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neuropatia

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Alla cream

BostonUno dei rischi più debilitanti del diabete è la neuropatia periferica , che rischia di avere un impatto su milioni di persone ogni anno, e se non trattata porta come estrema conseguenza all’amputazione dell’arto . I ricercatori dell’Ospedale Pediatrico di Boston stanno lavorando per sviluppare una crema per la pelle che possono alleviare le manifestazioni proprie della neuropatia .
La crema, la quale è stata testata su topi in due prove , volge a migliorare le GDNF ( cellule gliali fattore neurotrofico derivato ), proteine che svolgono un ruolo nello stimolare la crescita dei nervi. Per quelli con piccole fibre neuropatiche – che si rivelano attraverso il dolore e formicolio alle estremità , di solito i piedi – le cellule vengono perse attraverso la degenerazione delle terminazioni nervose . La crema non ricostituisce le GDNF ma aiuta a migliorare gli effetti delle cellule , riducendo così le perdite.
“Quando si utilizza un alimentatore , si ha meno bisogno delle GDNF per attivare i recettori sulla neurone sensoriale “, ha detto Gabriel Corfas , PhD, del FM Kirby Centro di Neurobiologia Pediatrico a Boston. ” I recettori sono attivati più a lungo, e gli effetti delle GDNF sono più forti . ”
Lo studio è potenzialmente una grande notizia per quanti convivono con la neuropatia periferica, in quanto potrebbe nella prospettiva eliminare la necessità di farmaci e altri trattamenti invasivi, che sono tradizionalmente utilizzati per trattare il disturbo , ma non senza alcuni effetti collaterali .
“Le persone sono state in grado di trattare il dolore nelle piccole fibre neuropatiche, ma i trattamenti causano effetti indesiderati, e non c’è niente che può aiutare la perdita di sensibilità, fino a rischiare la perdita dell’arto”, afferma Corfas.
In precedenza le GDNF son state è usate per trattare la neuropatia attraverso iniezioni spinali , che permettevano al corpo di utilizzare le molecole di grandi dimensioni. Invece la crema utilizza un composto di una piccola molecola chiamata XIB4035 .
I topi che hanno ricevuto la crema mostravano miglioramenti non solo nella struttura nervosa , ma anche nella sensibilità riguadagnandola rispetto agli altri senza trattamento.
I ricercatori stanno ora esaminando se la crema ha un impatto sulla neuropatia larga in fibra con lesioni come risultato.

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Di corpo

SubSe cercate un guastafeste a ferragosto, non leggete questo post vi rovinerà certamente la ricorrenza in particolare sotto il profilo conviviale e gastronomico. Difatti oggi affronterò un argomento presente nella storia e realtà del diabete tipo 1, con particolare riferimento all’esordio infantile, giovanile contraddistinto da un gestione problematica del compenso glicemico. Insomma per farla breve e venire al dunque si tratta del rapporto, molto stretto tra diabete e sistema gastrointestinale, l’esistenza di un quadro di controllo della glicemia scarso e inefficace per molto tempo di fatto porta a provocare effetti e danni al tratto gastrointestinale.

Le implicazioni che interessano l’apparato digerente sono molteplici e non è qui il momento per riprenderle tutte altrimenti corro il rischio di sfrittelare ogni componente strutturale del universo mondo, inoltre già con precedenti post ho trattato di alcuni argomenti su stomaco e dintorni: ad esempio la gastroparesi e la neuropatia autonomica.

Uno degli effetti fisici di una pesante iperglicemia prolungata nei giorni è data dalla cosiddetta diarrea diabetica: solitamente colpisce tra il 10 e 22% dei diabetici, tipicamente giovani (20-40 anni) e con maggior incidenza nel genere maschile, tali manifestazioni coesistono di solito con una neuropatia periferica.

Nel corso della storia di vita con il diabete la motilità intestinale costituisce un aspetto di coabitazione forzata con la patologia: infatti la regolarità nel menzionato tratto costituisce un desiderio poiché spesso e volentieri si alternano lunghi periodi di stitichezza, stipsi a brevi momenti di scariche diarroiche.

All’interno di tutto il predetto quadro non sempre il fattore scatenante è riconducibile allo scompenso glicemico: da una osservazione del comportamento alimentare e dello stile di vita del diabetico si può ricavare come il diabetico ha una dieta giornaliera povera di fibre alimentari, beve poco e fa una vita sedentaria, tutte cose che finiscono per incrementare la difficoltà nella regolarità intestinale, senza pensare subito male e dare la responsabilità alla patologia.

Infine la nostra attenzione va tenuta anche verso alcuni tipi di cibi che possono generare una reazione avversa con diarrea e turbolenze, senza pensare alla celiachia basta prendere in considerazione alcune possibile intolleranze alimentari come causa, esempio: lattosio, peperoni, frutti di mare

Ecco teniamo conto che il nostro apparato dirigente anche per via del diabete è molto delicato, pertanto osserviamo la massima igiene alimentare nella preparazione e lavaggio dei cibi, e cerchiamo di ricordare gli alimenti per cui abbiamo avuto problemi durante l’assimilazione e digestione, sono tutte informazioni utili a farci stare meglio e a fornire indizi per la diagnosi agli specialisti qual ora ce ne sia necessità.

Neurosimpatia

Ieri ho fatto una visita neurologica per portare a sintesi gli esami svolti su prescrizione del neurologo (elettroencefalogramma e risonanza magnetica encefalica) per indagare sui sintomi da me testimoniati di brevi episodi d’assenza. Nella fase infantile del mio diabete mi avevano riscontrato “il piccolo male” una forma epilettica che tendenzialmente colpisce  nell’età pediatriche e regredisce con lo sviluppo puberale, ed è stato il mio caso.

I referti degli esami sopra citati hanno dato esito negativo, ma il medico ha affermato che la mia condizione va tenuta sotto controllo per due ordini di motivi:  l’anzianità diabetica e il delicato equilibrio su cui si poggia, lo stress psico-ossidativo che va ad interessare le mie fibre nervose.

Il fatto evidente in questo processo evolutivo della mia vita, su cui debbo avere sempre la coscienza attiva, che ogni parte del mio essere non va trascurata perché guadagnare tempo è l’unica azione che posso umanamente fare.

Neuro sense

Ieri sono stato a fare una visita neurologica per cercare di approfondire alcuni problemi che continuano a verificarsi nel corso di queste ultime settimane e non solo: frequenti emicranie, momenti di assenza a livello cognitivo, difficoltà nel coordinamento dei movimenti solo per citarne alcune;  tutte queste sintomatologie possono essere preludio di qualche condizione più seria?

L’incontro con il neurologo ha messo in luce la necessità di approfondire la ricerca delle cause di questo mio stato attraverso alcuni passaggi diagnostici, ed in particolare: la risonanza magnetica encefalica e cervicale con contrasto; per quanto concerne gli altri aspetti citati, probabilmente da ricondursi ai problemi di alterazione combinata  tra valori glicemici e pressori, ancora una volta lo specialista ha sottolineato come ci possono essere delle reazioni del mio sistema immunitario che vanno ad incidere nella trasmissione ai centri nervosi, e prendendo spunto da questa analisi mi ha proposto degli esami del sangue per entrare più addentro al quadro patologico.

Terminato il percorso di esami e diagnostica per immagini dovrò tornare dal medico neurologo per intraprendere il percorso terapeutico necessario a cercare di risolvere i problemi fin qui descritti.

Questione di nervi

neuro

La neuropatia diabetica è una complicanza del diabete a mio avviso spesso sotto stimata, e questa situazione come le altre è frutto di un scompenso glicemico di lunga durata che può portare, se non contrastato rimettendo in equilibrio i tassi di zucchero nel sangue, a grandi problemi agli arti periferici (piedi e gambe).

Ma la neuropatia va ad interessare molte altre parti del nostro corpo, esempio: il tratto gastrointestinale, come lo svuotamento della vescica urinaria, e la funzione sessuale; quindi tutti aspetti della vita affatto marginali, e che in particolare vanno ad interessare i diabetici di lungo corso con la patologia.

Da quello che mi hanno detto i neurologi l’unico modo per cercare di evitare complicazioni neuropatiche con il diabete è di tenere a bada il compenso della glicemia: altre soluzioni farmacologiche e simili non ce ne sono al momento.

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Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti!
Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete – se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007).

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