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Su e giù

Depressione

Non è il titolo legato a valori di un diabete scompensato o instabile, ma l’argomento di oggi riguarda il legame condizione diabetica e depressione.  I ricercatori dell’università della Pennsylvania hanno identificato come l’impatto della depressione sui diabetici è più letale rispetto ai non diabetici. Anche se gli studi precedenti hanno dimostrato un collegamento fra la depressione ed il diabete, questa ricerca è la prima a indicare che il trattamento terapeutico aggressivo della depressione può prolungare le vite dei pazienti diabetici.

Alcuni ricercatori ritengono che la depressione possa aumentare lo  stress ormonale, o interessare il processo infiammatorio, aumentando  le probabilità di problemi cardiovascolari.  In pazienti con il diabete, la depressione può causare ancor più danno interferendo con l’auto-cura del paziente, i farmaci, i cambiamenti dietetici e l’esercizio.

Un dato è certo: da noi questa situazione è ancora sottovalutata, e comunque non monitorata.

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Diabete: a rapporto

diabete

Da una sintetica lettura data dalle agenzie di informazione sul primo rapporto di Cittadinanzattiva sull’assistenza ai diabetici in Italia, appaiono evidenti due problemi che erano, e sono presenti, nell’intervento sulla condizione diabetica: i costi sempre più elevati dell’assistenza sanitaria che vanno di pari passo con la necessità di sempre maggiori controlli; la sempre più larga diffusione della malattia, in particolare nella fascia di terza età.

I punti dove occorre rendere efficace l’intervento sono: miglioramento dei controlli e della prevenzione delle complicanze legate al diabete; miglioramento dell’educazione del diabetico e della formazione sulla propria malattia.

Certo nei prossimi rapporti troveremo ancora invariate certe situazioni, perchè è difficile invertire d’un colpo lo schema (sbagliato) di approccio al problema: mi ammalo, ci metto la pezza con la pastiglia; occorre dare invece strumenti più certi e forti di responsabilità ed educazione alla gestione del diabete.

Per scaricare e consultare il 1° rapporto clicca qui (file PDF).

Buoni propositi

blood

Per questo anno che va a finire e nel prossimo, non lontano futuro, voglio sperare che le conoscenze tecnico-scientifiche possono mettere in grado il singolo diabetico, adeguatamente preparato, di potere allargare lo spettro di esami disponibili in autocontrollo: oggi è praticamente possibile solo il monitoraggio del glucosio nel sangue ed urine; ma penso che saranno possibili, col tempo altri tipi di test importanti per la vita del diabetico. Già oggi è possibile, da casa, verificare i valori del colesterolo e trigliceridi, e a dire il vero, anche l’emoglobina glicata e la microalbuminuria si possono fare a domicilio, ma con costi elevati.  Un miglioramento di questo tipo è auspicabile per due buoni motivi: primo, responsabilizzare ancora di più il diabetico nella gestione della propria condizione; secondo, rendere più confortevole il pellegrinaggio del paziente al centro anti diabetico.

Sarà vero?

Chip

La Verichip corp. ha annunciato che il prossimo 4 dicembre 07 presenterà il primo microchip, impiantabile sottocute, per il controllo della glicemia 24/24 sui malati di diabete, inoltre l’azienda americana promette che, attraverso questo strumento, si potranno inserire altri dati sensibili legati alla storia sanitaria del paziente, così utilizzabili in caso di emergenza.

Sia ben chiaro, vedremo il seguito per quella data: questa è una notizia talmente importante per la vita quotidiana di un diabetico (il poter avere sempre sotto controllo il livello di glucosio nel sangue), che, spero, non si riveli come un’altra bufala. Inoltre ci sono altri aspetti che sono da valutare: la tutela dei dati personali, le interferenze del chip con strumentazioni di vario tipo (Risonanza magnetica, metal detector, ecc.).

Fat no more?

Fat

Un gruppo di ricercatori tedeschi segnala che, i malati di l’artrite reumatoide, con un indice di massa corporea (BMI) normale o magro, hanno un indice di infiammazione più elevato rispetto a chi è sovrappeso oppure obeso (sic!). La notizia è apparsa sul numero della rivista “Arthritis and Rheumatism” di novembre http://www.rheumatology.org/publications/ar/index.asp?aud=mem

La cosa mi lascia abasito… Che fare? Visto che sono afflitto sia dall’artrite reumatoide, sia dal diabete.

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Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete – se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007).

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