Cover libroCover libro

Anna e Giulio, atleti con diabete, protagonisti di un libro che denuncia un’ingiustizia normativa e celebra il coraggio di chi non accetta limiti imposti dal pregiudizio

Quando il talento sfida il pregiudizio

C’è un posto dove il sudore ha il sapore dolce dell’impresa, e il sacrificio si veste di gloria. È il mondo dello sport, dove ogni giorno si riscrive la grammatica del possibile. Ma per qualcuno, quel verbo “potere” è ancora ostacolato da un’ombra antica, da una legge del 1932 che sembra uscita da un libro di storia, non dal codice di uno Stato moderno. È in questo solco che si inserisce “Diabete a 5 cerchi”, il libro scritto da Federico Serra e Fabio Mazzeo, presentato il 4 aprile 2025 nella sede del CONI, un inno al coraggio di due giovani atleti: Anna Arnaudo e Giulio Gaetani.

Due campioni, una sfida invisibile

Anna è mezzofondista, Giulio schermidore. Due storie diverse, unite da un destino comune: convivere con il diabete di tipo 1. Una condizione che richiede attenzione, disciplina e forza mentale. In altre parole, le stesse virtù di un atleta olimpico. Eppure, in Italia, questa diagnosi è ancora una barriera per accedere ai gruppi sportivi militari. Un ostacolo insormontabile non per la malattia, ma per un Regio Decreto del 1932 che esclude i diabetici da queste carriere.

L’ingiustizia normativa: quando il passato ostacola il futuro

“Nel 2021 ho vissuto la mia miglior stagione atletica”, racconta Anna, “e fui contattata da più gruppi sportivi militari. Ma quando scoprii di non essere idonea, fu uno schiaffo. Non bastavano i risultati?”. Giulio, che convive col diabete dall’età di due anni, rincara: “Senza l’arruolamento, non possiamo rendere il nostro sogno davvero professionale”.

È qui che il libro diventa un atto d’accusa, una testimonianza vibrante contro la discriminazione normativa. Lo sottolinea anche il Presidente del CONI Giovanni Malagò, parlando di “una campagna sacrosanta per il riconoscimento di diritti”.

L’inclusione non è una medaglia, è un diritto

Oggi l’esclusione non è solo una ferita personale, ma una questione collettiva. Come spiega l’On. Roberto Pella, “è anacronistico che una legge ignori i progressi della medicina”. E per questo è stato depositato il Disegno di Legge Atto Senato 1276, con l’obiettivo di modificare le norme sull’arruolamento degli atleti con diabete nei corpi dello Stato.

La Sen. Daniela Sbrollini rilancia: “Superare questi limiti è una battaglia di civiltà. Lo sport è uno strumento di crescita e inclusione”.

Sfoglia il libro a questo link: https://bit.ly/41ZyU2r

Copertina libro

Una luce che brilla oltre la glicemia

“Questo libro è un grido di speranza e orgoglio”, afferma Raffaella Buzzetti, presidente della FeSDI. Atleti come Anna e Giulio sono seguiti da un doppio team: quello sportivo e quello diabetologico. Una squadra invisibile che consente loro di tenere a bada l’insulina mentre rincorrono il podio.

Riccardo Candido, presidente AMD, sottolinea l’umiltà che emerge da ogni pagina: “Ci aspettiamo che gli eroi siano invulnerabili, ma ciò che emerge è la loro straordinaria umanità”.

Il sogno olimpico è anche un sogno di equità

Chi ha detto che con il diabete non si possa volare alto? Steve Redgrave ha vinto 5 ori olimpici nel canottaggio. Gary Hall Jr ha stabilito record mondiali nel nuoto. Alexander Zverev, oro nel tennis alle Olimpiadi di Tokyo, oggi è un modello per milioni di giovani. E ancora, il Team Novo Nordisk nel ciclismo, Charlotte Drury nella ginnastica: tutte storie che gridano che sì, si può.

Non è retorica, è realtà. Lo sport è medicina per il corpo e per l’anima, e chi lo pratica con il diabete lo sa bene: migliora la glicemia, rafforza l’autostima, costruisce senso di comunità.

Oltre il libro: un manifesto per cambiare il Paese

“Diabete a 5 cerchi” non è solo un libro. È un manifesto per chi crede che il talento non debba essere misurato con l’emoglobina, ma con la passione e la perseveranza. Un appello ai decisori politici, ai cittadini, agli allenatori, ai medici. Perché il diritto allo sport non può avere controindicazioni.

Anna e Giulio sono già campioni, due volte: per le medaglie e per la dignità con cui combattono. Le loro storie vanno lette, condivise, portate nelle scuole, nelle palestre, nei cuori.

Come diceva Redgrave: “Il diabete vive con me, non io con lui”. E in quella frase c’è tutta la potenza di chi non si arrende.


Hashtag consigliati per i social media:
#DiabeteA5Cerchi #SportInclusivo #AnnaEGiulio #DiabeteTipo1 #AtletiConDiabete #StopLegge1932 #DirittiSportivi #OlimpiadiInclusione #SportÈSalute #FeSDI #DiabeteNonÈLimite

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.