Vivo col Diabete

Da fare

Abbiamo attraversato anche la metà del mese e posso aggiungere bene, infatti sono trenta giorni filati, continuati che trascorro con un diabete in perfetto equilibrio e così potrei chiudere qui il tutto, perché soddisfatto e al culmine del risultato altro non avrei da dire e aggiungere. Ma no sarebbe troppo facile e semplicistico tirare una riga, oltre che un errore fatale, perché al di là del condizione attuale il diabete richiede sempre di stare in guardia e non abbassare il livello d’attenzione. Infatti i risultati fin qui ottenuti sono stati rilevati grazie all’impiego costante dell’Holter glicemico integrato con il microinfusore d’insulina, il primo in particolare oltre a segnalarmi l’arrivo di un’ipoglicemia ed arrestare l’infusione, permette di avere sempre costantemente sotto controllo il grafico della glicemia, ed in questo modo posso calibrare al meglio i modelli d’insulina da somministrare, e comunque farmi un’idea su come vanno le cose per meglio affrontare problemi e conseguenze.

La vita non è sempre una luna di miele e quando si interromperà il ciclo devo essere in grado di mantenere sempre il controllo dei valori glicemici, con o senza il sensore, poiché la fornitura dello strumento non garantisce una copertura continua: l’Holter ha una durata massima di sei giorni a settimane alterne, quindi nei sette giorni senza faccio col sistema tradizionale del controllo glicemico mediante prelievo del sangue capillare e lettura dati dal glucometro.

Ma almeno ho memorizzato le dinamiche di flusso della glicemia e ottengo una maggiore conoscenza di come reagisce il mio organismo reagisce durante il metabolismo dei carboidrati ed in questo modo posso tentare di regolare per il meglio il bolo basale dell’insulina in relazione alle tendenze di rialzo della curva glicemica.

Mentre scrivo queste considerazioni vengono ancora una volta alla luce i limiti della tecnologia, che peraltro muove ancora i primi passi verso la direzione dell’auspicato pancreas artificiale, ovvero la durata limitata del prodotto e un’affidabilità ancora parziale nei risultati forniti, oltre al fatto in sé rilevante costituito dalla quasi totale presenza della mano umana per funzionare il meccanismo e conseguentemente l’assenza di processi automatici sicuri, per non parlare poi dell’intelligenza artificiale ancora lontana da venire.

Comunque le prospettive sono promettenti se è vero che i ricercatori affermano di poter completare il processo di realizzazione del pancreas artificiale tra cinque, dieci anni al massimo; e in Giappone sta facendo passi da gigante l’automa badante, la tecnologia del futuro per affrontare il grosso problema dell’assistenza integrata domiciliare nei confronti di anziani e disabili.

Tornando al presente il passo importante da fare con le tecnologie in campo biomedicale è di utilizzarle al meglio e sfruttando ogni possibilità per stare meglio, e per far ciò da diabetico debbo sempre imparare e studiare, a cominciare dall’ampia manualistica fornita con la strumentazione.

P.S.: Ah dimenticavo la media dei valori glicemici riscontrati nella settimana è pari a 141 mg/dl.

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