo di trattare argomenti che riguardano ogni ambito della salute sulla malattia e gli intrecci di essa con altre parti del nostro organismo. Uno di questi appartiene alla sfera sessuale e riproduttiva maschile di cui poco o niente si scrive e fa come medicina, diabetologia e diabetici. Ecco a voi un interessante e allarmante studio al proposito.

La depressione e i sintomi depressivi sono più comuni tra gli uomini i cui livelli di testosterone risultano essere borderline rispetto alla popolazione generale, secondo i risultati dello studio recentemente pubblicato in The Journal of Sexual Health.

“In un’epoca in cui sempre più uomini sperimentano bassi livelli di Testosterone” ci sono ben pochi dati sugli uomini rientranti nella fascia cosiddetta borderline,” ha detto in un comunicato stampa Michael S. Irwig, MD, professore associato di medicina e direttore del Centro di Andrologia presso la Washington School of Medicine. “Abbiamo ritenuto importante esplorare la salute mentale di questa popolazione.”

Irwig e colleghi hanno valutato 200 uomini tra i 20 e i 77 anni che sono stati deferiti per i livelli di testosterone di confine tra i 200 ng / dL e 350 ng / dL per determinare i tassi di depressione e sintomi depressivi tra di loro. Una combinazione di depressione nota, l’uso corrente di un antidepressivo e / o sintomi depressivi con un punteggio di 10 o più sul Pazienti Health Questionnaire 9 (PHQ-9) è stata la principale unità di misura per l’esito.

I sintomi depressivi secondo il PHQ-9, sono una diagnosi auto-riportata di depressione e / o l’uso di un antidepressivo risultano essere stati riportati dal 56% dei partecipanti. Le percentuali erano del 65% quelle di età compresa tra 40-49 anni, 62% per quelli tra i 20 ei 39 anni, il 51% per quelli di età compresa tra 50 e 59 anni, e il 45% per quelli di età oltre i 60 anni. Il 7% dei partecipanti che hanno segnalato alcun umore depresso o depressione al contrario l’avevano secondo le risultanze tratte dal PHQ-9.

La disfunzione erettile, la riduzione della libido, un minor numero di erezioni mattutine, un basso consumo energetico, disturbi del sonno e il calo di concentrazione sono stati i sintomi più comunemente riportati. I partecipanti di età superiore ai 50 anni hanno riscontrato una maggiore probabilità di avere una diminuzione della libido.

“Dagli uomini di cui per i livelli di testosterone borderline hanno tassi più alti di sintomi e / o depressione rispetto alla popolazione generale, si sa poco e altrettanto poco c’è di pubblicato letteratura su questa gente selezionata, che rappresenta uno scenario clinico comune in costante crescita” sottolineano i ricercatori. I medici dovrebbero prendere in considerazione lo screening per la depressione / sintomi depressivi, i fattori di rischio di vita (sovrappeso e insalubri) tra cui gli uomini in cura terziaria per potenziale ipogonadismo. ”

 

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