Vivo col Diabete

Il viaggio

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Per me uno dei passaggi più problematici di una vacanza è costituito dal periodo di viaggio, un dato costante nel tempo, è infatti durante questa fase che annoto una maggiore sensibilità dell’organismo alle alterazioni della glicemia, e con il sensore glicemico addosso la riprova è tangibile. Memore di sto fatto sono attrezzato alla bisogna di merendine e snack così in relazione all’andamento della curva glicemica verso il basso aggiungo carboidrati complessi per tamponare la faccenda, e il piano riesce; o altrimenti in caso contrario alzo di un poco il bolo basale con un temporaneo per un paio d’ore, per trattenere una fuga iperglicemizzante. La responsabilità della guida automobilistica non è di mia pertinenza anche perché sono senza patente, ma non voglio stressarmi e stressare la compagna di viaggio. La prima giornata di soggiorno  vede un tempo variabile, con occasionali rovesci. La mia colazione è come a casa ovvero quattro fette biscottate accompagnate da latte e marmellata, la glicemia è 167 mg/dl e faccio un bolo di 4.0 unità così da non sovraccaricarmi e evitare ipoglicemia di mattina, mentre per il resto della giornata il quadro si mantiene stabile grazie al continuo camminare combinato ad un’alimentazione equilibrata nell’apporto di carboidrati (ricchi a pranzo e leggeri a cena). E il primo giorno è promosso.

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