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neuropatia

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Da dentro

pozioneA volte ritornano: già nel passato avevo scritto circa un legame tra equilibrio del diabete di tipo 1 e il funzionamento, la regolarità intestinale: con la situazione  iperglicemica verificatasi la settima scorsa, l’ipotesi di una connessione tra i predetti fattori la vedo come una ulteriore conferma. Al di là del sentire che nell’area intestinale risiede massima parte delle nostre difese immunitarie, ho la concreta e tangibile prova che quando si manifestano degli svarioni nella glicemia registro una condizione di difficoltà d’insieme in tutto l’apparato digerente, con uno stato di difficoltà presente nell’assumere e assimilare l’alimentazione e di forte tensione nell’area addominale, oltre ad una difficoltà seria a mantenere nel periodo breve la regolarità evacuativa. Il problema fin qui descritto è andato a crescere, ovvero lo avevo già presente dall’infanzia e nel momento attuale è andato a radicarsi, con episodi di irritazione intestinale e come reazione ad alcuni specifici alimenti (alcune specie di pesce e formaggi), che hanno dato uno squilibrio, limitato per fortuna nel tempo, al mio diabete. In ogni  modo, grazie al mio autocontrollo, non sono arrivato ad avere la gastroparesi diabetica ed altre forme di neuropatia autonomica legata sempre alla malattia, ma la vigilanza va sempre tenuta alta.

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Aggiornamento “Alla Testa”

brainRispetto al post dello scorso 24 febbraio dal titolo: “Alla testa”; sono riuscito ad effettuare la visita neurologica avvalendomi dei servigi di una assicurazione sanitaria privata, il consulto l’ho fatto ieri. Data la mia “anzianità” col diabete (45 anni) la neurologa ha rilevato come la cefalea pulsante all’emicranio destro persistente da giorni necessita di un approfondimento diagnostico, onde poter individuare un percorso terapeutico. In poche parole dovrò fare in tempi brevi un encefalogramma ed una risonanza magnetica cerebrale, nell’ipotesi che gli attacchi cefalalgici siano  di natura irritativa vascolare cronica, in considerazione del mio precedente Stroke minor (anno 2004), piccolo male dell’infanzia e diabete tipo 1 combinato con episodi sincopali ripetuti tra gli anni 2004 e 2006. Per fortuna lo specialista non ha riscontrato una neuropatia diabetica nell’articolazioni periferiche. In conclusione posso affermare che gli esami non finiscono mai, e pure l’escalation di visite mediche specialistiche che già nel periodo sono frequenti. Nota a piè di pagina: il neurologo mi ha indicato di stare calmo, perché il diabete induce alla sensibilità dell’organismo negli sbalzi umorali con conseguenti problemi sull’intero organismo. Ma guarda…

Neuroapatia diabetica

 nervi

Nell’ambito della divulgazione alle masse del diabete mellito e delle sue complicanze mi è capitato di constatare come ci sia una certa forma di reticenza, una certa scarsità informativa, nell’illustrare cos’è e cosa comporta per il diabetico la neuropatia diabetica "autonomica".

Certo rispetto alla neuropatia diabetica di tipo articolare e doloroso, quella autonomica (che è la più diffusa) sembra meno pressante a livello sintomatologico, e quindi può essere trascurata.

Ma ritengo che a livello di informazione, di rapporto medico – diabetico, ci debba essere un chiaro interagire in proposito. Perché sintomi quali: inconsapevolezza dell’ipoglicemia, diminuito diametro della pupilla adattata al buio, tachicardia, iperidrosi, gastroparesi diabetica, eiaculazione retrogada, disfunzione erettile, cistopatia, vescica neurogenica, lubrificazione  vaginale difettosa; non sono fattori da sottovalutare, soprattutto quando il diabete è di tipo 1 è l’interessato, interessata, sono giovani adulti; con tutte le conseguenze che una complicanza di questo genere può avere per la vita delle persone, come nella sfera affettiva e riproduttiva.

Infine la neuropatia è la chiara risultanza di un quadro manifesto di scompenso glicemico del diabete, che richiede le necessarie azioni rivalutative.

A proposito di neuropatia diabetica

piedi

I diabetici che fumano hanno il doppio di possibilità di soffrire della neuropatia diabetica, è questo il lapidario concetto emerso dai ricercatori della clinica di Mayo a Rochester, Minnesota (USA), nel corso dell’annuale riunione dell’Accademia americana della medicina del dolore. Il primo impatto fisico dell’insorgere della neuropatia diabetica avviene nella circolazione periferica, nei piedi, nelle gambe e braccia. Continuare a fumare, insomma, rappresenta un rischio raddoppiato di convivere col dolore e poi attraverso un percorso difficile di riabilitazione, è quanto ha affermato uno dei ricercatori: Il Dott. Gallagher; quindi la prospettiva deve rappresentare una buona motivazione per smetterla con il fumo, soprattutto per la fascia più povera della popolazione.

fonte: American Academy of Pain Medicine 15/2/2008

Neuroapatia diabetica

Neuropatia diabetica

Quando penso al vario e vasto catalogo di opzioni offerte dalla neuropatia diabetica ho come uno stato di confusione: neuropatia sensitiva, motoria, autonomica e via andare. Insomma un diabete mal controllato offre un ampio spettro di possibilità per star peggio, e passare male la propria vita. Io, ad esempio, in questo canovaccio di opportunità ho scelto scelto la neuropatia diabetica autonomica: quella forma che può dare anomalie della regolazione del battito cardiaco o bruschi cali di pressione quando ci si alza in piedi in fretta: così come vi può essere ridotta o aumentata motilità intestinale per interessamento delle fibre autonome che innervano l’apparato digerente. Inoltre, l’alterazione delle fibre autonome può attenuare o far scomparire i primi segni dell’ipoglicemia rendendone difficile il suo riconoscimento.

Esempi pratici: nel 2004, lo stesso anno in cui son stato colpito da una forma lieve di ictus e da un’elevata infiammazione dell’artrite reumatoide, ho subito, alcuni mesi dopo, un ulteriore ricovero per sospetto “morbo di crohn”, oggi rimesso. Il tutto allora contrassegnato da un considerevole calo di peso (da 63 a 56 kg in in pochi giorni, anemia, calo verticale dell’emoglobina e dell’ematocrito, diarrea con scariche pluri quotidiane) e da un ulteriore ricovero con trasfusioni di sangue, ed ulteriori approfondimenti diagnostici (gastroscopia, colonscopia, clisma del tenue, ecc.,). In realtà allora non fu “morbo di croh”, ma bensì un forma di neuropatia diabetica autonomica, per fortuna poi rientrata.

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