Emozioniamo

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Congratulazioni Martina!

Ieri era la Giornata mondiale del Diabete e una dei pilastri del blog: Martina Gombi, si è laureata in scienze della comunicazione presso l’Università di Bologna proprio presentando una tesi sulle campagne di informazione sul diabete tipo 1.  Io e Klaudeta Kostaj tutti gli autori ci uniamo in questo importante momento della sua vita, l’inizio di un percorso che sarà ricco di successi e soddisfazioni. Brava Martina!!!

Ogni persona che passa nella nostra vita è unica.

Sempre lascia un po’ di se e …

si porta via un pò di noi.

Ci sarà chi si è portato via molto,
ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla.
Questa è la più grande responsabilità della nostra vita
e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.

Jorge Luis Borges

Dieci anni di me e di voi

“Benvenuto nel blog, da oggi comincia questo spazio dedicato al diabete, un momento speciale per dare e condividere esperienze, informazioni, spero utili. Ciao a tutti da Roberto Lambertini.”

Beh oggi di pubblicare la ricetta del venerdì proprio non me la sono sentita: dieci anni fa il 3 novembre cominciava di lunedì, in modo secco e stringato, due righe appena, un viaggio narrativo, informativo ed altro ancora di questo spazio nella rete denominato Il Mio Diabete. Francamente resto sempre sorpreso da sta cosa.

Nel 2007 cominciai così per provare, siccome in rete giravano diverse innumerevoli panzane e cretinerie sul diabete, della serie facciamo di tutta un’erba un fascio, allora vado a tentare nel mio piccolo di contribuire a raccontare cosa vuol dire rapportarsi e gestire tale cosa. La struttura del blog era quella idonea per farlo: un diario giornaliero come quello della glicemia, solo che non ci metti i numeri esternati, visualizzati dal glucometro ma altre cose. Le visite mediche, quel che provi, come t’arrangi nel quotidiano tra un valore strano e una reazione imprevedibile. Poi da cosa nasce casa piano, piano lentamente e ci si allarga verso nuovi orizzonti.

Impari a vivere meglio con la malattia, ti informi e dai notizie, dalla scienza e non cose utili, ma anche futili. Vedi e conosci, o almeno credi, gente.

Poi la famiglia del blog si allarga con due colonne portanti: Klaudeta Kostaj e Martina Gombi. Poi arrivano altri giovani a raccontare le loro vite, e chissà cosa altro accadrà?

Sapete questa esperienza è veramente unica per me: non sono mai andato avanti così a lungo con la stessa cosa. Quando cominciai mi ero detto: vado avanti un mese e o due poi basta e tante volte ho pensato di smettere. L’anno scorso l’ho fatto per un mese, persi dei collaboratori importanti, poi…. si è ancora qui.

Domani faremo Diabeteasy, un appuntamento per offrire ai diabetici tipo 1 in concreto quella che è la missione del Mio Diabete: informare, formare e motivare, a cui aggiungo il neologismo di fresca creazione – scomplicare il mio, nostro diabete, con la ricerca scientifica, la cura e molto altro ancora.

Con molti di voi domani ci incontreremo per la prima volta ed Io, Klaudeta e Martina vogliamo ringraziarvi tutti, e specie quanti verranno all’evento da molto lontano.

Perché l’ago lo usiamo tutti i giorni tante volte al giorno, ma è il filo che occorre tendere per restare collegati, in contatto e crescere sapendo le cose, condividendole e vivere oggi sapendo che il domani sarà migliore.

Grazie!



Per Elisa

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Ciao sono Elisa e ho 19 anni. Il 23 giugno 2005 la mia vita è cambiata; dopo diverse analisi i medici hanno trovato la mia glicemia a 472 e i miei genitori, increduli che una bambina potesse avere il diabete, mi hanno portata all’ospedaletto Giovanni XXIII di Bari. Potreste pensare che il mondo mi sia caduto addosso, ma invece no. Con l’aiuto di mia madre ho fatto l’insulina con la penna per cinque anni, finché la dott. ssa Piccinno mi ha coinvolta nel primo campo scuola per diabetici a Cannole (LE). Da quel momento ho saputo gestire la mia patologia. Nel 2013 ho partecipato al Dynamo camp in Toscana con altri ragazzi; è stata un’esperienza stupenda grazie alla quale abbiamo imparato a confrontarci riguardo al nostro “problema” ma ci siamo anche divertiti tanto. Per circa tre anni ho portato il bottoncino che mi ha permesso di fare l’insulina con la penna ma senza la necessità che mi bucassi ogni volta.

Da un anno invece ho il microinfusore e il monitoraggio continuo, con il quale posso controllare la glicemia. Se prima facevo sette-otto controlli glicemici con il glucometro ogni giorno, ora sono solo quattro o cinque.  Sono felice di avere a disposizione questi apparecchi che migliorano la vita e ti aiutano a capire che la vita è oltre il diabete, non il diabete. Ho capito che il “mio diabete” è il mio “migliore amico” perché mi ha aiutata a crescere e a gestire anche delle situazioni senza il quale non avrei saputo affrontarle. Molto spesso mi fa arrabbiare per via delle ipo o iper-glicemie ma sono del parere che anche in questi casi si continua a crescere e ad imparare che la vita continua e che non si ferma al Diabete, perchè non è assolutamente un ostacolo. Mi rivolgo a tutti coloro che credono di non poter continuare a vivere una vita facile perchè c’è il diabete. Ricordatevi che siete uguali a tutti i vostri amici, senza differenze. Nessuno può impedirvi di crederci, l’importante è che siate voi a condurre il “vostro amico” e a prendervene cura, perchè è facile che se ne vada per la sua strada da solo.

Il Mio Diabete ringrazia Elisa per questa testimonianza che ci fa crescere. Roberto



Siamo quel che sono

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Seppure contro voglia tocca fare qualcosa. L’ozio oggi denigrato non ci ha mai lasciato. L’origine di tutti i mali qual è? Senz’altro uno: il pensiero, poiché e dalla mente che nasce tutto: immaginazione e distorsione si fanno strada e quando l’individuo è convinto di essere il “garante” della verità assoluta allora si può star certi che la prospettiva non è buona.

E l’unica certezza che abbiamo è e resta la morte il resto sono probabilità che mutano in relazione col crescere degli anni, dell’età.

Ma per vivere nell’incertezza o falsa ma rassicurante certezza quali possibili vie da percorrere ci sono?

In ogni momento, ognuno riceve una grande quantità di informazioni provenienti dal mondo circostante; la mente ne può gestire solo un certo numero alla volta: circa 126 bit di dati al secondo in base allo studio di Csíkszentmihályi del 1956. Al contrario, un’intera conversazione “pesa” circa 40 bit, cioè un terzo della nostra capacità, e questo è il motivo per cui non è facile focalizzare l’attenzione su altre attività quando si sta tenendo un discorso.

Solitamente ciascuno di noi è in grado di decidere su cosa vuole concentrare la propria attenzione. Tuttavia, quando si è in flusso e completamente assorbiti nell’azione e, senza prendere coscientemente una decisione, si perde la consapevolezza di tutte le altre cose: tempo, persone, distrazioni e persino esigenze fisiologiche. Ciò si verifica perché tutta l’attenzione è occupata da quella particolare azione e non ne resta per le altre attività, pur necessarie.

La condizione richiede un totale coinvolgimento individuale con: focalizzazione sull’obiettivo, motivazione intrinseca, positività e gratificazione nello svolgimento dei compiti.

Ragion per cui le fasi che portano al recupero motivazionale dopo un trascorso di crisi e rifiuto dei trattamenti e controlli complessivi presenti con il diabete, sono fondamentali e determinanti per il buon seguito della vita in generale e con la patologia in particolare.

Il flusso sincretico annoverato nei processi ablativi comprensivi ci porta a cambiare nonostante il fragore del vento e il mutare del mare che fanno squadre nel scuotere l’energia della terra tra lava e lapilli ma anche gli squilli variopinti di un telefono intelligente.

Le possibilità per rendere l’approccio di sistema più produttivo sono importanti poiché alleviano le nostre frustrazioni. C’è bisogno di migliorare la comunicazione paziente-medico-operatore, così come di spostare l’attenzione su quello che possiamo fare al di fuori delle interazioni dell’assistenza sanitaria.”

La gestione consapevole e indipendente diventa allora la base di tutto: sia per partire che per riprendersi dopo una fase di criticità.

Ecco dove sta la forza dell’individuo e del gruppo.



Che cosa succede al tuo corpo quando sei stressato?

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Ognuno di noi si sente stressato di volta in volta – è tutto parte degli alti e bassi emotivi della vita. Lo stress ha molte fonti, può venire dal nostro ambiente, dal corpo, o dai nostri pensieri e da come vediamo il mondo che ci circonda. È molto naturale sentirsi sotto pressione come, ad esempio, nel periodo degli esami – ma siamo fisiologicamente progettati per affrontare lo stress e reagire a questo.

Quando ci sentiamo sotto pressione il sistema nervoso istruisce il nostro corpo per rilasciare gli ormoni dello stress compreso l’adrenalina, la noradrenalina e il cortisolo. Queste producono cambiamenti fisiologici per aiutarci a far fronte alla minaccia o al pericolo che vediamo essere su di noi. Questo è chiamato risposta allo “stress”.

Lo stress può essere effettivamente positivo, poiché la risposta ci aiuta a rimanere allertati, motivati ??e concentrati sul compito a portata di mano. Di solito, quando la pressione diminuisce, il corpo riequilibra e cominciamo a sentirci tranquilli. Ma quando sperimentiamo sentimenti negativi o la pressione aumenta le nostre capacità restano sopraffatte e non riusciamo a far fronte, allora sorgono problemi. L’attivazione continua del sistema nervoso – sperimentando la “risposta allo stress” – provoca usura e rottura nel corpo.

Quando siamo stressati, il sistema respiratorio viene immediatamente colpito. Respiriamo più forte e velocemente veloce nel tentativo di distribuire rapidamente sangue ricco di ossigeno nel nostro corpo. Anche se questo non è un problema per la maggior parte di noi, potrebbe esserlo per le persone con asma che possono sentirsi a corto di fiato e faticare per prendere in quantità sufficiente di ossigeno.

Lo stress fa sconvolgere i nostri sistemi immunitari. Il cortisolo rilasciato nel nostro corpo sopprime il sistema immunitario e le vie infiammatorie, e diventiamo più suscettibili alle infezioni e alle condizioni infiammatorie croniche. La nostra capacità di combattere la malattia è ridotta.

Anche il sistema muscolo-scheletrico è influenzato. I nostri muscoli si tendono, questo è il modo naturale del corpo di proteggersi da lesioni e dolori. La tensione muscolare ripetuta può causare dolori e dolori corporei, e quando si verifica nelle spalle, nel collo e al capo può provocare mal di testa e emicranie.

Ci sono effetti cardiovascolari. Quando lo stress è acuto (nel momento), la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna aumentano, ma ritornano alla normalità una volta che è passato. Se lo stress acuto è ripetutamente sperimentato o se lo stesso diventa cronico (per un lungo periodo di tempo) può causare danni ai vasi sanguigni e alle arterie. Ciò aumenta il rischio di ipertensione, attacco cardiaco o ictus.

Anche il sistema endocrino ne soffre. Questo sistema svolge un ruolo importante nella regolazione dell’umore, della crescita e dello sviluppo, della funzione tissutale, del metabolismo e dei processi riproduttivi. Il nostro metabolismo ne è influenzato. L’ipotalamo si trova nel cervello e svolge un ruolo fondamentale nel collegare il sistema endocrino al sistema nervoso. I segnali di stress provenienti dall’ipotalamo innescano il rilascio degli ormoni dello sforzo, il cortisolo e dell’epinefrina, e quindi lo zucchero (glucosio) che viene prodotto dal fegato per fornire energia e così affrontare la situazione stressante. La maggior parte delle persone riassume lo zucchero supplementare nel sangue quando lo stress svanisce, ma per alcune persone hanno un rischio aumentato di diabete.

Lo stress può avere alcuni effetti gastrointestinali sgradevoli. Potremmo sperimentare bruciore di stomaco e reflusso acido soprattutto se abbiamo cambiato le nostre abitudini alimentari per mangiare di più o di meno, o aumentando il nostro consumo di alimenti grassi e zuccherini. La capacità dei nostri intestini di assorbire i nutrienti dal cibo può essere ridotta. Possiamo avere dolori allo stomaco, gonfiore e nausea, diarrea o costipazione.

Ci possono essere problemi anche con i nostri sistemi riproduttivi. Per gli uomini, lo stress cronico può influire sulla produzione di testosterone e spermatozoi. Può anche portare a disfunzione erettile o impotenza. Le donne possono sperimentare cambiamenti nei loro cicli mestruali e aumentare i sintomi premestruali.

Lo stress e la tua mente

Lo stress ha effetti sul nostro benessere emotivo. È normale sperimentare sbalzi d’umorenella nostra vita quotidiana, ma quando ci sentiamo più stanchi, si hanno oscillazioni di umore o ci sentiamo più irritabili del solito. Lo stress causa l’iperarousal, il che significa che possiamo avere difficoltà a dormire o nell’addormentarci sperimentando notti inquiete. Ciò compromette la concentrazione, l’attenzione, l’apprendimento e la memoria. I ricercatori hanno collegato un sonno scadente a problemi cronici di salute, depressione e persino obesità.

Il modo in cui affrontiamo lo stress ha un ulteriore effetto indiretto sulla nostra salute. Sotto pressione, le persone possono adottare abitudini più dannose come fumare, bere troppo alcool o prendere droghe per alleviare lo stress. Ma questi comportamenti sono modi inadeguati per adattarsi e portano a maggiori problemi per la salute e rischi per la nostra sicurezza e benessere personale.

Quindi imparare a gestire lo stress. Un certo stress nella vita è normale – e un po’ di stress può aiutarci a sentirci attenti, motivati, concentrati, energici e persino eccitati. Prendiamo azioni positive per condurre questa energia in modo efficace e ci troveremo meglio.



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Diabete

Il diabete tipo 1 sul groppone da un giorno o 54 anni? Non perdere la fiducia e guarda avanti perché la vita è molto di più, e noi siamo forti!
Non sono un medico. Non sono un educatore sanitario del diabete. Non ho la laurea in medicina. Nulla in questo sito si qualifica come consulenza medica. Questa è la mia vita, il diabete – se siete interessati a fare modifiche terapeutiche o altro al vostra patologia, si prega di consultare il medico curante di base e lo specialista in diabetologia. La e-mail, i dati personali non saranno condivisi senza il vostro consenso e il vostro indirizzo email non sarà venduto a qualsiasi azienda o ente. Sei al sicuro qui a IMD. Roberto Lambertini (fondatore del blog dal 3/11/2007).

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