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glicosuria

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Da ricordare: la glicosuria è da controllare

GlicosuriaLa glicosuria è la presenza nelle urine di zuccheri: glucosio, galattosio, fruttosio, lattosio e i pentosi. I glucidi vengono filtrati nei reni attraverso i glomeruli e riassorbiti in toto lungo il tubulo prossimale.

In caso di iperglicemia, cioè di livelli sierici di glucosio aumentati (come nel diabete mellito), la capacità di riassorbimento del tubulo può risultare insufficiente, e si avrà glicosuria.

Glicemia e glicosuria sono due test complementari. Il primo ‘fotografa’ la quantità di glucosio presente nel sangue, il secondo, rilevandone assai facilmente la presenza nelle urine, segnala che nelle ultime ore la glicemia ha superato la soglia dei 180 mg/dl.

Negli ultimi anni il successo dell’automonitoraggio glicemico ha messo un po’ in ombra la glicosuria, forse perché è il test della glicemia arrivato più di recente e perché coinvolge l’elettronica, un campo che affascina un po’ tutti”, qualche medico e molti pazienti hanno preso un po’ sottogamba la glicosuria. Ma è un errore: controllare solo la glicemia è come camminare con una gamba sola: tanto è vero che nella prassi della pediatria diabetologica i due esami sono considerati necessari e complementari.

Pensare che controllare la presenza dello zucchero nelle urine è un gesto di una semplicità imbarazzante: prima di tutto perché urinare è naturale in ogni specie vivente, poi mettere una goccia nella striscia reattiva non solo non è invasivo ma consente di fare un controllo importante per capire se il nostro diabete è veramente compensato nei valori glicemici e cercare così di allontanare le complicanze e problemi ai reni (nefropatia diabetica) con il passare degli di vita con la malattia.

Il controllo della glicemia e l’esame HbA1C sono assieme alla glicosuria la terna di controlli basilari per tenere a bada il diabete.

Un tempo antico la glicosuria era addirittura l’unico controllo effettuabile tra le pareti domestiche.

Il prossimo 31 gennaio è dedicato a sensibilizzare la popolazione a non dimenticare il controllo degli zuccheri nelle urine come dei corpi chetonici; basta poco per farci del bene perché i reni sono importanti e tenere la microalbuminuria all’interno di parametri normali ci consentirà di avere una vita lunga e migliore.

Buona glicosuria a tutti!

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Giornata della Glicosuria

GlicosuriaLa glicosuria è la presenza nelle urine di zuccheri: glucosio, galattosio, fruttosio, lattosio e i pentosi. I glucidi vengono filtrati nei reni attraverso i glomeruli e riassorbiti in toto lungo il tubulo prossimale.

In caso di iperglicemia, cioè di livelli sierici di glucosio aumentati (come nel diabete mellito), la capacità di riassorbimento del tubulo può risultare insufficiente, e si avrà glicosuria.

Glicemia e glicosuria sono due test complementari. Il primo ‘fotografa’ la quantità di glucosio presente nel sangue, il secondo, rilevandone assai facilmente la presenza nelle urine, segnala che nelle ultime ore la glicemia ha superato la soglia dei 180 mg/dl.

Negli ultimi anni il successo dell’automonitoraggio glicemico ha messo un po’ in ombra la glicosuria, forse perché è il test della glicemia arrivato più di recente e perché coinvolge l’elettronica, un campo che affascina un po’ tutti”, qualche medico e molti pazienti hanno preso un po’ sottogamba la glicosuria. Ma è un errore: controllare solo la glicemia è come camminare con una gamba sola: tanto è vero che nella prassi della pediatria diabetologica i due esami sono considerati necessari e complementari.

Pensare che controllare la presenza dello zucchero nelle urine è un gesto di una semplicità imbarazzante: prima di tutto perché urinare è naturale in ogni specie vivente, poi mettere una goccia nella striscia reattiva non solo non è invasivo ma consente di fare un controllo importante per capire se il nostro diabete è veramente compensato nei valori glicemici e cercare così di allontanare le complicanze e problemi ai reni (nefropatia diabetica) con il passare degli di vita con la malattia.

Il controllo della glicemia e l’esame HbA1C sono assieme alla glicosuria la terna di controlli basilari per tenere a bada il diabete.

Un tempo antico la glicosuria era addirittura l’unico controllo effettuabile tra le pareti domestiche.

Oggi e ogni 31 gennaio è dedicato a sensibilizzare la popolazione a non dimenticare il controllo degli zuccheri nelle urine come dei corpi chetonici; basta poco per farci del bene perché i reni sono importanti e tenere la microalbuminuria all’interno di parametri normali ci consentirà di avere una vita lunga e migliore.

Buona glicosuria a tutti!

Il diabete in cifre

statistica

Nei giorni scorsi ho fatto una botta di conti, aggiornati, sul diabete (tipo1) da me passato in questi 45 anni. I numeri inseriti dentro un contesto fatto di vita, speranze ed altro ancora possono avere un senso, un significato; è questione di saperlo interpretare.
Nel corso dei quarantacinque anni con il diabete ho fatto (cifre per difetto):
65700 iniezioni d’insulina;
70250 controlli della glicemia;
30190 controlli della glicosuria;
6980 prelievi del sangue;
1000 visite mediche e diagnostica specialistica;
32 ricoveri ospedalieri (di cui 26 tra il 1964 ed il 1978);
29200 siringhe di plastica utilizzate;
16060 aghi con penne per insulina;
20 siringhe di vetro marchio ico (col pistone blu);
1 microinfusore;
54020 strisce per il controllo della glicemia, con relativi aghi pungi dito;
25850 strisce per il controllo della glicosuria;
10 glucometri;
107100 flaconi di insulina.
Della serie: dopo il diabete coi sentimenti, quello con in cifre. Per continuare l’esplorazione nel “magico mondo dei numeri”, sulla base di queste cifre il mio diabete avrebbe un costo annuo, sempre per difetto, di circa 15000 euro. Meditiamo, e continuiamo a puntare lo sguardo e l’impegno nella ricerca. Avanti tutta!

Il database

databaseUna cosa che ho imparato nel corso di questi anni vissuti con il diabete è l’importanza dei dati conservati e tracciati circa i le informazioni fondamentali per capire l’andamento della malattia nel suo insieme (glicemia, glicosuria, insulina, carboidrati, calorie consumate e terapia farmacologica). Tutti questi dati letti dentro uno periodo relativamente breve, tra i cinque e sette anni, danno la dimensione dei flussi di compensazione o meno del diabete. Il punto un tempo era come riuscire ad interpretare e gestire al meglio i numeri ed ordinarli, conservarli in modo adeguato al bisogno. Oggi grazie ai vari applicativi informatici è possibile avere i calcoli ed i rapporti in modo immediato e personalizzato, e come ho già avuto modo di sottolineare gestire o realizzare un buon database per l’autogestione del diabete e la memorizzazione alla lunga delle cifre che lo compongono è utile ed importante per vivere al meglio la vita di tutti i giorni. Poi certo non basta inserire i dati, occorre anche saperli interpretare, incrociare tra loro per che capire l’interazione e gli aggiustamenti da porre nel trattamento dell’insulina e dei medicinali con lo stile di vita (cibo ed attività motoria); e questa è la parte più delicata del percorso quotidiano che mi attende e ci aspetta tutti. Almeno questa è la mia esperienza fin qui vissuta che volevo condividere, un percorso che mi sono autarchicamente adoperato a costruire, poiché non ho avuto dalle strutture preposte alcun via o ispirazione specifica; comunque i risultati ottenuti fin qui mi hanno dato ragione e questo è quello che conta.

L’osservanza

diario

Il diabete è una patologia dove il malato sta al centro nella gestione della vita quotidiana dell’evoluzione dello stato di controllo, sotto il profilo del quadro glicemico, del dosaggio dell’insulina, dell’apporto di carboidrati nell’alimentazione e dell’attività fisica esercitata, dei fattori emotivi, di stress. Una base chiave, dopo un necessario percorso formativo sul diabete, nell’amministrazione del quotidiano è costituita dal diario del diabetico: una tabella giornaliera dove riportare i valori della glicemia fatti con l’autocontrollo casalingo; le quantità di insulina iniettata ed altro utile a capire l’andamento della malattia (come il conteggio dei carboidrati ed il monitoraggio della pressione arteriosa). Nel corso dei miei anni di vita col diabete ho imparato ad acquisire alcuni elementi utili a capire come va il diabete, dall’osservazione di alcuni fattori “corporali”, esempio: guardando il colore dell’urina riesco a capire, indicativamente, la presenza di zucchero nella stessa attraverso il suo colore; se l’aspetto e limpido e trasparente significa un presenza medio – alta di zuccheri; se la tonalità va verso il giallo paglierino, verde chiaro, la glicosuria e normale o accettabile. Altri aspetti che possono far capire nel breve periodo un diabete non ben compensato, sono rappresentati, ad esempio, dal colore del viso: se tende ad arrossarsi facilmente in condizioni normali (non esposizione alla luce solare) questo può essere indicatore di problemi alla microcircolazione vascolare; come anche dai tempi lunghi di rimarginazione dei tagli e ferite si può intendere come va il diabete. L’importante è tenere traccia di queste informazioni e sensazioni e darne comunicazione al medico di base ed allo specialista diabetologo, memorizzandole nel nostro diario.

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Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti!
Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete – se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007).

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