Vivo col Diabete

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Primi di marzo, le temperature si abbassano e le mie quotazioni glicemiche restano buone: la media della settimana lasciata alle spalle è stata di 151 mg/dl e, a parte un episodio di ipoglicemia con conseguente rimbalzo, tutto è filato liscio come l’olio. Mese di marzo fatto di tanti eventi: comincia la primavera, si festeggiano i 150 anni dall’unità d’Italia, finisce il carnevale e comincia la quaresima, c’è la festa della donna; insomma un calendario ricco di momenti aggregativi. Secondo voi qual’è il meno ricordato? Semplice risposta l’inizio della quaresima con il mercoledì delle ceneri, e come non potrebbe non esserlo in una stagione dove tutto si consuma, si compra e mangia, anche solo un attimo di digiuno, espiazione e riflessione viene annullato dalla frenesia di consumare e consumarsi nel farlo.

 

Il diabete cosa centra? Il diabete ci sta tutto poiché come forma filosofico-pratica di vita richiede equilibrio e controllo nel vivere quotidiano, proprio questo momento del calendario viene vissuto oltre i simboli etico-religiosi, supera i confini della dimensione fideistica e vocazione per immettersi nel percorso della necessità umana di non eccedere come ideale, ma recuperare il senso della misura nei gesti e nelle azioni che ogni giorno ci attendono.

 

Per buona parte della mia vita ho sempre richiamato i riferimenti di principio e morali fin qui descritti, anche se mi son reso conto con l’andare del tempo di essere rimasto solo lungo il viaggio. Una fatto però mi consola: mantenendo saldi gli ancoraggi a questa dimensione ho preservato la mia integrità fisica e, nonostante il diabete, cammino ancora.
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