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DiabeteTipo 2: quando i ritmi lipidici circadiani vanno male

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Un team di Ginevra, in Svizzera, mostra che l’interruzione dei profili temporali dei lipidi nel diabete di tipo 2 irrigidisce la membrana delle cellule endocrine del pancreas, che potrebbe alterarne la funzione.

Come tutti gli esseri viventi, i processi fisiologici umani sono influenzati dai ritmi circadiani. L’interruzione dei nostri orologi interni a causa di uno stile di vita sempre più squilibrato è direttamente collegata all’esplosione nei casi di diabete di tipo 2. Con quale meccanismo? Un’équipe dell’Università di Ginevra (UNIGE) e degli Ospedali universitari di Ginevra (HUG), in Svizzera, sta sollevando parte del velo: questo disturbo sconvolge il metabolismo dei lipidi nelle cellule che secernono gli ormoni regolatori del glucosio. Sfingolipidi e fosfolipidi, lipidi situati sulla membrana cellulare, sembrano essere particolarmente colpiti. Questo cambiamento nei profili lipidici porta quindi a una rigidità della membrana di queste cellule. Questi risultati, da leggere sulla rivista  PLOS Biology, forniscono ulteriori prove dell’importanza dei ritmi circadiani nei disordini metabolici.

I lipidi hanno una varietà di funzioni cellulari. Essendo uno dei componenti principali delle membrane cellulari, sono coinvolti nelle vie di segnalazione attraverso le quali le cellule comunicano tra loro e con il loro ambiente. “Sappiamo da tempo che l’interruzione degli orologi circadiani era strettamente legata a malattie metaboliche, come il diabete di tipo 2, in cui l’organismo non è più in grado di regolare efficacemente i livelli di zucchero nel sangue”, spiega Charna Dibner, professoressa nei Dipartimenti di Chirurgia e di Fisiologia e Metabolismo Cellulare, nonché nel Centro Diabete della Facoltà di Medicina dell’UNIGE e dell’HUG, che ha condotto questa ricerca. “È inoltre accertato che i lipidi svolgono un ruolo significativo nei disordini metabolici. Ma l’impatto dei ritmi circadiani sulle funzioni lipidiche è rimasto sconosciuto”.

Promuovere cambiamenti nello stile di vita?

Questo lavoro stabilisce per la prima volta un legame diretto tra l’interruzione degli orologi circadiani ei cambiamenti lipidici tipici dei diabetici. Questi dati di ricerca di base gettano le basi per la ricerca con i pazienti. Il team di ricerca di Charna Dibner sta attualmente conducendo due studi applicati: il primo, in collaborazione con specialisti della nutrizione presso gli Ospedali universitari di Ginevra, sta esplorando i potenziali benefici del digiuno intermittente dal punto di vista della medicina personalizzata, tenendo conto del preciso profilo circadiano di ciascun individuale. Il secondo, in collaborazione con l’Università di Maastricht nei Paesi Bassi, mira a risincronizzare i pazienti con l’aiuto delle lampade solari.

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