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E mentre sta per giungere il giorno

Lo so migliaia, milioni e miliardi di messaggi scritti, audiovisivi ci ricordano ogni istante che si avvicina il Natale e, anche se spaventati dalla crisi e dai “sacrifici umani” determinati con manovra del Governo, il nostro cuore ci porta a ricordare l’avvento per noi le nostre famiglie e a quanti vogliamo bene.

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Da diabetico di vecchia data, e non me ne vanto a parte il fatto d’esser ancora vivo a raccontarlo, ricordo i vari passaggi della mia giovane vita in ospedale anche per la feste comandate da infante, tra i tre e dieci anni d’età. E sapete cosa mi è rimasto di più terribile di quella pagina della mia vita, ancor più delle sofferenze della malattia, delle torture fisiche subite per fare esami dolori, prelievi del sangue con aghi che sembravano chiodi infilati in vena, ecco il fatto ancor più doloroso per me era rappresentato dalla privazione della mia libertà, del dover essere alle dipendenze di qualcuno, di non poter stare con gli altri bambini come me a giocare, scherzare, vivere. Invece ero ingabbiato nel mio lettino con le sponde.

Oggi sono adulto maturo mentre scrivo queste memorie spero bene per un bimbo, ragazzo diabetico non vi sia più da patire d’un ricovero e altrettante sofferenze, anche se già un giorno solo fa male e paura, come nel remoto passato appena raccontato. Aggiungo nella dolorosa esperienza di giorni, settimane e mesi passati tra le camere d’un ospedale assieme a tanti altri bambini colpiti da malattie molto ben più gravi della mia e letali: tumori, patologie geniche e deformanti, il desiderio di non vedere più, dico mai più un bambino piangere e soffrire per vivere rimane dentro di me fino alla fine dei miei giorni, così come sapere che, ancora oggi, vi sono ancora tante morti in culla, bianche o per abbandono rende un dolore indicibile e insopportabile.

Io lotterò fino alla fine perché quanto ho scritto prima non accada più, lo so è un sogno, una favola, ,una speranza, un’utopia, ma ci credo e son certo un dì l’uomo dirà: sono riuscito a sconfiggere la morte e la sofferenza infantile, giovanile. Il regalo che vorrei per Natale non è per me ma per tutti i bimbi e ragazzi di oggi, domani, di essere liberati dal sofferenze del male, della malattia, e comunque di non dover più patire della privazione della loro libertà, nell’età più bella e unica: la giovinezza.

Ecco il regalo che pretendo, voglio! E sostengo la ricerca anche in queste ore per poter presto vederlo realizzare.

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Categorie:Ricerca, Vivo col Diabete

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