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La malattia come la legge non ammette ignoranza. A questa conclusione sono giunto nel mio peregrinare di ambulatorio in ambulatorio, di ospedale in ospedale, nel corso della vita, e rileggendo libri, pubblicazioni nelle loro svariate forme e contenuti. Il mio cammino più avanzava e sempre con maggiore consapevolezza maturava la sintesi che l’informazione e conoscenza non solo è potere, ma serve per restare a galla e mantenere il timone tra gli alti e bassi delle maree.

Il cappello filosofico d’introduzione l’ho messo appositamente in relazione al fatto della vita che si collega al diabete, ripercorrendo a ritroso il mio tempo. Ovvero di fronte alla scoperta del diabete, alle regole e variabili che una condizione del genere pone nel vivere quotidiano e anche alle subdole sorprese a cui capita di inciampare, quali sono le reazioni possibili?

L’istinto in casi del genere non aiuta, a mio avviso la cosa migliore da fare e ragionare, informarsi per gestire la vita quotidiana con il compagno indesiderato. La differenza in questi casi la, in aggiunta, lo stato sociale d’estrazione del diabetico: più il censo è basso e maggiori saranno le difficoltà di gestione e autonomia della malattia, un dato ormai certo sia nell’esperienza personale che nei riscontri dati dalla ricerca in campo scientifico sul tema.

Ecco perché l’educazione permanente è un fattore strategico per portare a un miglioramento della vita con il diabete, e diffonderla, renderla fruibile ovunque sul territorio nazionale è non solo necessario, ma dico obbligatorio per la salute, in ogni forma, pubblica.

Nel 1978 quando venne varata la riforma sanitaria che aboliva il sistema delle mutue e introduceva un servizio sanitario pubblico garantito a tutti, oggi di fatto dimezzato e messo in discussione, l’allora parola d’ordine era: prevenire è meglio che curare. La parola d’ordine non è quasi mai stata applicata. Oggi è necessario riesumarla in concreto semplicemente facendo educazione permanente, come nel caso del diabete, e magari invece di investire milioni di euro per canali digitali televisivi di dubbia utilità, la cosa migliore da mettere in piedi, ad esempio, sarebbe un bel canale tipo D-Life, monotematico e tutto dedicato a noi diabetici.

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