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L’argomento più temuto durante le riunioni di famiglia

L’armonia familiare e il parlare di politica possono essere compagni di viaggio infiammabili, sostiene un terapeuta.

Un recente sondaggio Reuters / Ipsos ha rilevato che il 62% degli intervistati aveva dichiarato che la politica è l’argomento che temono di più quando i parenti si riuniscono durante le vacanze. E quasi un terzo ha dichiarato di aver pianificato di evitare l’argomento.

Non importa come si voti, è possibile mantenere la pace politica durante le vacanze, ha detto Katherine Hertlein, direttrice del programma di coppia e e di terapia familiare all’Università del Nevada, Las Vegas School of Medicine.

Alcuni dei suoi suggerimenti:

  • Abbassa le tue aspettative. Non dare per scontato che i familiari condividano le tue opinioni. Fare così può farti insorgere delusione.
  • Cerca un terreno comune. Invece di fare dichiarazioni sulle tue convinzioni, fai domande per capire le opinioni degli altri. Questo potrebbe aiutarti a trovare le aree su cui sei d’accordo e aumentare le tue possibilità di provare empatia.
  • Pensa prima di parlare. Invece di rispondere immediatamente a qualcosa con cui non sei d’accordo, prenditi del tempo per rispondere. Ad esempio, che devi pensare a ciò che è stato detto.
  • Considera le motivazioni degli altri.Cerca di determinare le ragioni delle convinzioni di qualcun altro, come la preoccupazione per i bambini o per i poveri. Comprendere che la loro posizione può riflettere buone intenzioni.
  • Evita il confronto. Se pensi che sia impossibile avere una discussione civile, potrebbe essere meglio andarsene.

“Sviluppa un piano di uscita prima di ogni conversazione in cui potresti anticipare le difficoltà”, ha dichiarato Hertlein.

“Avere un piano prima del tempo che puoi decidere di utilizzare o meno, ti fa sentire come se avessi il controllo e riduce la probabilità che cercherai di ottenerlo aumentando il volume o l’intensità della tua voce, ” afferma.



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Tempo sprecato

Anche quest’anno è giunto il momento di affrontare il mantra, il manga del magna e poi magna. Essendo noi fortunatamente esseri viventi e fagocitanti, più che cogenti, nel momento fuggente ma ripetente della civiltà del cibo h 24, ci apprestiamo a celebrare l’apoteosi delle ricette, dei piatti precotti, da rosticceria e, con qualche eccezione, di chi ancora le pietanze le prepara in casa. Questo oggi altro non è che le feste di fine anno: 15 giorni di baccanali che partono con il Natale e finiscono con l’Epifania.

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E ogni anno si sprecano i consigli su come comportarsi nelle feste, tra calorie, colesterolo, trigliceridi, glicemia e così sia. Come consumare calorie, fare attività fisica, buoni propositi e altre storielle inutili.

Tempo sprecato: consigli inutili. Se non si è agito per 365 giorni farlo in un giorno è come la storiella del buon cristiano che bestemmia tutto l’anno salvo poi andare alla funzione religiosa il giorno di Natale, l’eccezione alla regola.

L’unica cosa che dobbiamo tenere presente è: essere consapevoli dei nostri limiti o perlomeno imparare a conoscerli.



Il segno della Bilancia

ibellulaDodici sono i mesi di un anno solare, e si riparte con gennaio per finire con dicembre: il primo passo dell’evoluzione intellettuale dell’uomo è partito proprio con la misurazione del tempo terrestre e astrale e quindi sono dodici pure i segni dello zodiaco. No state tranquilli oppure abbandonate ogni aspettativa: non sto qui a parlare di oroscopo, a fare previsioni imprevedibili, improbabili. Il 2015 sarà un anno come tutti gli altri: fatto di gioie e dolori, di speranze e delusioni, ma, per la stragrande maggioranza degli esseri umani contraddistinto dal solito tran tran.

L’unico elemento fisico e zodiacale vero e ferreo, costante nel tempo lo troviamo costituito e rappresentato a tutto tondo dal segno della bilancia: siamo tutti nati sotto il segno della bilancia! E chi non si è mai pesato scagli la prima pietra. Domani è l’Epifania nel belpaese, e come dice il detto: “tutto le feste si porta via”. Ma la bilancia resta e l’orrido strumento assieme all’orologio fanno delle lancette e numeri un arma impropria per il nostro morale e umore.

Oggi tutti diranno che si deve smaltire i chili in eccesso, tutti ne parleranno tranne me e vi spiego il perché: ai tempi della mia infanzia l’unico periodo nefasto era rappresentato proprio dalla feste, una stagione dove proprio non si poteva evitare di mangiare, non e solo e tanto per il Natale e Capodanno ma in quanto all’interno di questi fatidici sette giorni per stomaco, intestino e glicemia si viveva tutta l’annessa e connessa processione da tanti, troppi parenti, e in ciascuno di questi frangenti rientrava la fetta di panettone, pandoro, gli stuzzichini salati e dolci, salumi, formaggi e crescente, focaccia e molto altro ancora.

Poi la stagione dei parenti si è esaurita con il loro esaurimento sia esistenziale che patologico, sono diventato grande, senza figli e con genitore e suoceri molto prossimi alla dipartita, pertanto il regime alimentare si è fatto molto contenuto e ridimensionato.

Diciamo che per le festività parliamo per frasi fatte e luoghi comuni, un poco come tutti i giorni del resto: il tempo, la sciatica, piccole cose e quant’altro serve a far girare i fogli di un calendario leggero come il tempo che va. Solitamente ce ne rendiamo conto dopo la soglia dei quarant’anni d’età.

Ma stavo perdendo di vista la parola chiave di questo post: il diabete. Immagino che il 70% dei diabetici di ogni ordine e grado generazionale come d’età avrà avuto grosse difficoltà nel mantenere a bada, tenere compensata la glicemia. Allegramente insieme verso l’iperglicemia? Beh e allora? Non è sempre così per tutto l’anno? La verità a mio avviso è un’altra: con le feste oltre al solito andamento glicemico si aggiunge l’elemento emotivo, ormonale: ovvero mentre in vacanza vai con chi vuoi a Natale stai non solo con i tuoi ma pure assieme a parenti di cui o non ti frega niente oppure si assomma l’effetto urticante.

Invece le mie feste di Natale sono state originali: i pasti regolari, e con due giorni non consecutivi di digiuno, controllato, pressoché totale. Debbo dire che il risultato finale personale è stato buono come media glicemica. Non intendo brevettare la dieta poiché esiste già la paleolitica, come la medioevale, manca l’etrusca ma abbiamo tutto l’anno davanti a noi per provare a inventare qualcosa, tirare a campare e continuare a sperare. Buona Befana a tutti!

Variabile

Schema insulina

Come ho già avuto modo di ribadire in altre occasioni il diabete, come altre patologie croniche, risente degli “effetti stagionali”. Se d’estate l’equilibrio, il compenso della glicemia è migliore, le cose vanno un pochino peggio d’inverno. Tutto questo per diverse cause che ho già ripreso in passato. E allora che si fa? Ci sono diversi accorgimenti pratici: tenersi sempre in esercizio fisico; stare attenti con le malattie (vedi influenza); ragionare col medico sull’adattamento dello schema d’insulina in rapporto, anche, alla condizione stagionale. In questo frangente, per scendere sul pratico, io ho variato il dosaggio dell’insulina Lantus che faccio alle ore 21: sono passato dalle 10 unità alle 12; e con questa piccola variazione della “basale” riesco a mantenere una media dei valori della mia glicemia tra i 120 e 150 mg/dl. La prova ultimativa l’avrò comunque a gennaio, in rapporto all’effetto dopo feste. Ma per intanto va bene così: ad ogni stagione la dovuta iniezione per far fronte alla situazione…

E’ stagione

E’ stagione, ormai Natale e le feste sono alle porte, e si deve cominciare a pensare e fare regali. Poco o molto che sia qualcosa, anche solo per il piacere di farlo, si deve dare. Ed anche il diabete ha bisogno di coccole, ovvero vuole la sua parte. Allora che fare? Non possiedo idee particolarmente originali, ma il mio personale approccio ai regali è sempre stato orientato al genere “utile”. Quindi cosa regalare in concreto ad un diabetico?

Provo qui a fare una lista dei desideri:

In primo luogo, per chi è molto danaroso c’è The Seven prodotto dal DEX, l’apparecchio per il controllo continuo della glicemia che in dollari fa $ 999.

Per chi non se lo può permettere, ma vuole comunque tenere sotto controllo la glicemia, si possono regalare delle strisce per il glucometro: ad esempio il Onetouch ultra della Lifescan; una confezione da 25 pezzi a €24.32. E’ vero che che li passa la ASL, ma coi tagli non si sa mai: meglio fare scorta.

Se invece siete messi male potete regalare un bel diario delle glicemie gratuito dal sito della Pic.

Ma per finire per me il migliore regalo di sempre è quello pensato al futuro, per la ricerca: quello per liberarci dal diabete!

Altre idee sono sempre e comunque valide. Buona scelta.

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Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti!
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