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Farfalle con zucchine zafferano e speck

Farfalle con zucchine zafferano e speck
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Tipo ricetta: Primi asciutti
Tipo cucina: Italiana
Autore:
Tempo preparazione:
Tempo cottura:
Tempo totale:
Porzione: 4
Le farfalle con le zucchine, zafferano e speck sono un gustoso e invitante primo piatto, ideale da consumare in qualunque periodo dell'anno. Lo zafferano conferisce una divertente nota cromatica al piatto, rendendolo ancora più invitante!
Ingredienti
  • •5 zucchine
  • •130 g di speck
  • •1 bustina di zafferano
  • •1 cipolla
  • •400 g di farfalle
  • •200 ml di brodo vegetale
  • Preparazione di Base
  • •Olio extravergine di oliva q.b.
  • •Pepe q.b.
  • •Sale q.b.
Preparazione
  1. Lavate le zucchine sotto l'acqua corrente, eliminate le estremità e tagliatele a rondelle sottili. Tritate finemente la cipolla, dopo averla pulita, e sminuzzate lo speck con l'aiuto di un coltello affilato. Versate due cucchiai di olio in una padella e mettete la cipolla a soffriggere. Aggiungete le zucchine, salatele, versate un mestolo di brodo e fatele cuocere a fiamma bassa per 15 minuti. Unite anche lo speck e lo zafferano, regolate di sale e pepe, mescolate e proseguite la cottura per altri 5 minuti.
  2. Nel frattempo fate scaldare una pentola con abbondante acqua salata sul fornello e, quando giunge a ebollizione, buttate la pasta. Scolatela al dente e unitela nella padella con gli altri ingredienti. Mentecate con un mestolo di acqua di cottura, mescolate e servite subito in tavola.
  3. Se vi accorgete che le zucchine tendono ad asciugarsi eccessivamente durante la cottura, aggiungete ancora un mestolo di brodo.
  4. Se non amate il gusto dello speck potete sostituirlo con dei cubetti di pancetta affumicata.
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 450 Grassi: 12 Carboidrati: 70 Fibre: 3 Proteine: 11

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Peperoni ripieni di calamari e riso

Peperoni ripieni di calamari e riso
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Tipo ricetta: Antipasti
Tipo cucina: Italiana
Autore:
Tempo preparazione:
Tempo cottura:
Tempo totale:
Porzione: 4
Un antipasto formalmente ma che per noi diabetici funge da piatto unico e racchiude tutti i componenti nutrizionali richiesti per un pasto completo.
Ingredienti
  • - 5 peperoni rossi e gialli
  • - 500 g di calamari puliti e tagliati ad anelli e ciuffetti
  • - 150 g di riso Carnaroli
  • - 4 cipollotti
  • - 3 spicchi di aglio
  • - 1 pomodoro
  • - 5 cucchiai di pinoli tostati
  • - 1 mazzetto di aneto
  • - 1L di brodo vegetale
  • - mezzo bicchiere di di vino bianco
  • - olio extravergine d'oliva
  • - sale e pepe
Preparazione
  1. • 1 Scottate il pomodoro in acqua bollente, scolatelo, spellatelo, tagliatelo a dadini e teneteli da parte. Lavate 4 peperoni, privateli delle calette (tenendole da parte), dei semi e delle parti bianche, spennellateli di olio e cuoceteli in forno a 200° per circa 35 minuti. Lavate il peperone rimasto, tagliatelo a dadini e fatelo soffriggere in una casseruola con 3 cucchiai d'olio, i cipollotti e l'aglio tritati; salate e fate appassire per 5 minuti. Unite il riso e fatelo tostare per 2 minuti, poi versate il brodo, poco alla volta, e cuocete per 20 minuti.
  2. • 2 Intanto, in una padella, scaldate 2 cucchiai di olio, unite i calamari e cuocete a fuoco moderato per 10 minuti, poi sfumate con il vino.
  3. • 3 Aggiungete il riso, il pomodoro, i pinoli, sale e pepe. Togliete dal fuoco e aggiungete l'aneto tritato. Farcite i peperoni con il ripieno, copriteli con le calette tenute da parte e infornateli a
  4. ° per 30 minuti. Sfornate e servite.
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 450 Grassi: 15 Carboidrati: 35 Fibre: 4 Proteine: 16

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Passami gli alimenti

I pericoli dell’alimentazione», «Gli alimenti che ci avvelenano», «The war on delicious»… Non passa settimana senza che libri, riviste, servizi televisivi ci rivelino le sostanze nascoste negli alimenti che consumiamo quotidianamente. Non passa mese, non passa anno senza che ci venga proposto un nuovo nemico da combattere.

Dopo il burro, il sale, lo zucchero e di recente il glutine, adesso è il turno della carne di salire sul banco degli imputati e di subire l’accusa –scusate se è poco –di essere nociva per la salute! All’improvviso, mangiare sarebbe diventato quasi una forma di incoscienza, una costrizione oppure un atto di resistenza. Si sfiora il ridicolo, tramutando quello che dovrebbe essere un piacere, una pausa tranquilla nella giornata, un’occasione per fare il pieno di energia che serve al corpo, in una prova in cui gli imperativi contraddittori si moltiplicano rendendo sospetta la nostra alimentazione.

Una cacofonia dietetica, come l’ha definita il sociologo Claude Fischler. Sopraffatti dagli allarmi alimentari che ci rendono diffidenti, soffocati dai diktat della snellezza o del perfezionismo dietetico per «mantenerci in salute», siamo sempre più confusi.

Ritrovare il sorriso mangiando un pomodoro Se ci lasciamo alle spalle i messaggi ansiogeni, ritroviamo il piacere elementare di mangiare e farci del bene. Perché esistono ancora, malgrado tutto, alimenti che rendono felici. Sì, l’alimentazione quotidiana può procurare a tutti i livelli benessere, gioia e piacere; meglio ancora, la nostra alimentazione contiene i semi della felicità.

Quantificabile, verificabile, scientificamente misurata. Gli alimenti vengono osservati, scorticati, analizzati con regolarità sotto la lente d’ingrandimento dagli scienziati. Spesso per studiarne gli effetti nefasti, per esempio il loro ruolo nell’aumento dei rischi cardiovascolari, del diabete, dell’obesità e persino della depressione.

Ma quello che ci interessa, qui, è che queste analisi, i test e le osservazioni racchiudono spesso «buone» sorprese. E che alla luce del sole fioriscono le nuove virtù di questo frutto, di quella verdura o magari della loro combinazione in un piatto. Certo, non siamo ingenui, la felicità dipende da ben altri parametri rispetto al semplice contenuto del piatto.

Ma l’intuizione del buonsenso è ormai confermata dalla scienza: alcuni alimenti hanno virtù «antidepressive» e possono renderci più sereni. Il loro effetto non è fugace e psicologico –come quello di certi comfort food, spesso zuccherati e grassi, anche se proprio questi prodotti possono rientrare nel novero dei piccoli piaceri da concedersi, a patto di non farsi illudere su quello che apportano e di saperli consumare –ma reale e duraturo.

A condizione di consumarli regolarmente, questi alimenti favoriscono la produzione di neurotrasmettitori cerebrali che influiscono in modo diretto sul nostro umore. Ne illustreremo i meccanismi.



Un maggior consumo di sale legato al rischio di diabete

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Con livelli elevati di consumo di sale si può aumentare il rischio di sviluppare il diabete negli adulti, dicono i ricercatori.

Il nuovo studio ha incluso i dati da poche migliaia di persone in Svezia. I risultati hanno mostrato che l’assunzione di sale è associata con un aumento medio del 65 per cento del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 per ogni 2,5 grammi di sale (leggermente meno di mezzo cucchiaio) consumato al giorno.

Le persone con l’assunzione più elevata di sale (circa 1,25 cucchiaini di sale o superiori) hanno il 72 per cento in più probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto a quelli che ne assumono meno, rilevano gli investigatori.

Lo studio, condotto da Bahareh Rasouli dal Dipartimento di Medicina Ambientale presso l’Istituto Karolinska di Stoccolma, e presentato giovedì alla riunione annuale dell’Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) a Lisbona, in Portogallo.

Lo studio attuale non ha esaminato come il sale potrebbe aumentare il rischio di diabete. Ma i ricercatori hanno suggerito che l’assunzione di sale potrebbe spingere la resistenza all’insulina, una condizione che può portare al diabete di tipo 2. Oppure, potrebbe essere che l’assunzione di sale è correlata ad un peso più elevato.

Lo studio non può dimostrare una relazione diretta causa-effetto, solo un’associazione.

L’elevato consumo di sale è stato anche associato ad un rischio significativamente maggiore di diabete autoimmune latente negli adulti (LADA), una forma di diabete di tipo 1 che si sviluppa molto lentamente e appare in età adulta.

I risultati dello studio possono rivelarsi importanti negli sforzi per prevenire il diabete negli adulti, hanno detto i ricercatori in un comunicato stampa diramato all’EASD.

I risultati presentati nelle riunioni vengono generalmente considerati preliminari finché non sono stati pubblicati in un diario rivisto.



Taboulé Azzero

 

Taboulé Azzero
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Tipo ricetta: Primi asciutti
Tipo cucina: Middle Eastern
Autore:
Tempo preparazione:
Tempo cottura:
Tempo totale:
Porzione: 4
Ricetta che non manca mai tra gli aperitivi esotici, freschissima e un “must” assoluto mediorientale. Adatto anche come pausa pranzo estivo!
Ingredienti
  • •250 gr. di bulgur
  • •4 pomodori tondi da insalata
  • •2 limoni• •3 cetrioli
  • •100 gr. di cipollotti
  • •Menta fresca q.b.
  • •Prezzemolo q.b.
  • •Olio extravergine d’oliva q.b.
  • •Sale q.b.
  • •Pepe q.b.
Preparazione
  1. Mettete a bagno il bulgur per circa 30 minuti, dopodiché scolatelo e fatelo cuocere in acqua salata per circa 15 minuti; a questo punto scolatelo e lasciatelo raffreddare.
  2. Lavate e pulite le verdure e le erbe, dopodiché tritate le erbe finemente e tagliate le verdure a tocchetti. In una zuppiera capiente, mescolate il tutto al bulgur, condendo con il succo dei limoni, l’olio e il pepe. Sgranate bene i grani con una forchetta e riponete in frigorifero coperto da una pellicola. Servite freddo.
  3. Il bulgur, sorta di semolino ottenuto dai chicchi di grano, è la base originale di questa ricetta libanese; qualora abbiate problemi a reperirlo, potete utilizzare del couscous, il cui sapore e consistenza si avvicinano molto a quello del bulgur.
  4. L’acqua per far cuocere il bulgur deve essere in quantità doppia del volume del bulgur.
  5. Potete aggiungere a questa freschissima insalata delle olive, dei capperi, delle acciughe o dei sottoli, per renderlo più ricco e valido anche come piatto unico.
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 328 Grassi: 2 Carboidrati: 57 Fibre: 5 Proteine: 12

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Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti!
Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete – se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007).

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