Ecco l'infografica che confronta la gestione tradizionale del diabete (MDI + CGM) con i sistemi di somministrazione automatizzata di insulina (AID), evidenziando i benefici in termini di TIR, HbA1c e riduzione del rischio di ipoglicemia.Ecco l'infografica che confronta la gestione tradizionale del diabete (MDI + CGM) con i sistemi di somministrazione automatizzata di insulina (AID), evidenziando i benefici in termini di TIR, HbA1c e riduzione del rischio di ipoglicemia.

I sistemi AID migliorano il controllo glicemico e la qualità della vita, ma l’accesso è ancora limitato. È tempo di garantire pari opportunità a tutti i pazienti.

Riassunto:
I sistemi di somministrazione automatizzata di insulina (AID) offrono un controllo glicemico superiore e una migliore qualità della vita per le persone con diabete di tipo 1. Tuttavia, le barriere all’accesso ostacolano la loro diffusione. Scopri perché è cruciale garantire a tutti i pazienti l’opportunità di beneficiare di questa tecnologia.


Il futuro è l’AID, ma l’accesso non è per tutti

Negli ultimi dieci anni, i sistemi di somministrazione automatizzata di insulina (AID) hanno rivoluzionato la gestione del diabete di tipo 1, offrendo un controllo glicemico senza precedenti e riducendo il carico quotidiano della malattia. Eppure, nonostante i dati clinici e le evidenze del mondo reale dimostrino la loro efficacia, molte persone con diabete di tipo 1 (PwT1D) non hanno ancora accesso a questa tecnologia salvavita.

Le ragioni sono molteplici: costi elevati, restrizioni normative, disinformazione tra operatori sanitari e disparità nell’accesso alle cure. È giunto il momento di agire.

Il CGM non basta: perché l’AID è la soluzione migliore

Il monitoraggio continuo del glucosio (CGM) è stato un passo avanti cruciale nella gestione del diabete, fornendo dati in tempo reale e riducendo i rischi di ipoglicemia. Tuttavia, il CGM da solo, associato a iniezioni multiple giornaliere di insulina (MDI), non è sufficiente per garantire un tempo nel range (TIR) ottimale del >70% e una HbA1c <7%, soglie raccomandate dalla comunità scientifica.

Lo studio DIAMOND ha evidenziato che l’uso del CGM con MDI ha migliorato il TIR solo fino al 51%, riducendo l’HbA1c dello 0,6% da una baseline dell’8,6%. Ma un valore <7% è stato raggiunto solo dal 18% dei partecipanti, con il tempo sopra il range (TAR) ancora al 44%. Questi dati dimostrano che, sebbene il CGM sia utile, non basta da solo a ottimizzare il controllo glicemico.

L’AID: una rivoluzione supportata da evidenze scientifiche

Gli studi clinici e i dati del mondo reale su migliaia di pazienti dimostrano che i sistemi AID permettono di raggiungere in sicurezza un TIR compreso tra il 65% e l’80% in tutte le fasce d’età.

Rispetto alla terapia con MDI + CGM, l’AID porta:
Un aumento del TIR del 20-30%
Una riduzione dell’HbA1c dell’1,5-2,4%
Una minore esposizione all’iperglicemia (TAR <25%)
Un minor rischio di ipoglicemia grave (TBR <4%)

Questo significa meno complicanze micro e macrovascolari, meno stress per i pazienti e i caregiver e una gestione quotidiana semplificata della malattia.

L’obiettivo per il 2025: accesso universale ai sistemi AID

I dati dello studio DCCT hanno già dimostrato che l’iperglicemia cronica è la principale causa di complicanze nel diabete di tipo 1, aumentando il rischio di retinopatia, nefropatia e danni cognitivi nei bambini. Più recentemente, i dati di monitoraggio hanno confermato che un miglior tempo nel range (TIR) è direttamente correlato a una minore incidenza di complicanze.

Inoltre, rispetto alle terapie tradizionali, l’AID riduce significativamente il peso della gestione del diabete, offrendo più libertà e meno stress alle persone con T1D e ai loro familiari.

Perché le barriere all’accesso sono inaccettabili

Nonostante le prove schiaccianti, il sistema sanitario non è ancora adeguato nel garantire un accesso equo all’AID.

Le barriere più comuni includono:
Costo e rimborsabilità limitata – In molti paesi, il costo dei dispositivi non è completamente coperto.
Resistenze tra gli operatori sanitari – Alcuni medici richiedono requisiti ingiustificati, come un HbA1c molto alta o la capacità di conteggiare i carboidrati.
Pregiudizi socio-economici e razziali – Non tutti i pazienti ricevono le stesse opportunità di accesso alla tecnologia.

Nel Regno Unito, il National Institute for Clinical Excellence (NICE) ha adottato misure per garantire il finanziamento dell’AID per tutte le persone con diabete di tipo 1. È tempo che anche altri sistemi sanitari seguano questo esempio.

Un appello all’azione: garantiamo il diritto all’AID per tutti

Per colmare questo divario, è necessario che le organizzazioni sanitarie, i decisori politici e i sistemi sanitari adottino politiche concrete per garantire l’accesso universale ai sistemi AID.

Proposte per il cambiamento:
Ogni persona con diabete di tipo 1 deve poter scegliere un sistema AID fin dalla diagnosi o il prima possibile
Le motivazioni per cui non viene offerta questa opzione devono essere documentate nelle cartelle cliniche
La scelta del dispositivo deve essere personalizzata in base alle esigenze del paziente, senza pregiudizi
I sistemi sanitari nazionali devono garantire un accesso equo e finanziamenti adeguati per democratizzare i benefici dell’AID

Conclusione

Il diabete di tipo 1 è una condizione che richiede un monitoraggio costante e un controllo glicemico ottimale per prevenire complicanze a lungo termine. La tecnologia AID offre una soluzione efficace e comprovata per migliorare la qualità della vita e ridurre l’incidenza di iperglicemia e ipoglicemia.

Non possiamo più accettare che fattori economici, burocratici e culturali ostacolino il diritto alla salute delle persone con diabete. Il momento di agire è ora.

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Ecco l'infografica che confronta la gestione tradizionale del diabete (MDI + CGM) con i sistemi di somministrazione automatizzata di insulina (AID), evidenziando i benefici in termini di TIR, HbA1c e riduzione del rischio di ipoglicemia.
Ecco l’infografica che confronta la gestione tradizionale del diabete (MDI + CGM) con i sistemi di somministrazione automatizzata di insulina (AID), evidenziando i benefici in termini di TIR, HbA1c e riduzione del rischio di ipoglicemia.

Riferimento: Diabetes Technology & Therapeutics 25 febbraio 2025

Autori: Banshi Saboo, Satish Garg Satish, Richard M. Bergenstal, Tadej Battelino, Antonio Ceriello, Pratik Choudhary, Martin De Bock, Nancy Elbarbary, Gregory Forlenza, Ana Maria Gomez, Bruno Grassi Corrales, Julia Mader, David O’Neal, e Peter Schwarz for the Call-to-Action Coalition